616. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 29 giugno 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Io son certo che se V. Ex.tia havesse donato un stato a Nostro S.re la non gli harebbe fatto maggior piacere di quello che la ha, usando questa amorevole e prompta demostratione de la offerta fatta a monsig.r R.mo de' Medici, et al Governator di Rezzo: e veramente è stata tanto a proposito, che non si potria dir più. [2] Io alla ricevuta delle lettere di V. Ex.tia de XXIJ, e XXIIIJ, con le quali ancor hebbi una de Iacomo de Cappo che me avisava quanto havea operato a Firence, fui a' piedi di Nostro S.re. [3] E Sua S.tà che già havea hauto lo aviso da monsig.r R.mo de' Medici del tutto, mi disse ogni cosa, con molta satisfacione sua, mostrandomene estremo piacere, e laudando V. Ex.tia della vivezza usata in questa cosa, e del haverlo notifficato a monsig.r R.mo de' Medici di quel modo, dando tante benedicioni, e sempre dicendo: "Egli è mio figliolo! Egli è mio figliolo: benedetto sia lui!" ch'io ne restai molto contento.
[4] Non poti fare quel discorso che V. Ex.tia mi cometteva, della discontentezza in che la si trova per vedere q.ti movimenti d'arme, e lei non esser richiesta per ancor, et havendo ad uscire troppo in fretta, di non poter uscire così honoratamente per la celerità, come serebbe il suo desiderio, perché non me lo lassò fare, sempre interrompendomi con amorevolissime parole, e dicendomi che adesso lo voleva publicare, e che monsig.r R.mo de' Medici lo sollicitava di questo, e che già n'havea parlato a quelli S.ri firentini, e che tutti laudavano questo pensiero. [5] Io sollicitai più destramente che potei, che Sua S.tà lo facesse subito. Mi disse che così voleva fare.
[6] Trovai che m. Pietro nostro quella mattina havea fatto un bono e longo discorso con Sua S.tà sop.a q.ta materia, e quella gli havea comunicato le lettere del R.mo Medici con infinite laudi di V. Ex.tia. [7] Hoggi, deliberando scrivere a quella, presi q.to per occasione de parlarli. Sua S.tà mi ha detto haver scritto al R.mo Medici, che mandi lui questa nova a V. Ex.tia, sì che quella forsi alla ricevuta di questa, l'harà hauta. [8] Hammi ancor detto che manderà subito un homo a Mantua, el quale comunicarà con V. Ex.tia il bisogno del tutto, et haverà il modo de denari per fantarie, et de ogni altra provisione, e che sa che V. Ex.tia farà gagliardamente perché farà per sè stessa, e che vole che quella sia il magior marchese di Mantua che fosse mai, con infinite altre bone parole.
[9] Così lunedì prox.o che viene, che è posdimani V. Ex.tia serà publicata in Concistoro per cap.no Generale de la S.ta R. E. e de Sua S.tà che così mi ha promisso hoggi, et io in quel punto spazzarò il Barbiero. [10] Subito che V. Ex.tia habbia hauto lo aviso dal R.mo legato, la potrà far la compagnia, e parlare senza rispetto, come Cap.no de la chiesa, e servitore et amico di Cesare: p.a no. [11] Ma (come ho detto), alla ricevuta di questa, V. Ex.tia l'harà hauta credo. E quella doverà ringraciarne più che gli serà possibile monsig.r R.mo de' Medici: che, dopo il PP. ne è tenuta a S. S. R.ma, che in q.to ha fatto opera gagliardissima. [12] Io circa questa materia non so che altro mi dire se non che il PP. spera di cacciare prestissimo francesi de Italia, e che V. Ex.tia gli ne habbia bona parte, e serva a S. S.tà et a Cesare, de chi, la è, per cunto dil stato, subdito e vassallo. Li comenti, le nove, le pazzie, le braverie, le imaginationi che si fanno in Roma, serebbe impossibile scriverle.
Io baso le mani de V. Ex.tia et in bona gratia sua mi raco.do, aspettando il lunedì.
In Roma, alli XXIX de Giugno MDXXJ.
De V. Ex.tia
Humil e Fidel Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et patron mio il S.r marchese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 194-195 .