517. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 13 marzo 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio. [1] Heri hebbi le lettere di vostra ex. di VJ, e di vij, e VIIJ a la sustantia delle quali più importante spero respondere presto per il Barbero. [2] Ho havuto li avisi che vostra ex. mi manda, et fatto intendere a N. S.ore quelli che mi sono parsi al proposito. Ho ancor parlato al R.mo Campeggio, sopra la cosa delli mag.ci m. Iulio, et m. Giovanl.co da Gonz.a. S. S. R.ma è tanto disposta a satisfare vostra ex. che più non se potria dire; et perché lui medesimo (secondo ch'el mi ha detto) scriverà a quella, io non ne dirò altro.
[3] M. Hercule Fregoso mi ha detto non havere bene in memoria come se stia, la cosa di questo benefitio, ma dice che sia come si vole, che ne farà tutto quello che vole vostra ex., et s'el valesse molto più di quello ch'el vale farebbe el medesimo.
[4] Il Governatore con infiniti tormenti, non ha mai potuto cavar di bocca a questo pregione compagno del Posterlino, di che modo fosse andata la praticha, di che vostra ex. mi commise alli dì passati per sue lettere. [5] Hora senza tormenti ha inteso da lui che haveva determinato de ammazare lo Ill. S.or Giovanni vostro zio a complacentia de Monsignorin Vesconte. E la cosa dice esser andata di questo modo: che Monsignorino lo chiamò un dì, e disse, se voleva farli un gran piacere, che li sarebbe sempre obligato. [6] Et così lo persuase tanto, che costui gli rispose, che era per fare ogni cosa, et vedendo la instantia, et el modo con che gli lo dimandava, si pensò che volesse ch'el ammazasse vostra ex.tia, et dicendoli del S.or Giovanni, costui gli respose che era poca cosa, e che lo faria senza dubio. [7] Dice ancor che questo non successe, perché in quel tempo proprio, venne la diferentia tra il conte Federico da Gambara et mons.rino, e costui pensa che questo odio de Mons.rino contra el S.or Giovanni, fosse causato prima che esso Mons.rino venisse a Mantua. Ma dice che lui non lo sa però chiaramente, perché era exequtore et non consultore. [8] Dice ancor ch'el p.to Mons.rino li havea ordinato ch'el facesse tanto quanto li diceva un certo Paulo, el quale havea carico di governarlo, et gli prometteva fatto ch'el havesse questo effetto, farli spalle per salvarlo. Questo è quanto ha detto sopra questa matteria. [9] Il Gover.re lo ritrova homo molto bestiale e terribile, ma credo che non se levarà dallo amor suo, che questa terribilità gli uscirà del capo. Vostra Ex. veda s'ella vole ch'el sij interogato sopra altra cosa et me ne avisi che non si mancherà. Costui se domanda el Bagatto.
[10] Qui non se ha cosa nova alcuna, se non la expettatione de ciò che habbia ad essere di questi svizeri, né mancano ancor di quelli che estimano, che non siano per venire. Pur a me pare di comprhendere che veniranno.
[11] Il marchese di Pescara è gionto qui, per iustificare questa sua violentia, o come voglia dire, de lo haver tolto i denari del pp. Questa mattina credo habbia parlato al lungo a S. S.tità; per ancor non ho potuto intendere resolutione che si sia fatta. [12] Starò a vedere per tutto dimani, s'el papa mi attende quanto mi ha promesso e se no, ritornerò a battere questo ferro, fin tanto che Dio mi conceda gratia de fornire l'opera.
[13] Vigo da Campo San Piero mi ha detto una cosa, che ha detta ancor ad infiniti altri, ciò è che vostra ex. voleva il suo cavallo, et che lui ne dimandò un gran pretio et che quella non gli mandò poi più a dire niente.
[14] Insomma con molte parole mi fa intendere, che se v. ex. lo vole, gli lo darà, remettendo el pretio a lei, ma che bisogna che gli sia data risposta nanti pascqua: che si a quel tempo lui non harà la risposta, darà via el cavallo. Hami pregato ch'io scriva questo a v. ex., et così lo scrivo.
Altro non mi occorre, se non che a v. ex. basando le mani in buona gratia mi raccoman.do.
In questo punto ho ricevuto l'altra di v. ex., pur di otto del presente con quelli ‹avi›si delli svizeri, delli quali me servirò, secondo el bisogno. In Roma, alli XIIJ di marzo MDXXI.
De V. Ex.tia
Devoto Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio el S.or marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 70-71.