529. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 23 marzo 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et patron mio. [1] Hieri gionse qui m.ro Lorenzo pictore con la littera di vostra ex., in risposta de la quale non mi occorre dir altro, se non ch'io non mancherò di farli vedere tutto quello che si potrà, acciò ch'el venga bene satisfatto. [2] In quel medesimo punto hebbi l'altre lettere di quella, di XV del presente, da le quali presi satisfacione assai, vedendo che Vostra Ex.tia tollera con buona patientia questa così lunga et fastidiosa dilatione, che me ancor affligge assai per infiniti respetti. Pur spero ch'el termine sarà come io tante volte ho detto che quasi hormai mi vergogno dirlo più.
[3] Io, con quella maior destrezza che mi è stata possibile, ho riparlato di nuovo a N. S.ore ritoccando la matteria: trovo quel medesimo ch'io ho trovato sempre. So che gli denari sono salvi. [4] Vero è che estimo, che per di qua da pasqua non espediremo, ma prestissimo doppo pasqua, et secondo me questa sarà l'ultima dilatione. Però supp.co vostra ex. che se communichi con la mente riposata, et senza fastidio, che Dio la consolerà senza dubio.
[5] Qui non havemo nove maiori che la espettatione di questi svizeri, li quali mettono el cervello a partito ad ognuno, e certo dificilmente se può iudicare che exito habbia da essere il loro. [6] Il pp. mostra haver voglia di tenerne fino a la summa di tre, o quattro milia per le terre della chiesa, et farsi aiutare a pagarli, forsi a Lucha, et a qualch'altre terre de la chiesa, non molto obedienti, come è Ancona e Norsa e qualch'altra. [7] Pur varie cose se iudicano; ma io per me non estimo che per adesso si habbia a cominciare cosa contra Ferrara, né tampoco contra el Regno de Napoli. Li spagnoli fra dui dì haranno finito el termine de la lor paga, et se non hanno denari, mostrano di voler fare gran cose. Credesi che il Viceré gli pagherà.
[8] Di Spagna se intende che pur gli travagli sono grandi, et li avisi di qua conformano con quelli che ha Vostra Ex., et medesimamente quelli che vengono di Fiandra.
[9] Il pp. sta con molto fastidio, delle cose di Martin Luther, et l'estima assaissimo.
[10] Io mando a vostra ex. un breve indrizato, a M.na Laura del poter intrare una volta nel monasterio de la Certosa, e quattro in quelli di S.to Benedetto. Non si è potuto haver per più, e dicono che non è consueto a farli altrimente. [11] Màndoli ancor una lettera di M. Hercule Fregoso, el quale è contento di fare ciò che vole Vostra Ex. di quel benefitio, nel quale si presumme haver ragione M. Vesconte. Non so se ancor con questa, sarà un'altra sua al S.or Jannes suo padre, ma non la mandando hora mandaròlla per l'altre prime mie. [12] Scrivendo questa ho ricevuto altre di v. ex. di XVIIJ, in risposta delle quali non dirò altro, se non ch'io farò quanto la mi commette et valeròmmi delli avisi ch'ella mi manda secondo a mì parerà.
Et a lei basando le mani humilm.te mi rac.do.
In Roma, alli XXIIJ di marzo 1521.
Di V. S. Ill.ma
Devoto et humil Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or e patron mio, il S.or marchese di Mantua


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 82-83.