531. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 23 marzo 1521

Mag.ca M.a mia matre honor. [1] Con questa sola risponderò a tre di V. S. una de 8, portata da m.ro Lorenzo depintore con una scatola a certe sori, alla quale farò havere bon ricapito; l'altre due, per le poste, l'una de XV, l'altra de XVIIJ del presente. [2] Non occorre dire altro a quanto V. S. mi scrive sop.a le cose nostre, perché io so ben certo che la ha quella medema voluntà che ho io, sop.a il pagare li nostri debiti. Che Nostro S.re Dio ci conceda una volta il poterlo fare, e presto, per vivere qualche tempo senza quello fastidio: che se lo provassi una volta, me tenerei felicissimo. [3] De Christoforo che me dicesse del debito de quelli X ducati per le carte de capretto, è vero: ma non mi disse da chi gli havesse tolti; e collui mi dice havergene dato racordo più volte con lettere, e lui non me lo ha mai detto. Ma questo non importa.
[4] Piacemi che V. S. continui l'amicitia con M.a Polisenna, e li habbia fatto presente de' carpioni, e piacemi intendere ch'el Co. Marcantonio stia bene. Polo a quest'hora deve esser a Mantua: V. S. non se ne pigli fastidio, che anch'io non me lo piglio. [5] Me rincresce solamente de la spesa ch'el ha fatto a venire in qua, et a ritornare in là, ma ancor ch'el homo stia qui con incommoditate, se gli sto io, anco li servitori non si dovriano gravare de starvi. [6] E subito che Polo fu qui, io feci torre un letto a fitto per lui solo, con li linzoli bianchi, acciò ch'el non pigliasse rogna, e gli usai tutti li termini, acciò che el se contentasse. Ma dubito ch'el habbia un poco el cervello scemo: ch'el diceva certe cose da far ridere, e non potea poi caminar dua milia. [7] Et io con tutto questo non li serei mancato; ma vedendo ch'el non li volea stare, mi accommodai alla sua voglia. Se V. S. potrà far dare qualche cosa a quello da lo horlogio, mi farà gran piacere; io gli rispondo per una mia qui, a certe cose ch'el mi dimanda.
[8] M.a Polisenna mi scrive haver tolti da un certo mercatante quelli denari che la mi haveva richiesti fin al tempo di maggio: io desidero che de li primi che sborsaranno li nostri fittadri, siano li soi, e così li 50 de monsig.r R.mo nostro. [9] Desidero ben ancor esser avisato ciò che haranno fatto li ditti fittadri de quelle misurationi, et in che modo se seranno risoluti.
Altro non dirò a V. S. se non che a.llei sempre mi raco.do, et a tutti li nostri, e baso li nostri puttini. A Camillo vederò pur di menare o muletto o cavallet‹to› al mio ritorno.
In Roma, alli XXIIJ de Martio, MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Figliolo
B. Castiglione
‹Pre›go V. S. che facci dar la aligata che va al Cavaler Capriana ‹in› man di m. Hercul nostro, o di qualch'altro fidato, che adimandi, et procuri la risposta, et havendola, V. S. la mandi per le prime sue. Come nelle littere ||

Alla molto mag.ca M.na mia matre honoran., M.na Alovisa Gonz.a da Castiglione etc. In Mantua


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, cc. 305-307.