542. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 9 aprile 1521

S.r mio Ill.mo. [1] Comprhendendo io che correndo le cose che correno, et essendo Nostro S.re in quel termine che è, non era ancor per publicare la condotta di V. Ex.tia, venuti li svizeri, e sapendo l'affanno nel qual si trova quella, ho pensato de levargelo, se mi venia fatto che Nostro S.re mi desse la espeditione, promettendo io a Sua B.ne che V. Ex.tia la terria secreta, sempre fin che a quella piacesse. [2] E col soccorso de Dio, che non abandona li suoi, posso dire che si sia fatto: che questa mattina ho hauto lo instrumento in forma autenticha da m. P. nostro, et ancor una bona parte de li denari, e per tutta q.ta settimana penso havergli tutti, perché sono in ordine, né altro li mancha che il cuntarli. E perché una parte è argento, io vorrei tutto oro, e così presto li haverò. [3] Hora bisogna che V. Ex.tia mostri al PP. per la p.a virtù sua, il saper tacere, e per amor di Dio tengha secret.ma questa cosa, per ch'el PP. sta per risolversi di esser francese, o spagnolo, e questi francesi mostrano haver grand.mo sospetto ch'el sia spagnolo, e gli fanno intendere che s'el piglia V. Ex.tia per Cap.no, che è imperialissimo che son certi che ancor lui è imperiale, e fanno instantia di q.to loco per il D.ca d'Albania. [4] Il PP. gli ha risposto haverlo promisso a V. Ex.tia, e non poter mancare. Loro lo pregano e dicono che questo è un chiarirli di esser suo nemico. Il PP. non è mutato, né si vol mutare per niente, perché cognosce che costoro vorrebbono ch'el non havesse forza alcuna che non dependesse da loro, e scandalizarlo con l'imperatore, acciò che per vera necessità fosse poi obligato a pigliar quelli partiti che li dessero, o grandi o piccoli che si fossero. [5] Ma S. S.tà sta per risolversi p.a che passi un mese, e trovandosi armato de' svizeri, pensa haver bona conditione, o da l'uno o da l'altro: e se serà francese, essi seranno tanto securi di lui che non li dispiacerà che pigli V. Ex.tia per Cap.no; se ancor serà spagnolo non si curerà far despiacere a' francesi. Basti che sia come si vole, la cosa se pubblicherà. Fra tanto V. Ex.tia haverà li denari et il contratto.
[6] Il PP. mo' prega V. Ex.tia a tenerla secret.ma perché, se la pervenisse ad orechie de' francesi, essi teneriano per fermo ch'el fosse spagnolo, e potrebbono fare qualche partito al Imperatore, e fare una pace fra loro, et excludere il PP. il che serebbe danno, o al men fastidio grande di Sua B.ne, e poco utile a V. Ex.tia. [7] Quel modo adonque che lui vorrebbe che quella tenesse, si è che la dica ad ognuno havere bonissima speranza de questa espeditione, e che Nostro S.re la ha promessa, tanto fermamente, et ogni dì la promette, che la non dubita punto ch'el manchi, ancor ch'el non se risolva così de presente, ma che V. Ex.tia, è deliberata vederne il fine. [8] Mostrando (come ho detto) sempre d'haverne optima speranza, e star saldo in questa oppinione, e scrivere in questa sententia a m. Soardino, mostrando di credere ch'el Re e M.a desidrino (come dicono) la exaltatione di V. Ex.tia, et fare il medesimo con gli altri. E se loro daranno parole, quella ne darà essa ancor a loro.
[9] Io sto in un pensiero, che non so come mandare secretamente questi denari a V. Ex.tia, che non ho servitore in casa che ne sappia niente: ch'io stesso me li ho portati, e portarò il resto. Per via de' banchi, si sapprebbe subito. [10] Il povero Barbiero, che sta qui el più mal contento homo del mondo, et io non li ho detto cosa alcuna, non penso di mandare, perché subito ch'el si vedesse a Mantua, tutto el mondo correria e tanto ch'el sta qui, pare un testimonio che la cosa non sia ancor conclusa. [11] E per non haver meglior partito, ho pensato così: ch'io pur credo trovare un fidato che li porti in sino a Bologna. Lì vorrei che fosse un homo di V. Ex.tia, fidato, e secreto, e non consueto di esser troppo adoperato da lei, et io sapendo dove alloggiasse, farrei ch'el mio messo, senza altro lo troveria, e li consegneria li denari: li quali bisogna però mandare in più volte. [12] Se questo piace a V. Ex.tia, quella me lo avisi, e seguiràssi; se ancor li piacesse ch'io li tenessi, e dir a m. P. Ardinghello haverli mandati, o pigliare qualche altro partito, pur che la cosa stia secreta fin che si possa publicarla, il che il PP. crede che non possa passare più che el mese presente, quella se degni avisarmelo, che tanto seguirò.
