552. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 aprile 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio. [1] Questa mattina mi sono giunte le lettere di vostra ex. di XVIIJ, delle quali ho preso satisfatione assai, vedendo che quella resta satisfatta et senza despiacere, et son certissimo che presto la serà consolata del tutto. [2] Io fui lunedì passato alla Magliana, dove N. S.ore era gionto prima, la dominica. Parlai longamente con S. S.tità primamente del negotio principale, el quale vostra ex. creda che presto serà expedito, ancor che questa parola de "presto" sia hormai tante volte detta che è uno fastidio, pur serà vera una volta. [3] Nostro S.re sarà qui hoggi et io non mancherò con quella più diligentia che mi sarà possibile de sollicitare la cosa, della quale spero che ne cavaremo presto i piedi.
[4] Parlai ancora a Sua S.tità de quanto vostra ex. mi commandava, circa la cosa del cavaliero Capriana, facendoli intendere che l'honore et el piacere ch'ella gli havea fatto era stato solamente per rispetto et riverentia di Sua B.ne dil che N. S.ore molto amorevolmente ne ringratia la ex. vostra.
[5] Li dimandai ancor la compositione per li benefitij che ha renuntiato M. Nicolò Tosabecci al figliolo di m. Aurelio Racordato, che importa cento duccati, della qual cosa vostra ex. alli dì passati mi scrisse molto instantemente. Sua S.tità me rispose che se vostra ex. voleva così, non lo poteva negare, et che era contentissima; et benché la cosa paia di poco momento el pp. non suole donare queste compositioni, se non rarissime volte, perché sono li denari del viver suo.
[6] Le nove che qua se intendono, sono conforme assai a quelle che ha vostra ex.tia che de Spagna se ha li tumulti essere maggiore che mai, et novamente pare che el vescovo de Zamorra, con una grossa banda delle genti delle communità habbia fatto una giornata, col Priore de Castiglia, che gli era in opposito, con uno exercito delli Grandi de Spagna, et dicesi ch'el Priore di Castiglia ne ha havuto el peggio. [7] Se conferma qui che lo Imp.re va in Fiandra, ma la causa vera de tale andata è per cavare denari de Angliterra il che si estima non gli habbia da succedere. Le cose di Francia Vostra Ex. ancor le intende di là. [8] Da Napoli son certo che lo S.or Gioan Thomasso scrive minutamente el tutto. Il S.or Principe de Bissignano, el quale se mostra, et credo che sia molto afficionato, et servitore di v. ex. fra dui dì partirà per Napoli, et menerà seco la moglie, della quale è molto inamorato. Dicesi ch'el viceré lo ricercha che vadi a Napole.
[9] Li Svizeri tre giorni sono erano a Cesena; non so hora ove se trovino: presto vederemo, se seranno per fare assai, o poco, o niente. Altro non mi occorre scrivere a v. ex. se non che basandoli le mani in buona gratia humilmente mi raccomando.
In Roma, alli XXIIIJ di aprile 1521.
De V. S. Ill.ma
Devoto e Fidel Servo
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et patron mio il S.or Marchese de Mantua


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 108-109.