608. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 22 giugno 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Per la lettera di V. Ex.tia de XV del presente ho compreso quella esser in qualche fastidio, per dubbio che la dilatione del publicare la condotta sua con Nostro S.re non porti seco ancor dilatione del cominciare essa condotta, come all'altra volta si è fatto, che la p.a copia dello instrumento facea mentione del p.o de Genaro, prox.o passato; lo instrumento poi mandato parla de X d'aprile. [2] E considerato ben il longo discorso che V. Ex.tia mi fa, del haver perduto da Franza quello che la non ha guadagnato, e medesimamente de la grossa spesa che la ha sostenuto e sostiene, per haver intertenuto gentilhomini et altri, appresso del sospetto che la ha che Nostro S.re non faccia un'altra dilatione di questo principio di condotta, dil che V. Ex.tia mal si contentarebbe, sònomi da me risoluto, che non bisogni che quella habbi questo sospetto. [3] Perché tengo certo che Nostro S.re non sia per mutare, o alterare cosa alcuna de quelle che se contengono nel instrumento, perché il ricerchare più d'una volta simil cosa, parrebbe che havesse poco del honesto, e gran differentia è da la copia de' capituli, allo instrumento publico, et autentico, e giurato con testimonij come è quello che V. Ex.tia ha nelle mani. [4] Sì che a me non è occorso modo alcuno di poter parlare di questa cosa senza mostrare diffidentia, o racordare a Nostro S.re quello a che io credo ch'el non pensa. Pur se tal proposito mi occorresse che a me paresse poter raggionare di q.ta cosa destramente, faròllo, altramente no, salvo se da V. Ex.tia non mi fosse replicato: che tanto farò, quanto quella mi comandarà.
[5] Dico bene che di questo io non ne sto in sospetto alcuno, e spero che V. Ex.tia harà guadagnato col papa più che la non harà perduto con Franza: sia mo' in oppinione de gli altri, quello che si voglia. [6] E se a Nostro S.re parve che V. Ex.tia dovesse contentarsi di quella mutation del tempo, con dir che la non havea servito, certo è che lo fece con sicurtà: non ch'el pensasse che V. Ex.tia non havesse speso, ma che la non havesse dato el quartero intieramente, come l'haverebbe fatto se la cosa absolutamente se fosse cominciata in quello tempo. [7] Del non haver limitata la spesa, S.re mio Ill.mo io riputerei che questa limitatione si potesse fare in ogni tempo, e quanto più presto, tanto meglio, e ch'el publicare la condotta di V. Ex.tia non dovesse né tardarla né accellerarla; pur son cert.mo che quella pensa prudentissimamente ogni cosa sua, e circa questo non mi occorre altro che dire.
[8] Mostrai a Nostro S.re gli avisi di Franza che V. Ex.tia mi mandò insieme con le lettere de XV perché quelli mi parvero a proposito. Nostro S.re me ne confirmò la maggior parte, e dissemi di più, che el Car.le de Inghilterra veniva a Cales, e che lì a parlamento con Sua S. venivano un homo de lo Imperatore, et uno del X.mo, e che potrebbe ancor esser che succedesse acordo; ma se non se restituiva Pampalona, non seguirebbe acordo. [9] E Sua S.tà è stato ricercato a mandar essa ancor un homo suo a questo medesimo parlamento, e non gli è parso bene, et ha deliberato non mandarlo. Questo parlamento senza dubbio darà indicio de quello che ha da succedere.
[10] Parvemi ancor bene mostrare a Nostro S.re quello postscripta delle cose di Ferrara che V. Ex.tia mi avisò, acciò che S. S.tà vedesse che quella andava liberamente; oltre questo, se la cosa era vera, che conoscesse che lo Ill.mo S.r D.ca gli havea tanta reverentia, che voleva dissimularle, e se non era vera, che la volea publicare per falsa, per non dare calunnia a S. S.tà. [11] Il PP. lo lesse, e dissemi constantissimamente che non ne sapeva niente, e che credeva che non fosse, e che chi cavava queste baie, facea male. E qui disse parecchie parole. [12] Io dissi a S. S.tà che ero certo che V. Ex.tia non ne credeva niente, anci era certa del contrario, e che mi parea ancor ch'el S.r D.ca di Ferrara per quello che vedevo scritto lì, dovesse haverne despiacere.
[13] Entrai poi nel negocio nostro principale, dove Sua S.tà, con el meglior modo ch'io sapessi imaginare, me disse ch'io scrivessi a V. Ex.tia che certo presto li levaria questo fastidio: e se possibile è credere a parole di PP. dette con la magior efficacia del mondo, forza è che queste siano vere. [14] Il discorso sop.a questo proposito fu lunghissimo, quanto S. S.tà habbia fatto mai meco, et mi aperse molti dissegni, concludendo che o essendo guerra o pace, a S. S.tà metteva bene il servirsi di V. Ex.tia, e che senza dubbio presto la publicaria Cap.no, e che la stesse di bona voglia, e che hormai ogni suo interesse era ancho di S. S.tà.
[15] Altro non mi occorre che scrivere a V. Ex.tia, se non che Gio. Tomaso se parte questa mattina di qua con quattro cavalli quali credo piaceranno a V. Ex.tia, e penso giongeranno in ordine, perché in sino a qui, stanno molto bene in carne. [16] Mando con lui quello moro di chi V. Ex.tia m'ha scritto: spero che servirà bene per paro suo. Qui non se intende altro di novo. Hoggi credo si farà una crida strettissima, estrema al possibile che persona del mondo, sia chi si vole qui in Roma non porti arme.
Altro non dirò se non che a V. Ex.tia basando le mani in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli XXIJ di Giugno MDXXJ.
Di V. Ex.tia
Devoto e fidel Servitor
Bald. Castiglione

[17] Salve si è molto alargato meco et hammi detto che aspetta una resposta, la quale subito venuta pensa risolversi spagnolo. Et hami detto molto male de' francesi, e ben de Sancta e iudica che francesi habino a patire e fa ogni cosa per stacarli Forsan ma loro non ne vogliono sentire. [18] E dice che Dio ama lo Sancta perché li ha levato Chievres e che sua santità non ha mai astretto pratica con Sancta perché Chièvres faceva intendere ogni cosa a' francesi. Insomma mostra essere molto volto a quella strada.
[19] Io gli ho detto che sua santità consideri che le forze de Sancta sono lontane, e se francesi se acorgessero che sua santità fosse volta a Sancta che il primo asalto sarebbe Mantova et che per essergli nel core vostra ex.tia se potrebbe mal difendere da Franza e venetiani li quali fariano ogni sforzo per asicurarsi de quel stato.
[20] Salve me ha resposto che Parens serà sforzato a levare una gran parte de le forze ch'el ha in Lombardia, e servirsene de là li monti, e che lui darà tal forza a vostra ex.tia che non solamente la si potrà difendere, ma pensa ch'ella habbi a far duca de Nam Zegeret perché una bona banda de tedeschi potrà sempre venir in Mantoa, a dispecto del mondo. [21] Et hami detto che io scriva a vostra ex.tia che se ben l'homo suo che era apresso Sancta è partito che la non debba mancare de intertenersi con sua m.tà e mostrarli amorevole e bona servitù, e medesimamente che la intertenga qualche cap.ni tedeschi de fanterie e che la stia bene con quelli conti da Lodron perché in questo la potranno molto servire. [22] Queste cose sono tra pochissimi, però vostra ex.tia le tenga segretissime, perché la può comprendere de quanta importantia ancor a lei sarebbe se questo venisse ad orechie de' francesi.

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.r marchese ‹de› Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 181-183, 185.