562. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 5 maggio 1521

Molto Mag.ca M.a mia matre honor. [1] Ancor ch'io non habbia molto che scrivere a V. S. excetto ch'io sono (Dio gratia) sano, li scrivo pur, acciò che la non pensasse altramente. Io ho grand.mo piacere quando ho sue lettere, ma gli ho compassione vedendola scrivere di sua mano longhe lettere, e pareriame che Christoforo, e Petro Iacomo, e m. Hercule nostro, li quali tutti sono negligenti, dovessero levare de queste fatiche a V. S.
[2] Io sto pur con un poco di fastidio a gli ochi, e però se V. S. li sapesse qualche medicina, la mi faria gratia de insegnarmela: che so che quando m.a Isabella era piccolina, la ne havea un poco de diffetto.
[3] Per l'altre mie scrissi più diffusamente però in questa non dirò altro, se non ch'io aspetto de intendere ciò che haranno fatto questi misuratori, e li nostri fittadri, e ciò che fanno li mei cavalli.
A V. S. mi raco.do, et a tutti li nostri, e baso li puttini, e desidero che la mi avisi un poco come se alleva quella puttina piccola.
In Roma, alli 5 di maggio MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Fi.
Bal. Castiglione ||

Alla molto M.ca M.na mia matre honor., m.a Alovisa Gonz.a da Castiglione etc. In Mantua


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 319.