580. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Giovan Giacomo

Roma (RM), 22 maggio 1521

Compatre mio honor. [1] Io cominciava hormai a tenervi crudele: che secondo il computo ch'io facevo dil tempo della giunta del Barbiero a Mantua, pareami dover haver nova p.a, tanto più ch'io havevo pregato el Barbiero che nel transito per Bologna, facesse ch'el Bugatto me desse aviso de la sua giunta lì. E crediate ch'io sono stato in grand.mo affanno: lodato sia Nostro S.r Dio. [2] Lo Ill.mo S.r nostro comincia pur ad haver causa de recrearsi un poco, che è quella cosa ch'io desidero quanto più desiderar posso. Io ho basato li piedi di Nostro S.r in nome di Sua Ex.tia, con le meglio parole che ho saputo.
[3] Quando mandai il Barbiero, ero stanco come ch'io havesse hauto a correre la posta, e però mi uscì di mente racordare allo Ill.mo S.r nostro che scrivesse una di man propria al PP. in ringratiamento e basar de' piedi, che serebbe stato a proposito. [4] Pur la occasion potrebbe ancor esser: se m. Gieronimo da Luca scrivesse qualche difficultà sop.a la investitura del stato, potrebbe lo Ill.mo S.r Marchese scrivere una lettera a Sua S.tà de man propria, supp.do a quella, con poche parole, ma affecionate e bone, che se dignasse pigliarli qualche rimedio, mostrando estimare che la publicatione dil Cap.to fosse il più opportuno rimedio che si potesse trovare, et in questo proposito ringratiare di novo della gratia del vescovato, mostrando certa speranza de ogni dì conseguire molte e maggiori gratie da Sua S.tà. E tutto questo con poche parole affettuose, e non affettate. [5] Et ancor che m. Gironimo non scrivesse, se potrebbe mostrare ch'el havesse scritto, excetto s'el non havesse hauta la espeditione, che questa redarguiria de mendacio; et in la medesima lettera, serebbe bene rimettersi a quanto più longamente dirrei io. [6] Di questo Sua Ex.tia farà come li piace; certo è ch'io non pretermetto, né pretermetterò occasione. Del resto scrivo a Sua Ex.tia; la morte di Vigo scrivo allo Ill.mo, come vederete.
[7] Se mi mandarete denari, seranno a proposito, perché come ho detto per le altre mie, ho debito di quelli 100 e pur spendo. Non so che pochi che ne ho hauti da M.a mia matre, gli ho spesi in panni da estate, et altre frascherie, e s'el S.r Giohan Tomaso Tucca viene, me li bisognerà dare li 25 che non ho più; ma li troverò, se pur el virà p.a che habbia questi, che aspetto da Mantua. [8] El vino e strame da cavalli è tanto caro qui in Roma che è cosa incredibile. Prègovi me racomandiate a quelli S.ri et allegrative in nome mio col Barbiero del presente fattoli da lo Ill.mo S.r nostro.
[9] Ho fatto legere a M. P. Ardin. quella parte del post.a che apertiene a.llui: ne ha hauto satisfatione assai, e certo merita remuneratione. Et oltre la servitù che si guadagnerà Sua Ex.tia di quel homo per sempre, ne raporterà ancor laude da tutto el mondo.
Altro non dirò se non che a voi sempre mi offero e raco.do.
In Roma, alli XXIJ di maggio MDXXJ.
Compatre e come Fratello
Bald. Castiglione ||

Al mag.co compatre et come fratello hon. m. Giovaniacomo Calandra, castell.no et ‹sec.›rio marchionale etc. In Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 140-141 .