515. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 9 marzo 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri sera in un medesimo punto hebbi le lettere de V. Ex.tia di IIJ del presente, per le poste ordinarie, et un'altra da Sebastiano mulatero con li carpioni, li quali però per ancor non ho veduti, perché sono in dogana, et per esser heri, tardi quando gionsero, non si potero desgabellare. [2] Questa mattina li haverò, e questa sera dispensaròlli, dando li suoi a Nostro S.re il quale venirà da la Magliana a cena a Roma.
[3] All'altra lettera de V. Ex.tia non mi occorre dire, se non che li avisi che quella mi manda sono al proposito, et io me ne servo secondo il bisogno. Heri fui alla Magliana e stetti con Nostro S.re. Li raggionamenti che Sua S.tà fece meco, non li scrivo, perché sono li medesimi de l'altre volte. [4] Dio sa quanto mi affligge questo aspettare per il despiacere ch'io veggio nel core di V. Ex.tia. Ma che si ha da fare? Che si pò rispondere ad un PP. che dice così asseveratamente: "Io te espedirò certo il tal dì", sapendo io che li denari si metteno insieme, intendendo lo intrinseco de la cosa non solo dal PP. ma da gli ministri, vedendo ancor la fortuna atraversarsi tante volte in questo negocio, che V. Ex.tia non lo crederebbe? [5] Tra l'altre, il PP. com'io scrissi a quella alli dì passati, mandò el prior di Capoa a questi spagnoli, acciò che col meggio del marchese di Pescara li inducesse a pigliarsi un beveraggio, e tornare indrieto. El beveraggio erano dodece milia ducati. [6] Li spagnoli se ritirorno senza quello, pur el prior, non s'è guardato de dire al marchese, el quale esso adora, che havea questi denari di modo ch'el marchese gli ha dimandatogli in prestito. [7] Il prior ne ha avisato il papa, il quale per triplicati cavallari gli ha fatto intendere che per niente per niente non li dia. In soma lui scrive che ge li hanno tolti per forza, ma che il marchese venirà qui a Roma a dar cunto a S. S.tà di q.ta cosa, la quale è pur ita così.
[8] Credo ben io ch'el priore li habbia dati più presto alle persuasioni del marchese, che alla forza de' spagnoli, pur lo error principale suo credo io che sia stato il levargli da Napoli dove erano su un banco, e portarsegli drieto in meggio a quattro milia spagnoli. [9] E V. Ex.tia non si creda che questa sia fictione, che s'el pp. havesse dati questi denari di sua voglia, li harebbe dati in tempo de servirsene, non quando sono tornati indrieto . E dubito ch'el si vederà tal segno che questa cosa despiace al PP., che niuno potrà negarlo. [10] Sua S.tà serebbe stata contenta recuperarli: pur questo non impedirà la nostra espeditione, ancor che certo l'habbia differita. Io heri dissi a Nostro S.re che havevo qui a posta un servitore di V. Ex.tia per spazzarlo con questa nova, e che quando havesse andare un poco a lungo, ch'io lo manderei, per non lassare quella suspesa. [11] Mi rispose ch'io non lo mandassi per niente, perché prestissimo me espediria certo certo. Questa sera Sua S.tà venirà. Io non me li staccherò, e farò quello che saprò imaginare per uscirne. E credo che V. Ex.tia me lo creda: la quale supp.co che non se attristi, perché ogni modo Nostro S.r Dio ce aiutterà, e la cosa haverà effetto, e presto.
[12] Li avisi che V. Ex.tia mi manda comunicaròlli a Nostro S.re secondo che mi parerà bene. Qui non è cosa degna d'aviso. È stato qui D. Ugo di Moncada, pur sop.a la materia di q.ti spagnoli, li quali potriano havere attacchato un gran foco. Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli IX di martio, MDXXJ.
De la cosa di quello beneficio in padoana, per m. Visconte, parlaròne con m. Hercule Fregoso, e del tutto darò aviso a V. Ex.tia.
Di V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bald. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et patron mio, il S.or marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 67-68.