525. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 16 marzo 1521

‹Mag.ca› M.a mia Matre honor. [1] Io son sano (Dio gratia) e desidero di V. S. ‹el› medesimo, e de tutti li nostri. Scrissi a quella l'altro giorno come mi parea che ‹Polo› non havesse troppo voglia di star qui, dipoi che se gli erano scoperti alcuni soi ‹ini›mici: di che lui havea gran sospetto, come esso stesso dirà a V. S. [2] Così per casa ‹dis›se a tutti ch'el non volea starvi. In ult.o pur me lo disse a me ancor. Io con tutta ‹la› modestia del mondo la remisi in lui, s'el volea andare o stare, ancor che poco el me servisse, perché quando io andavo alla Magliana dal PP. che non vi è se non 6 milia, lui non volea venire, et io non havevo bisogno de servitori per altro cunto che per acompagnarmi. [3] Poi diceva le più belle cose del mondo, che mi faceano ridere, che li dirò poi a V. S. quando Dio vorà che sia a Mantoa. [4] Io gli diedi dui ducati d'oro, e così lo inviai col mulatero; credo ch'el serà fra pochi dì a Mantua: se V. S. harà bisogno del servitio suo, la pò tenerlo; quando no, faccia come li piace, ch'io non penso già de servirmene. [5] Pantaleone ho ben a caro che sia ognimodo ben trattato, perché in vero credo che sia più al proposito, e massimamente havendo preso amore, e manera di governare Camillo.
[6] Altro non mi occorre che dire, perché non so come avisar V. S. del mio ritorno perché è molto incerto. A quella sempre mi raco.do, senza dirli altro, havendogli scritto a questi dì diffusamente.
A quella sempre mi raco.do, et a tutti li nostri.
In Roma, alli ‹XV›J de Martio MDXXJ.
Di V. S.
Ob. Fi.
B. Castiglione ||

Alla molto mag.ca M.na mia matre honoran. M.na Alovisa Gonz.a da Castiglione etc. In Mantua


Missiva autografa. Città del Vaticano (Stato della Città del Vaticano), Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 8210, c. 302.