618. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 1 luglio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Dopo il lungo aspettare, V. Ex.tia è satisfatta del suo desiderio, perché questa mattina Nostro S.re in concistorio con grand.mo consenso de tutti li R.mi S.ri Car.li, ha publicato quella Capitanio Generale de la S.ta Ro. Chiesa, e di Sua S.tà con molte laudi sue e di la casa, e con grand.ma speranza di tutta Roma che questa dignità debba essere optimamente collocata, e che V. Ex.tia sia non solamente per adempire la grande espettatione che di lei si ha, ma per superarla. Il breve da Nostro S.re V. Ex.tia l'haverà presto.
Altro non dirò se non che a quella baso humilmente le mani rimettendomi del resto al Barbiero il quale viene informato di quanto occorre.
In Roma, al p.o di luglio MDXXJ.
De V. Ill.ma S.
Humil Servitor
Bald. Castiglione ||

[2] Non potrei dire a V. Ex.tia con quanta satisfacione et amorevolezza viene Nostro S.re a questa conclusione, e quanto piacer ha hauto ch'el R.mo Medici se sia mostrato caldo, et affecionato a V. Ex.tia. [3] Sua S.tà heri me replicò diece volte che pigliava quella per figliolo, e che la volesse fare come la sperava in lei, che non si satierebbe mai de beneficarla et exaltarla. [4] Io gli dissi quello che mi occorse. S. S.tà mi disse che havea mandato il S.r Prospero il quale era un S.r d'assai, e che pregava V. Ex.tia che volesse intendersi bene con lui, perché sapeva ch'el prefato, havrebbe gran r.tia in ogni cosa a quella. [5] Mi disse ancor che manderebbe M. Iacomo dal Gambaro a Mantua il quale è homo da bene, e con cui V. Ex.tia conferirebbe delle occorrentie e mandarebbe un altro il quale harebbe denari per fanti, et ogni cosa che bisognava. [6] El breve, mandaràllo monsig.r R.mo de' Medici, il quale V. Ex.tia ringraciarà più efficacemente, e con lettere e con parole che li serà possibile. E quella faccia ogni dimostratione d'amorevolezza verso Sua S. R.ma, che quella è la via.
[7] Il PP. mi ha ancor detto ch'io avisi V. Ex.tia che la parli sempre modestamente de' francesi, dicendo sempre non poter mancare a Nostro S.re a' servitij del quale la è, ma che, se potesse voluntier metteria concordia et amore tra Sua M.tà e Nostro S.re se la non vi è: ma che lei non pò mancare del debito suo.
[8] La compagnia, V. E. la faccia mo' di quel modo meglio che li pare. De giorno in giorno io la avisarò de la voluntà del PP. El resto di questo quartiero io l'haverò presto, e vederò de remettere quello, e quelli altri denari ch'io ho, per via de banchi in Bologna. M. Pietro nostro se raco.da molto a V. Ex.tia e già opera acciò che quella habbia altri denari.
[9] Alla quale basando le mani io in bona gratia mi rac.do. Come ne la lettera. El medesimo Servitor Devotissimo
[10] Havendo scritto insin qui, sono andato a basar li piedi di Nostro S.re il quale mi ha fatte infinite carezze, abbrazzato, e basato quattro o cinque volte, e risposto tanto amorevolmente a quelle poche parole ch'io in nome de V. Ex.tia, per testimonio della fidel servitù sua, e per recognition di questa gratia, gli ho dette, che harrebbe mosse le lachryme ad un core tenero. [11] Tutta la Camera (si pò dire) mi ha tenuto occupato meggia hora ch'io non potevo sviluparmi dalli abbracciamenti e congratulationi. Serebbe molto che dire delli Car.li che se allegrano con Vostra Ex.tia, e che mi fanno fede delle honoratissime parole che Nostro S.re questa mattina ha dette in concistorio di lei. Nostro S.r ‹Dio› sia laudato, dal quale V. Ex.tia deve recognoscere questo beneficio.
[12] Io di novo a quella baso le manj. V. S. se degnarà racordarsi di quel Conte da S. Bonifacio, il quale venirà presto a basargli le mani. El Servitor Devoto B. ‹?C.?›

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio, el S.r Marchese di Mantua, ‹di S.› R. E. Capita.no Generale


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 199-200 .