593. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 5 giugno 1521

Mag.co M. Gio. Iacomo mio honor. Compatre etc. [1] Alla vostra de XXVIJ del passato non occorre dir altro, se non che io ho supplito il meglio che ho potuto con Nostro S.re in ringratiare Sua S.tà da parte de lo Ill.mo S.r nostro. Daròlli la lettera de M.a come Sua Ex.tia mi scrive. Ho hauto ancor la copia de li avisi de Venetia.
[2] Io ho preso ducento ducati di quelli che ho in mano, secondo che me scrivete, e secondo che mi disse il Barbiero da parte de lo Ill.mo S.r nostro, li quali procurerò che mi durino più che mi serà possibile. [3] De li cento ch'io havevo debito, li 50 ultimi che forno dati alla S.ra D.ssa satisfecero ad una parte; gli altri ch'io hebbi per meggio de lo Ill.tre S.re Aluyso, satisfecero all'altra parte, di modo che li 200 me sono restati in mano netti, e come ho detto faròmeli valere più ch'io potrò: sono larghi, che così sono tutti quelli ch'io ho in mano.
[4] Despiacemi ch'el S.r Aluyso habbia noticia ch'el Barbiero portasse denari né so come questa voce possa venire di qua. Parechi dì sono ch'el Conte Hanibal mi disse che al Co. Ludovico suo fratello era stato scritto da Mantua, che lì se aspettavano denari. [5] Io non potei fare che non me turbassi un poco, et alhor lui me disse che scherzava meco. Non so mo' come la cosa si stia: pur non si pò far altro che dir di no, a chi dicesse de sì.
Altro non mi occorre se non che a voi sempre mi offero e raco.do.
In Roma, alli 5 di Giugno MDXXJ.
Compatre e come Fratello
Bald. Castiglione ||

Al M.co mio compatre hon. m. Giovaniacomo Calandra, castell.no et Sec.rio marchionale etc. In Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 160-161 .