567. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 11 maggio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et patron mio. [1] Hiermattina N. S.re fu contento di expedire il vescovato di Mantua in persona dello Ill. S.or Hercule vostro fratello, et secondo mi hanno referito molti S.ri Car.li che erano in concistorio, molto favorabilmente perché Sua S.tità lo prepose con molte honorevoli parole di Mons.re R.mo et Ill.mo nostro, et ancor del S.or Hercule. [2] Di modo che tutti li S.ri Car.li amici di vostra ex., et di casa sua ne sono restati consolatissimi. Mons.re R.mo Grassis, et Flisco hanno fatto diligentissimamente il loro officio, di sorte che meritano esser ringratiati da vostra ex., la quale invero gli è obligata per l'amore singulare che gli portano.
[3] A me è parso bene de mandare el Barbero con questa bona nova, la quale ancor che non sia quella del capitaniato, spero che serà el principio di essa, et che presto, Vostra Ex.tia haverà quest'altro contento.
[4] Circa el resto di quanto bisogna fare in questo caso, io me ne rimetto a m. Angelo Germanello, el quale scriverà le spese che ocorreranno in questo, et tutti gli altri particulari della espeditione. Et perché il Barbero viene informato in che termine sta la cosa di Vostra Ex., circa el capitaniato, non scriverò altro remettendomi a lui, dal quale la intenderà el tutto.
[5] Heri hebbi le lettere di vostra ex. de quattro del presente le quali ho aspettato con grandissimo desiderio, perché hormai mi pareva pur che tardassero troppo a venire, il che tutto procede da questi cavallari, li quali spesso, sono poco diligenti. [6] Farò intendere quanto Vostra Ex. mi commanda a Bertone che governa el barbaro, et faròllo aviare alla volta di Fiorenza. Delli avisi che Vostra Ex. mi ha mandati, serviròmmi a proposito.
[7] Qui non havemo cosa alcuna nova excetto che si extima che li svizeri torneranno a casa sua: potrebbe essere che N. S.re facesse instantia de retenerne una parte, ma io non so se vorranno restarvi se non sono in buon numero.
[8] In Ancona non sono spagnoli, né gente alcuna che che possa difenderla et Vostra Ex. non pensi che anconitani fossero così pazzi, che se mettessero a difesa contra el pp. Vero è che le gentidarme della chiesa, hanno tutte comandamento de stare in ordine per poter cavalcare, bisognando: la causa io non la posso intendere per ancora.
[9] Della indisposition mia io sto pur alquanto meglio, et spero che non haverò male alcuno.
[10] Hiersera doppoi che N. S.re fu in letto, dissi a Sua S.tità che vostra ex. mi commetteva ch'io li basassi li piedi della promessa fattali di expedire il vescovato, et ch'io gli li volevo basare dello haverlo expedito, et così fecj. Sua S.tità mi diede mille beneditioni, dicendo: "Lo havemo fatto voluntieri, e questo è un niente".
[11] Il fornimento da caval turcho non è in termine da poterlo mandare, come io desideravo, ma più presto che mi sia possibile, mandaròllo a Vostra Ex.tia.
[12] Heri cavandosi a S.ta M.a Transpontina, se trovò un pilo de marmo, nel quale era una casetta di piombo, et in questa alcune reliquie, le quali secondo che se vede per lettere che vi sono intagliate vi furon messe da pp. Celestino terzo nel milledoicentosette, et che sono de S.to Remigio et Eugenia, et un altro el nome del quale non mi raccordo. Dimani se porteranno per Roma solemnemente.
Altro non mi occorre se non che a Vostra Ex. basando le mani in buona gratia mi racc.do.
In Roma, alli XI di maggio 1521.
Di V. S. Ill.ma
Fidel e devoto Servitore
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.or marchese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 128-129.