568. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 11 maggio 1521

Ill.mo S.r mio. [1] Mando il Barbiero, al quale ho dato quelli ordini che mi sono parsi più al proposito per tenere la cosa secreta. La quantità de' denari ch'el porta, non so ancor precisamente, perché bisogna accommodargli più che si pò; ma scriveròlli in un'altra mia polliza precisamente. [2] Mando con seco Iulio mio, parendomi, che portando denari, siano più sicuri dui che uno, ancor che Iulio non sappia che siano denari, e pensa che siano due figurette di marmo. [3] Supp.co ancor V. Ex.tia che se degni farmi gratia de accettarlo a servitij soi, perché havendolo io allevato da puttino, e conoscendolo fidele, e di bon core, e bona voluntà, non li potendo far remuneratione di robba, parmi di fargli gran remuneratione, mettendolo a servitio di V. E. la quale tengo certo ne debba esser ben servita de fideltà, e bon volere; e secondo che seranno li meriti soi, quella poi lo trattarà. Altro non dico, se non che in questo la mi farà singular gratia.
[4] Non credo che sia necessario che V. Ex.tia per ancor cominci la compagnia, ma sì che la sappia in un subito dove farla; e qualche homini da bene, de quelli che non se possono poi havere così ad ogni sua posta, forsi serebbe bene incappararli. [5] Quello Conte di S. Bonifacio ch'io altre volte racomandai a V. Ex.tia lo raco.do ancor; e benché il sia nobile, credo che non seria de molta spesa. Aluyso Capriano raco.do ancor a V. Ex.tia, perché è gentilhomo, e valente; e de' soi, so certo che non gli ne mancheranno de boni. [6] Penso che questa sia quella cosa, nella quale V. Ex.tia deve mettere ogni studio e diligentia, e quella dove consiste tutto l'honor suo, e max.e in questo principio, che è di tanta importantia, che da questo ha da pigliar norma tutta la vita sua, e quella riputatione che cominciarà adesso, seguirà insino al fine.
[7] Mando il contratto in forma authentica di man di m. Pietro, al quale bisogna che V. Ex.tia pensi di fare qualche presente di cosa stabile ne le bande di là, che a.llui satisfarà molto, et a V. Ex.tia serà un pegno d'esserli sempre bon servitore: ne ho parlato col Barbiero.
[8] Per non pigliar la briga di cuntar che ancor no 'l potevo far secretamente, ho suggellato li sacchetti di questa corniola con che è suggellata la lettera, et in ciaschun d'essi è la sua pollizza. Credo che non vi serà errore alcuno, e l'oro credo sia bono perché così mi affermò M. Pietro. V. Ex.tia di gratia subito mi avisi la ricevuta.
Io le baso le mani et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XJ di maggio MDXXJ.
El Devoto e fidel servo
di V. Ex.tia
B. Castiglione ||

[9] Li denari ch'io mando a V. Ex.tia sono questi:
[10] Ducati mille quattrocento d'oro larghi e carlini quattro in un sacchetto bianco. Scudi cinquecento dal sole in un sacchetto azzurro.
[11] Ducati dugento d'oro di camera e cinque larghi che fanno dugento larghi, e cento cinquanta d'oro larghi, in doppioni, e cinquanta d'oro larghi in un sacchetto bianco legato in dui lochi: che fanno quattrocento larghi.
[12] Scudi seicento settanta dal sole, e iulij cinquanta in un sacchetto azzurro.
[13] Ducati larghi dua milia cinquanta sette e carlini dui, in dui sacchetti, l'uno nel altro, e nel piccolo non è polliza.
[14] In mia mano restano dua milia dugento settanta otto d'oro larghi, e un carlino. Quando se manderanno gli altri, se farà il cunto, quanto buttano a ducati de carlini, con le rettentioni del banco, che sono quattro per cento.

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio il S.r Marchese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 126-127.