571. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 11 maggio 1521

‹M›ag.ca Mad. mia matre honor. [1] Ho ricevuta la lettera di V. S. de 3 del presente, e perché il ‹po›rtatore di questa è stato meco lungamente, me rimetterò ancor a.llui, ch'el dirà del star mio, che è bono (Dio gratia) che quella mia scesa è quasi andata via, e mi dà poco fastidio, excetto la mattina quando mi levo, che mi trovo gli ochi tutti imbambolati: ma di là un poco non è niente. [2] Io ho tolto non so che cose medicinale, ma pochissime e legierissime, e perché così sono consigliato da molti, penso non ne tòrre più.
[3] Ho scritto al thesauriero circa le terre da allivellare: credo ch'el mi compiacerà. V. S. intendendo ch'el ne facesse pratticha, li parli. Harò charo che V. S. mi mandi quelli cinquanta ducati; et per esser state vendute quelle cose 67, serà forsi ancor meglio che la me ne mandi 60, perché ho fatto pur de le spese che non si possono fugire. [4] Io sono debitore de 50 di quello mercatante che paga la S.ra D.ssa ma voglio ch'el S.r Marchese me li faccia far boni; però non vorrei talhor che quel mercatante mi facesse aspettare a darmeli finché gli ne dessero li altri 50. [5] Forsi seria bono vedere con m. Georgio Andreasio, ma bisognerebbe dargli oro, e far patto che qui mi desse el medesimo, ciò è tanti ducati stretti per stretti, e larghi per larghi. V. S. se governi come li parerà meglio.
[6] Mando a m. Ludovico da Bagno un suo breve ch'el ha molto desiderato: V. S. se contenti mandargelo fidatamente. M. Guido suo fratello credo potrà satisfare.
[7] Quella vecchia madre de m. Ant.o Agnello già, mi ha scritta una lettera. Io gli respondo: V. S. ge la faccia havere. Io dubito che la vi venirà a rompere la testa; pur me ne fa male. V. S. faccia che Christoforo Tirabosco noti ch'io ho pagato quello debito a Venetia, de quelli X ducati a Bernardino Perulo, il quale è stato qui, et io ge gli ho dati. [8] Questo Barbero harà seco Giulio nostro il quale dirà a V. S. et a tutti li nostri com'io sto. Màndolo a Mantua per aconciarlo col S.r marchese: tanto ch'el vorà V. S. lo lassi star lì in casa, e bisognandoli la gli faccia fare uno par de calce, come el vorà lui, et una beretta. E per‹ché› potrà parlare a lungo, io non dirò altro.
[9] Havemo con la gratia de Dio espedito il vescovato; espediremo ancor il resto, ‹contra› la oppinione de li increduli.
A V. S. mi raco.do sempre, et a tutti li nostri, e baso li puttini. Vorrei pur intendere qualche cosa de la puttina piccola, per un strano sogno che mi ho fatto di lei.
In Roma, alli XJ de maggio MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Fi.
B. Castiglione ||

A la molto m.ca M.na mia matre hon., m.a Alovisa Gonz.a da Castiglione etc. In Mantua


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 321-322.