530. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Gian Giacomo

Roma (RM), 23 marzo 1521

Mag.co M. Gio. Iacomo Compatre honor. [1] Io harei p.a da ringratiarvi de li avisi che mi date, particulari, poi da pregarvi a far pur il medesimo; ma l'uno e l'altro mi pare superfluo. [2] Vorrei ben sapere dire quanto seria il bisogno, per certificarvi il despiacere ch'io ho di questa tardanza imaginandomi l'affanno de lo Ill.mo S.r nostro, il quale, ancor ch'io n'habbia tanto che a pena lo posso portare, vorrei tutto havere sop.a di me, acciò che S. Ex.tia non ne havesse niente; ma non si pò più. [3] Non si manca: e se il mondo non va tutto alla roversa, ognimodo la cosa harà bon exito. Io scrivo allo Ill.mo S.or nostro quello che tante volte ho scritto, ma io spero non dover vedere più longa dilatione che la gionta de li svizeri nel stato de la chiesa, e qualche misterio alhor se mi scoprirà, che hor non posso vedere così chiaramente; sì che per questa pasqua, mettetive l'animo in riposo, con speranza di quello che vi dico di sop.a.
[4] Piacemi assai ch'el Cavaliero Capriana sia acarezato et honorato dallo Ill.mo S.r nostro e da Mad.ma Ill.ma perché lo merita; et io l'ho fatto intendere a Nostro S.re, soggiongendo che tutto si fa per riverentia di Sua B.ne. [5] Il PP. mi ha risposto ch'io ringratij molto il S.r Marchese di questa demostratione, il che io mi sono scordato fare ne la lettera: ma son certo che S. Ex.tia ogni dì più si contenterà delli beneficij che la collocarà ne la persona del preditto cavaliero, e che lui li servirà, e meritaràlli compitamente.
[6] Quel plico de lettere che andava a Bologna, io per l'altre mie lo inclusi nel mazzo al Bugatto, e li scrissi ch'el le desse dove andavano. Non vi mando li mei cunti, per quello rispetto che haverete inteso per l'altra mia: dicovi solamente che oltre li 50 ducati de m. Mario, ne ho ancor tolti 50 altri al banco de' Grimaldi che paga la S.ra D.ssa vidua. [7] Però bisognarebbe che voi pregaste Sua Ex.tia, che scrivesse al banco che mettessero questi a suo cunto, perché voi ge li farete respondere lì. [8] Et oltre questo vi dico di più, che non ho un quattrino, e bisogna che me ne mandiate, perché l'esser stato continuamente in oppinione de presta espeditione, fece ch'io non mi fornì a tempo a l'ingrosso, di modo ch'el vino e strame e biada da cavalli adesso mi costa un ochio, oltre li altri riversi occorsimi.
Altro non dirò se non che me vi raco.do sempre.
In Roma, alli XXIIJ de martio, MDXXJ.
Qui se ha nova come li cavalli de lo Ill.mo S.or nostro son gionti a Cesare, e che sono comparsi tanto ben abbigliati, et hanno fatto così bella mostra del andare, che non si potria imaginare più ex.te cosa, e che Cesare ha fatto cavaliero el M.ro di stalla, et honorato assai.
Compatre e come Fratello
Baldesar Castiglione ||

Quello preggione, servitore de Monsignorino, non sa cosa alcuna di quello servitore de M.a Hypp.ta Bentivoglia, né sa chi lo amazzasse, né a petition di cui, si fosse amazzato. Quell'altra partita, apertinente ‹a›llo Ill. S.r Giohanni, mandaròlla creddo per le prime mie. A voi di novo mi raco.do. Il medesimo Compatre


Al mag.co mio compatre et come fratello honor., M. Giovaniacomo Calandra, castellano, e ‹sec.›rio ‹marc›hionale etc. In Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 80-81, 105.