[13] Io ho preso sicurtà de alterare una cosa ne li capituli senza saputa di V. Ex.tia, parendomi che havendo quella insino a mo' tenuto un stile da dimostrare grand.ma confidentia verso Nostro S.re et havendone io tante volte certificato Sua B.ne, come ben consapevole del animo di quella, non si dovesse contradire in questa, che invero non mi pare de molto momento. [14] E questo è che Nostro S.re ha voluto che la condotta cominci a XI de aprile, secondo che ne li p.i capituli diceva il p.o de Genaro, che viene ad esser tre mesi e XJ dì de differentia. Il PP. dice che V. Ex.tia non ha servito ancor ch'el habbia patito qualche sinistro; ch'io pur sop.a questo ho fatto qualche contradictione, dicendo sempre che sapevo che V. Ex.tia non la farebbe, ma ch'io la facevo per honore di Sua B.ne. [15] In ult.o io l'ho fatto, con oppinione che a quella non debba despiacere; e seràmi caro intenderlo per sue lettere. Certo è che un quartiero andrà indrieto tre mesi, ma la condotta durerà tanto più.
[16] Èvi ancor un'altra cosa dove dice che V. Ex.tia è obligata a rassignare la compagnia infra tre mesi: che andando su la punta de la raggione, vorrebbe dire dal dì della stipulatione del contratto. Pur il PP. non ha voluto che si muti, dicendomi che V. Ex.tia li ressignerà quando la vorà lei medesima.
[17] M. P. Ardinghello basa le mani de V. Ex.tia e li scrive una qui alligata. Quella se degni respondergli una amorevole lettera, offerendoli remuneratione etc., come merita in vero.
[18] Appresso: quella rettificatione che V. Ex.tia mi mandò, non satisfà, perché fa mentione de li capituli e del instrumento, e non dice chi ne sia rogato. Bisognarebbe, che dicesse: "Cum sit quod appareant non nulla capitula etc. rogata per D. P. Ardinghellum S.mi D.ni nostri Secretarium, quorum tenor est talis", e sotto mettervi tutti li capituli d'uno in uno, e poi mettervi le clausole consuete. [19] E fatta questa in tal forma V. Ex.tia me la mandi: e se forsi non si fosse servata lì la copia de li capituli, ge la mando qui inclusa, acciò che la possa fargeli inserire de verbo ad verbum.
[20] Parmi ancor racordare con ogni r.tia alla Ex.tia Vostra che serebbe bene che la scrivesse una lettera di poche parole e di man propria a Nostro S.re basandoli i piedi che la si sia degnata de dargli questo loco tanto grande, et exaltarla tanto; e che la prega Nostro S.r Dio che li conceda di poter esponere la vita, il stato per Sua B.ne. [21] E benché la non speri mai di poter paghar la milesima parte di questo obligo, pur che la non se acquetarà fin che la non fa almen qualche demostratione al mondo de la sua servitù; e che la ha inteso da me el p.o comandamento che Sua B.ne gli fa, che è il tenere la cosa secreta, e che ella non mancherà punto, etc., con quelle parole che gli pareranno. [22] Io S.r mio Ill.mo di q.to medesimo supp.co V. Ex.tia più che posso, perché serebbe cosa che darebbe nel core al PP. se si publicasse. E Sua S.tà mi ha commisso ch'io scriva a V. Ex.tia, che non ne scrivi né faccia motto a monsig.r R.mo de' Medici, non che ad altri: non per lui, ma per li suoi secretarij: sì che quella intende.
[23] Il modo di far la compagnia V. Ex.tia pò intertenere li homini d'arme, mostrando havere quella certa speranza; e se la vorà dar qualche denari mostrando che siano de' soi, forsi la potrà, benché questo è assai sospettoso. Ma di gratia, che questi non se spendino in altro che ne la compagnia.
Non dirò altro, se non che baso le mani di V. Ex.tia, et in bona gratia mi raco.do, supplicandoli a ricognoscere questa grandezza da Dio, e sforzarsi d'essergline grato, più che la pò.
In Roma, alli IX d'aprile MDXXJ.
De V. Ex.tia
quel Servitor ch'è un poco restorato
B. Castiglione

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 95-96.