595. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 8 giugno 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Non heri l'altro hebbi la lettera de V. Ex.tia de l'ult.o di maggio, et in questo punto ne ho ricevuta un'altra de IIJ del presente. [2] Circa la tardità de le lettere che vanno e vengono, io ancor sto molto dubioso che non vi sia qualche inganno de questi maestri dalle poste, e però ho fatto ricercare di parlare al Galerato. Per ancor non ho potuto: vederò de chiarirmi, e se è cosa a che se possa rimediare, non mancherò.
[2] Circa quanto V. Ex.tia mi scrive in zifra, io per haver sempre sentito nominare quella persona, che è stato autor di q.to mottivo, per homo di condicione non bona, sto in gran dubbio che la non sia cosa misteriosa. Parmi bene che V. Ex.tia non gli harrebbe potuto rispondere più prudentemente di quello che ha fatto. [4] Io estimo che, venga la cosa onde si voglia, sia bene farlo intendere al PP., perché non pò se non giovare, siano le cose in che termine si vogliano: sì per aiuttare la materia del negocio nostro, come per mostrare d'andar (come si va) sinceramente. [5] Gli penserò un poco meglio, e farò quello mi parrà meglio, con speranza de non deviare ancor dal parere di V. Ex.tia. Certo è bugia quello che lui dice sapere di certo, et a me par un'hora mill'anni il poter rinfacciare queste baie a colloro che se tengono tanto savij. E circa questo non dirò altro.
[6] Li avisi che V. Ex.tia mi ha mandati sono stati a proposito, e più serebbono, se questi maestri de le poste non fossero così negligenti o poltroni. Di qua non si pò avisar cosa alcuna certa. [7] A questi dì si è hauto per certo che le genti del X.mo haveano preso Pampalona. Heri venne a pallazzo el secretario de l'Ambasciator di Spagna con una infinità de spagnoli intorno, alegri, dicendo che a Pampalona hanno dato una gran rotta a' francesi, di sorte che ognuno sta in dubbio. Presto ne serem chiari. [8] Questo spagnolo che è venuto, parla de visu. De li svizeri V. Ex.tia deve sapere meglio di noi dove sono. Le genti d'arme spagnole che a questi dì cavalcarono, non hanno poi fatto altro, né faranno, credo.
[9] El Re di Dacia alli dì passati invitò ad uno convito da circa nonanta gentilhomini de' suoi, alli quali, dopo mangiare, alla foggia di Franza, bevete à vous, e disse: "Ego bibo vobis calicem S.ti Johannis Baptiste!". E partitosi, li fece tagliare la testa a tutti. Dipoi ha ancor fatto amazzar collui a chi havea dato la impresa che facesse morir costoro. [10] Ultimamente ha scritto al PP. che nel paese suo è intervenuto uno stranio caso, ciò è che tanti gentilhomini sono stati morti, e che lui ha ben castigato collui che li fece morire: e perché tra quelli primi erano alquanti vescovi, prega S. S.tà che voglia confirmare li vescovati a quelli a chi esso gli ha dati. Questa cosa è parsa horribile ad ognuno.
[11] V. Ex.tia haverà inteso che Cievres è morto certo, et ha lassati seicento milia ducati a l'Imperatore, dicesi, ma questo non è così certo, et ha supp.to a Sua M.tà che se degni confirmare li stati alli nepoti. [12] Monsig.r R.mo Cornaro è partito di qua nella medema gratia e rispetto che fu mai di Nostro S.re, né ha hauto difficultà alcuna a l'impetrar licentia de partirsi, perché è molto indisposto, e q.to è vero. El Car.le de Loreno partì, e replicòmi il medesimo, ciò è che veniria a Mantua.
[13] Monsig.r R.mo S. Georgio sta assai bene, per quanto se intende, cavalca e parla, e sta in bona habitudine.
[14] Monsig.r R.mo de' Medici, nel Concistorio de heri mattina, hebbe diece milia ducati d'entrata in dui pezzi, ciò è in una chiesa, che litigava in Franza, et il suo collitigante è morto: in l'altra in Inghilterra, nel vescovato che havea monsig.r de Gili.
Altro non mi occorre che dire a V. Ex.tia, se non che le baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
In Roma, alli VIIJ de Giugno MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
devoto e fidel Servitor
Bald. Castiglione

[15] Post. A me non parve de dire a Nostro S.re quello che V. Ex.tia mi avisa havere detto el S.r Aluyso, ma li dissi che quella non pò sforzarsi tanto che la stia de mala voglia, come la facea per il passato, e che per questo la dubita che la brigata non imagini lei haver hauto denari. Il che gli dà fastidio assai, perché non vorrebbe mai despiacere a S. S.tà.
[16] El PP. me rispose: "ch'el si tenga ancor un poco, che presto presto caveremo lui e noi di questo fastidio". [17] Li dissi ancor che a V. Ex.tia parea di fare un sacrilegio, essendo tanto affecionato come è a monsig.r R.mo de' Medici, et havendoselo elletto per singular prottettore in ogni cosa sua, a non gli scrivere, e fare intendere tutti li progressi di questa prattica de punto in punto; pur ch'el tutto si era fatto per non disubidire Sua S.tà. [18] Il PP. mi rispose ch'io scrivesse a V. Ex.tia che lassasse lo impaccio a lui, e ch'el voleva che monsig.r de' Medici mandasse questa nova lui a V. Ex.tia, e che in questo modo parrebbe che la ne havesse ancor obligo a S. S. R.ma, e che io non mi pigliassi fastidio di questo, perché le cose andavano a tal camino che presto presto se terminariano. E pur è forza che questo "presto" una volta finisca.
[19] Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia humilmente mi raco.do.
Il medesimo Servitore
di ‹V.› S. Ill.ma

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Padron mio, il S.or Marchese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 163-165 .