558. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 1 maggio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio. [1] Questa mattina che è el primo dì de maggio, ho ricevuto lettere di Vostra Ex. de XXIJ, XXIIIJ, XXV et XXVJ del passato, delle quali una parte comprhendo che sia stata in viaggio più che non dovea. [2] Et così respondendo alla parte che quella mi scrive dello haver ricevuto el breve, sopra la causa de M.ro Hieronimo Gabioneta et li fratelli, con quel suo zio, dico che io più presto che mi sarà possibile farò intendere el tutto a N. S.ore benché prima che l'Archidiacono, se partisse di Roma, per una lettera de M.ro Hieronimo io havevo inteso di questo breve, et communicato el tutto con l'Archidiacono. [3] El quale mi disse della concordia fatta tra essi, et anchor, che i brevi di questa sorte, se concedevano facilmente ad ognuno. Et parendomi che, et per la concordia che già ho detto, et per la venuta de Mons.re lo Archidiacono a Mantua, fosse quasi remediato ad ogni inconveniente, che potesse intravenire in questo caso, non havevo pensato più inanti. [4] Pur non resterò di fare quanto vostra ex.tia mi commanda, et con Nostro S.re et con Mons.re R.mo Colonna. Vero è che a questi dì, io non mi ho eletto di andare alla Magliana, sentendomi un poco indisposto; ma piacendo a Dio vi andrò domani, e sforceròmmi di satisfare al tutto.
[5] Circa quanto Vostra Ex. mi scrisse alli dì passati di quello ladro che è in pregione, et in ultimo ha mostrato una fede di esser clerico, io per fare la domanda a N. S.re più iuridicamente che se può, sommi consigliato con m. Angelo Germanello, come persona praticha de le cose che occorreno in jure. [6] Et esso mi ha resposto che non crede per niente ch'el PP. sia per condescendere alla dimanda di Vostra Ex., ciò è che costui essendo clerico, sia condemnato da iudici seculari, perché questo è drittamente contrario alla libertà ecclesiastica, la quale questi preti con ogni instantia cercano di conservare. [7] Siché non essendo cosa per reuscire, io non l'ho voluta dimandare, se di questo non davo aviso a Vostra Ex., dalla quale havuto la risposta farò quanto la mi commanderà.
[8] Mando a Vostra Ex. la parte di quel processo fatto dal Bagatta nanti el Gover.re qui di Roma, el quale, secondo che Sua S.ria mi dice, interogato sopra questo caso più volte con tormenti, et senza, non ha mai ditto altro, se non quello ch'ella vederà qui scritto, affirmando non saper altro che questo. [9] Et perché da Milano, è venuto un processo de molti homicidij, et altri assasinamenti che havea fatti questa bestia, l'hanno impiccato.
[10] N.ro S.re pur ancor è fuori alla Magliana, et potrebbevi stare insino alla vigilia della Asensa. Io questa mattina mi mossi per andarvi; pur in viaggio, sentendomi un poco de indispositione, tornai adrieto. Penso, come ho detto di sopra, tornarvi domani.
[11] Qui non se ha cosa nova alcuna. Li svizeri ultimamente erano a Iesi: li foreri sono iti in diversi luochi a pigliare le stantie, pur nella Marcha. Fin qui non se intende, né effetto, né disegno di cosa che siano per fare. [12] Subito che N.ro S.re sia tornato, sollicitarò con la maiore instantia che mi sarà possibile, le cose de Vostra Ex., et avisaròlla de punto, in punto. Andrò ancor a visitare questo amb.re anglese, et daròlli la lettera, con quelle parole che vostra ex. mi comanda.
A la quale basando le mani, in bona gratia humilm.te mi racc.do.
In Roma, al p.mo di maggio MDXXJ.
Di V. S. Ill.ma
Devoto Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio, il S.r Marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 116-117.