574. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 16 maggio 1521

Ill.mo S.r mio. [1] Non è cosa al mondo che più mi dispiaccia che il despiacere di V. Ex.tia, e Dio lo sa: però le lettere di quella de VIIJ di questo m'hanno attristato, vedendo che la sta così di mala voglia. [2] Pur penso che la venuta del Barbiero, il quale sommamente desidero intendere che sia gionto a salvamento, harà raconsolato V. Ex.tia: che Dio mi conceda una volta vederla consolata del tutto. [3] S.r mio, voi sete pur Cap.no de la chiesa, et havete hauto le scritture e denari, et altro non gli mancha che publicarlo: la quale dilatione se ben adesso pare che non sia honorevole, pur succederà con honore, e presto, se piace a Dio. [4] Ma se al patron medesimo, al quale V. Ex.tia è obligata a servire, mette bene che la cosa passi così, e questo è il suo servitio, parmi che quella non debba tanto attristarsi, ma credere ch'el PP. non vorà già buttare via li denari, max.e adesso che ha tante spese, e non se servire de la persona e compagnia di quella: che questo non è verisimile. [5] E V. Ex.tia per amor di Dio non se attristi, e creda ch'io imagino dì e notte ciò ch'io posso, acciò che questa cosa se termini. E spero pur che presto ne usciremo, e penso che al PP. piacerà ognimodo che V. Ex.tia venghi a Roma, dove la serà honoratissima.
[6] Quella intenderà per l'altra mia come il S.r Renzo ha preso licentia. Se V. Ex.tia haverà altre lettere dal suo ambasciatore che è ne la Magna, che dimostrino difficultà circa la espedition de la investitura, credo che serà bene che la me ne scriva una lettera dolendosi, e mi comandi ch'io supplichi a Nostro S.re che gli pigli quel rimedio che pare a S. S.tità e forsi non serà necessario. [7] Il il PP. legendo il postscripta, mi disse ch'io scrivesse a V. Ex.tia che presto presto la caverebbe di questo fastidio, e che la non dubitasse punto, che facesse impresa alcuna senza lei, et il resto ch'io gli scrivo ne l'altra.
A V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do humilmente.
In Roma, alli XVJ di maggio MDXXJ.
Di V. Ex.tia
Fidel ‹Servo›
B. Cast. ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.or marchese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, c. 134.