579. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 22 maggio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.or et patron mio. [1] Non heri l'altro de sera, che fu alli XX.ti di questo, hebbi le lettere di vostra ex. di XIIJ, insieme con gli avisi; et perché io aspettavo con extremo desiderio intendere la gionta del Barbero, hebbi despiacere vedendo, che non ve ne era mentione. [2] Hiermattina poi mi vennero quelle di XVJ, tanto più grate, quanto più aspettate. Et Dio sia ringratiato, poi che la cosa è successa a satisfacione di vostra ex. et di tutta la casa sua. Spero ancor ch'el resto succederà di questo modo.
[3] Ho fatto intendere a Nostro S.re con quanto contento V. S. Ill.ma et tutta quella città ha accettato la gratia del consenso del vescovato da Sua S.tità, et quanto securmente vostra ex. aspetta el capitaniato e molte altre gratie da quella, tra le quali estima che la maggiore, et la più desiderata habbi da essere, la occasione de servire sua beatitudine. [4] N. S.re ringratia vostra ex. de questa voluntà, et mostra desiderio, non solam.te di contendere con quella di buon volere, ma di superarla, et promise di voler presto publicare el capitaniato: et io spero lo farà. [5] Certo è ch'io non mancherò di quanto mi parerà potere operare, accioché di questo si veda felice et presto exito.
[6] Mostrai a Sua S.tità quello aviso di m. Soardino dove è mentione della venuta, del Duca de Albania in Italia, et disseli col miglior modo ch'io poddi, senza mostrare, che vostra ex. se difidasse, o havesse gelosia alchuna, che questo buon sig.re doveva aspirare ancor a questo luoco.
[7] Il pp. mi respose che sì, et che non cessava de stimularlo, ma che lui lo havea chiarito, et fattoli intendere, haver promesso et dato la fede a vostra ex., et che non occorre haver dubio alcuno de lui, né d'altri. Et acenòmmi ch'el p.to Duca di Albania, non era per venire in Italia per hora. Io usarò tutti quelli termini, che conoscerò poter giovare alla materia, et sempre avisarò vostra ex. di quello che mi occorrerà.
[8] Quando veniranno le lettere di vostra ex., et di M.ma Ill.ma alli R.mi Grassis et Flisco io gli agiongerò quelle parole che più saprò al proposito.
[9] Le nove che di qua se intendono, di Francia, et da Alemagna, et di Spagna sono assai conforme, a quelle che ha vostra ex.: francesi et imperiali bravano a regatta, pur Nostro S.re sta su la sua fantasia, che l'uno et l'altro habbia paura. Del licentiare svizeri, per anchor non se intende quando habbia da essere. [10] La cosa del S.or Renzo sta pur così, et estimasi (come per altre mie ho scritto) ch'ella non sia per pigliare altra forma, di quella ch'ella ha, perché el pp. è sdegnato, et non pensa in questo, di fare né ingiuria, né despiacere, a casa Orsina. Et certo è ch'el car.le Orsino mi ha parlato molto a carico del S.or Renzo, et mostra de non gli essere punto amico. [11] M.na Felice, gli è nemicissima: di modo che anchor ch'el se intenda che lui faccia qualche praticha, secretamente per ritornare, non si estima che habbia da essere.
[12] Non so se vostra ex. harà inteso la morte di Vigo da Campo San Piero, el quale el dì de Pasqua, andando a messa alla Pace, fu assaltato da sette o otto huomeni armati con arme in hasta, spade da due mani, e dui schopietti. [13] Et benché lui mettesse mano per la spada, et el med.mo facessero, dui servitori che con lui erano, poca difesa podde fare, perché subito fu buttato in terra, e tagliato a pezzi. Una ferita hebbe in una gamba de spada da due mani; l'altre la più parte, dal collo alli ochi, perché lo trovorno forte, ma non però d'altro che di maglie. [14] È parso quasi ad ognuno un miraculo, perché lui sapeva di costoro, che erano qui per ammazarlo, et hallo detto a più d'uno, et non se ne ha saputo guardare. [15] Il S.or Giovanino fece demostratione, di voler seguitare in persona questi, che lo havevano morto; poi li mandò drieto ma non fu niente. [16] Chi habbia fatto questo homicidio non si sa: molti dicono, tra questi esser stato conosciuto Emylio, fratello del Cavalliero, la qual cosa io non so. Ben è vero che il Cavaliero, quattro o cinque dì prima, si era partito per Napoli di modo che se pur Emylio havesse fatto questo, el Cavaliero non ne sa niente. [17] Il S.or Giovanino mi ha detto che s'egli è morto suo danno, et che egli era pazzo et che lui gli haveva detto ch'el si guardasse, et non si ha saputo guardare. Il pp. ancor non ha mostrato farne molto caso.
[18] Io non mancherò di far cerchare, con ogni diligentia li comenti in greco del Quadripartito di Ptolomeo, et trovandosi qualche cosa, la farò transcrivere come vostra ex. mi comanda.
Alla quale baso le mani dello essersi dignata, di accettare Iulio mio creato, alli servitij suoi, et ribasandoli di novo, in buona gratia sua humilmente mi racc.do.
In Roma, alli XXIJ di maggio MDXXJ.
De V. S. Ill.ma
Devoto e fidel Servitore
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.or marchese di Mantua


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 138-139 .