586. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 29 maggio 1521

Mag.co M. Io. Iacomo Compatre honor. [1] Io ho hauto piacere assai de la venuta del Barbiero, e spero rimandarlo più presto che non feci l'altra volta. [2] Circa li denari, ho hauti li 50 roverini, datimi dal Co. Hanibal Rangone per correspondentia del S.r Loys, e baso le mani allo Ill.mo S. nostro de la licentia ch'el mi dà ch'io ne pigli 200, che me serviranno per 300. [3] Io ho hauto caro li 50 dati alla Ill.ma S.ra D.ssa; vorrei ben ch'el suo cancelliero scrivesse un poco più chiaro a m. Thomasino Pecunia perché non dice havergli hauti, ma che è contenta che me li dia, e così scrisse ancor de quelli 50 larghi che mi rimise m.a mia matre. [4] Quelli 100 ch'io ho più volte scritto haver debito, erano 50 a q.to banco che paga la S.ra D.ssa, gli altri 50 ad uno amico mio, sì che io feci un scritto al banco de 50 ducati prestati li quali me obligavo a rendere. Se la S.ra D.ssa scrive havergli hauti, mi farò rendere el mio scritto, e faròlli una quietanza come l'altre.
[5] El Cavaliero se ne andò a Napoli. Io gli ho mandate le sue lettere per via de m. Fabritio Pelegrino, perché così mi pregò lui partendosi.
[6] Màndovi li versi di Pasquino goffissimi: pur questi sono li stampati, li altri sono suppressi. Non ho per ancor potuto far diligentia de quelli comenti del Quadripartito di Ptolomeo: faròlla presto. [7] Qui mi è pervenuto a noticia una prattica de parentato tra il S.r Sygismondo nostro da Gonzaga e la figliola de la marchesa di Massa. Monsig.r R.mo Cibo, me ne ha dimandato. Io gli ho risposto haverne hauto un poco di noticia, ma non essermene già stato scritto. [8] E cercando io de imaginare la verità perché me ne dimandava, trovo un poco de sdegno di S. S. verso la marchesa per non li havere comunicato questa prattica. [9] Et oltre le altre parole, me disse: "Se la marchesa farà poco cunto di noi, e noi ne faremo manco di lei, e li potrebbe nocere", mostrando ben però sempre desiderare et haver di gratia di far parentato con la casa di Gonzaga, con infinite parole amorevolissime et sommisse. [10] Ho voluto scrivervene, perché penso che q.ta cosa sia a core allo Ill.mo S.r nostro, e però non serebbe forsi male fare avertire per qualche destro modo la marchesa che la comunicasse col Car.le: che credo non potrebbe se non essere a proposito.
Altro non mi occorre che dire, se non che a voi sempre mi offero e raco.do.
In Roma, alli XXIX di maggio MDXXJ.
Il Car.le di Lorena fra 4 o 5 dì parte per Franza, con fama de ritornar presto.
Compatre e come Fratello
Bald. Castiglione ||

Al m.co m. Io. Iacomo Calandra, Sec.rio march.le, compatre honor. etc. In Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 149-150 .