572. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 15 maggio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et patron mio. [1] Le lettere di vostra ex. di VIIJ del presente mi vennero, insieme con li avisi ch'ella mi manda, d'una parte de' quali io mi sono valso, mostrandoli a N. S.ore. [2] La lettera non li ho già mostrata, parendomi ch'ella si dolga, un poco più ch'io non vorrei, essendo massimamente expedito il Barbiero, così di fresco con bone nove et securezza de migliori, et sapendo Nostro S.re ch'io havevo scritto che manderei il Barbiero con questa expeditione, circa la quale mi ero valso del mostrar di tener secreta la cosa con questo mezzo. [3] Et Sua S.tità si è pensata di haverli dato quasi un pegno in mano della sua buona voluntà, però non mi è parso bene cominciare così presto a dimostrare displicentia, doppo questo bono effetto; benché io non son restato, né resto, con tutti li modi, et vie che mi occorreno di sollicitare quanto più posso la expeditione, della quale, spero che quelli che se fanno beffe, se troveranno ingannati. [4] Ma né io posso far credere ad altri quel che non vogliono credere, né anco fare ch'el pp. muti la manera sua naturale et portatasi dal corpo della matre, del negotiare et del vivere. Et vostra ex. sia secura, ch'io non potrei haver cosa più despiacevole al mondo, che il trovarmi ingannato in questa praticha doppo tanti stenti, et fastidij; ma io non lo credo, né penso che Vostra S.ria lo creda. [5] Seguitarò con la maior diligentia che mi serà possibile, et se altro non me ne avirrà, harò almeno contentezza, de haver fatto dal canto mio, tutto quello che ho saputo inmaginare.
[6] Non mostrai (come ho detto) la lettera di vostra ex. a Nostro S.re, ma gli narrai della continentia quella parte che mi parve al proposito. Dippoi li mostrai el postscripta che mi parve tutto convenirsi, per far vedere a Sua S.tità che queste difficultati dove vostra ex. si trovava, et con lo Imperatore, et con Francia, tutte procedevano da l'esser quella suo servitore, et non esser conosciuto per tale dalli potentati. [7] Et così oltre el postscripta li dissi a bocca tutto quello che mi occorse in tal proposito: raccordando a Sua S.tità che le cose di vostra ex. hormai erano così de suo interesse, come di lei medesima, et che s'ella le lassava diminuire de reputatione, la non se ne potrebbe poi servire, né anco lei. [8] Li dissi ancor quanto mi occorse circa li movimenti d'arme che fa el X.mo, come se può comprhendere per li avisi che vostra ex. ha, et ch'io alhora havevo mostrati a Sua B.ne.
[9] Il pp. mi respose che non è per mancare in cosa alcuna a vostra ex., et che se lo Imperatore, stesse pur fermo in non voler fare questa investitura, che se gli farebbe bona provisione, et che vostra ex. non dubiti niente che lui sia per fare impresa alcuna senza quella, et che presto la levaria di questa expectatione. [10] Et benché se vedessero, questi movimenti che fa el Re X.mo di guerre, et medesimamente qualche braveria (per dir el vocabulo che usò Sua S.tità) fatta dal canto dello Imp.re pur estima che l'uno, et l'altro, havesse grand.mo desiderio de pace, et che questi segni, fossero tutti per fare che il compagno stesse sopra di sé. Quel che habbia da essere io non lo so, et così potrebbe el pp. ingannarsi, come gli altri.
[11] Sua S.tità ha havuto grandissimo piacere della demostratione che ha fatta lo Imp.re contra Martino Luther; li francesi ancor non mancano, de demostrarli buona voluntà. Li nostri svizeri pur ancor se intertengono nella Marcha; la spesa è grande, ma s'el pp. potesse li terria voluntieri.
[12] Non heri l'altro il S.or Renzo da Ceri mandò il S.or Mario Ursino, et Franc.o da Phiano, quale è un suo servitore molto intrinsico a Nostro S.re, et doppo molti ragionamenti, dissero a Sua S.tità ch'el S.or Renzo gli supplicava, ch'ella se dignasse darli buona licentia. [13] Il pp. se turbò un poco e gli disse, che facessero intendere al S.or Renzo che li pensasse bene. Loro risposero che già li havea pensato. Il pp. gli repplicò se quelle erano parole di collera, o discorso di lingua, et se conoscevano in effetto ch'el S.or Renzo desiderasse questa licentia. Gli resposero che sì. [14] Alhora il pp. gli disse che gli la dava molto voluntieri; et così in quel punto mandò, al bancho che lo pagava, a dire che non li dessero più denari. Il S.r Renzo si è partito, et chi dice che è andato a Firenze, chi dice che è andato a Ceri. [15] Ognuno estima che la cosa debba durare, ciò è la licentia perché è fatta con stizza, da l'una banda e l'altra, et credo che alchun di loro non si vorrà disdire. La causa che habbia indutto el S.or Renzo a questo sdegno, non si sa, se non per questa differentia di l'Abadino con M.na Felice, perché el pp. mostra volere che Bracciano, sia depositato et il S.or Renzo non la può tollerare.
[16] Certo è che la più parte estima ch'el sia stato mal consigliato in domandare questa licentia. Forsi che non serà se non buono per la expeditione nostra, alla quale vostra ex. creda ch'io non manco di quanto posso, et subito ch'io habbia resposta delle mie portate per il Barbero, farò nova instantia, et ancor prima cercharò altra occasione per farne.
[17] Ho ricevuto la lettera di vostra ex. sopra la lite di Antoniomaria da Gonz.a et Gaspar da Feltro, della qual cosa io insino a qui mai non mi son travagliato in conto alcuno. Se da mo' inanti sarò ricerchato da Antoniomaria, o da suoi agenti, farò quello che vostra ex. mi comanda.
[18] Quel pregione da chi vostra ex. voleva sapere di quello homicidio, è stato impichato, ma il Gover.re l'ha interogato tre volte sopra questo caso, e lui sempre ha resposto non ne saper niente. Non mancherò di fare quanto vostra ex. mi comanda, con m. Hercule Fregoso.
[19] Il Folenghino mi ha parlato due volte dicendomi esser ben stabilito camarero secreto con mons.re R.mo Farnese et che hora vol venire a Mantua, per rassettare alcune cose sue lì, dippoi tornare a Roma. Et con questo hami pregato ch'io lo racc.di a vostra ex. et li raccordi ch'el gli è buon ser.re.
Altro non mi occorre se non che mons.re R.mo Campeggio ringratia vostra ex. de tutti li piaceri et commodità ch'ella ha fatto a Vincenzo Scalona per suo rispetto, et io a quella basando le mani in buona gratia mi raccomando.
In Roma, allj XV di maggio MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et patron mio, il S.or marchese di Mantua


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