533. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 30 marzo 1521

Ill.mo et Ex.mo S.or et patron mio. [1] Questa mattina ho ricevuto le lettere di Vostra Ex. di XXV del presente, le quali come la dice sono hormai tutte di una stampa. Pur non se ne può fare altro. [2] Io dico ben arditamente che quella non desidera la espeditione del nostro negotio più di me; et di quanto io posso operare, non manco punto, et faccio assai più di quello che scrivo a vostra ex., perché ogni cosa non se può scrivere. Se a Dio piacerà una volta ne vederemo el fine, et io potrò dire assai cose, che non posso scrivere. [3] Non so se hoggi, né dimani, haverò occasione di parlare a N. S.ore perché S. S.tità dirà la messa et hoggi sta ritirato assai per devotione. Se mi verrà fatto non mancherò. Pur per altre mie ho scritto a v. ex. ch'io iudicavo che la espeditione nostra non sarebbe finché svizeri non fossero nelle terre della chiesa. [4] Et così credo sarà, et la mia speranza penso haverà effetto, ancor che tante volte hormai habbia detto el medesimo. Pur una volta, la finiremo, siché di questo per hora, non dirò altro.
[5] Ringratiarò M. Pietro Ardinghello, per parte di v. ex., secondo che quella mi commette.
[6] Qui non se intende cosa alcuna, se non che gli huomini ancor da queste bande stanno confusi della venuta de' svizeri, come credo che stiano ancor dalle bande di là. Il pp. mostra desiderare che venghino presto. Io non so immaginare el fine di questa cosa.
[7] Il Conte Guido Rangone, è stato a lo opposito di questi spagnoli, prima a Firmo dippoi ad Ariete. In ultimo, è venuto a Roma et el pp. lo ha mandato per le poste a Firenze, facendoli intendere ch'el exequisca quello ordine che Mons.re R.mo de' Medici gli darà, et fra tanto faccia cavalcare verso Romag.a la compagnia sua, la quale è a Fermo.
[8] Le cose dello Abbadino Ursino sono pur ancor in discordia, tra M.na Felice, et lui, pur penso che el pp. gli accordarà: gran colpa di questa disensione si dà al S.or Renzo.
[9] Mons. R.mo San Georgio, per quanto se intende, sta pur cusì et dalli medici più presto, se ne fa mal iuditio che bono.
A v. ex. basando le mani in bona gratia mi rac.do.
In Roma, allo penult.o di marzo 1521.
Di V. Ex.tia
Fidel Servitor
Baldesar Castiglione ||

A lo Ill.mo et Ex.mo S.r mio patrone, el S.or marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 86-87.