514. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 6 marzo 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio. [1] Certo è ch'io ho vergogna e stizza intollerabile a scrivere tante volte a V. Ex.tia, senza mandarli la conclusione, e molte volte sono stato per scrivergli un poco più tepidamente, acciò che la speranza così certa non li desse quel fastidio che la dà a tutti quelli che non consegueno li effetti a quello tempo che dissegnano. [2] Pur facendo così, mi serebbe bisognato dire le bugie, che certo non ho mai scritto cosa che non l'habbia tenuta, e non la tengha per cert.ma, benché mi sia inganato del tempo: ma questo interviene ancor a tutti li altri, et in tutte le cose. [3] Dipoi scrivendo manco di quello che io estimavo, havevo paura di mettere V. Ex.tia in desperatione, per il che ne poteva venire disordine non picolo, e cosa, che harebbe ruinato dil tutto la prattica nostra: atteso che con tutta la ferma speranza ch'io ho data alla Ex.tia Vostra, so che la magior parte di là, pensano ch'io me inganni. [4] Di lei, non so: credo pur che la stia più constante che alcun de li altri, ancor ch'io sappia che non è possibile che talhor la non vacilli un poco, perch'io ancor se fosse ne l'esser suo, vacillarei. Ma io la supp.co che la stia di bon animo, e mi creda: e di quanto la mi ha creduto in sino a mo', li baso le mani, e spero che di questa credenza gli ne venirà servitio non mediocre. [5] Ogni cosa pò esser, niente di manco, io non potrei mai dire il contrario di quello ch'io credo, e che crederia ognuno che fosse dove son io, e che vedesse il modo col quale Nostro S.re mi dice quello ch'el mi dice. [6] Né credo mai che S. S.tità fosse tanto for di raggione, che si volesse far estimar mal homo dove non è, da tanti S.ri alli quali esso stesso di sua boccha ha detto haver fatta q.ta cosa; poi fare una iniuria tanto grande, et un tal scorno a V. Ex.tia, senza causa, e senza guadagno alcuno, e farsi un tal inimico senza proposito, non intendo a che fine, non gli essendo mancato mille modi, s'el havesse voluto, da distacchare honestamente la pratticha. [7] Ma io non voglio parlar più di questo per hora: dico solamente che V. Ex.tia stia di bona voglia, e misuri le altre prattiche di questa sorte, fatte con altri S.ri non tanto lunghi da natura come il PP. e vederà che sono state molto più lunghe. [8] E pensi che quando io venni a Roma, non se parlava de Capitaniato, ma di rimovere una mala oppinione che havea Nostro S.re di V. Ex.tia, et di tutta casa sua: la quale non solamente è rimossa, ma terminarà (se piace a Dio), in quello ch'io hormai tante volte ho scritto, e presto, perch'io non manderò il Barbiero, senza qualche cosa de importantia, e poca altra importantia pò essere, che la principale. [9] E penso ch'el venghi ben risoluto d'ogni cosa, e del venir de V. Ex.tia e di tutto il resto. E quella sappia certo che la dilatione in sino a qui, non è processa d'altro, che dal mancamento del denaro, perché non si è ancor compito il quarterone; ben che poco gli manca, et il tutto è in mano de M. Pietro Ardingello.
[10] Alle 3 lettere di V. Ex.tia, tutte di l'ult.o del passato, non dirò altro, se non ch'io fui heri alla Magliana, e mostrai a Nostro S.re quelli avisi che vengono dalla corte cesarea, che concordano con quelli che ha Sua S.tà: e la ringracia assai. [11] De quello, che lo exercito delle terre di Spagna habbiano fatta la battaglia con lo exercito de li S.ri dice che non è. [12] Holli ancor fatto legere quello che mi scrive V. Ex.tia, circa lo aviso di M. Suardino, ciò è che lei sia in diffidentia del re, e de la corte, per non haver fatto intendere li progressi di q.to negocio, e come il tutto procede dalla tardità di questa espiditione; pur che la non estima cosa altra alcuna, excetto che la protectione, e servitio di S. B.ne.
[13] Il PP. mi ha replicato il medesimo già tante volte detto, et hami dato così curto el termine, ch'io non lo voglio scrivere, e così fermamente, e così certo, ch'io non lo posso esprimere, dicendomi che conosce molto bene la causa perché a' francesi rincresce che V. Ex.tia habbia q.to loco, e che essi vorrebbono tenere sempre in necessità Sua B.ne ma che quella non dubiti, perché lo ha preso in protectione, e per figliolo, e che non è mai per abandonarlo: con molte bone parole, circa questo proposito. [14] Li lessi quella parte che mi parve, del aviso che mi dà V. Ex.tia de la partita del S.r D.ca e S.ra D.ssa et alcuni forausciti del stato d'Urbino, che erano iti a Ferrara. [15] Sua S.tà ne ringratia infinitamente V. Ex.tia, dicendo ch'el conosce l'amor che la li porta, e che li promette che non lo harà mal colocato, e la prega a dargli continuamente aviso, se la intenderà altro movimento circa queste cose.
[16] Il principe di Bissignano è gionto qui molto acarezato da Nostro S.re, et ha fatto il parentato, di che altre volte scrissi a V. Ex.tia, ciò è preso per moglie una figliola de M.a Felice, la quale è tanto alegra, quanto dir non si pò, e per alegrezza se ha posto in capo un velo bianco. [17] El principe starà qui dui mesi, o più, et il PP. a petitione di m.a Felice, acciò che questo parentato succeda, fa Car.le il S.r Ant.o Sanseverino, tra li primi che farà, facendone più che uno, e gli ne ha fatto una bolla.
[18] Li svizzeri credo io che veniranno, perché questi maledetti spagnoli sono a L'Aquila e pare che dissegnino stare su li confini del Reame verso lo stato de la chiesa: il che il PP. non vole per niente. È venuto quel homo al vice re, per q.to effetto, di che è avisato il Co. Nicola da la Corte Cesarea. [19] Io non scrissi a V. Ex.tia de le cose del S.r Cristoforo Pallavicino, per pensarmi che V. Ex.tia l'havesse inteso p.a per la via de Milano. Qui si seppe subito, e quello fu il colore, de dir che quelle lance veniano a servitio del PP.
[20] De la cosa de m. Gio. da Casale, io come scrissi altre volte a V. Ex.tia stentai un mese a far trovare quello m. Achille da Muglio, et un altro a far ch'el venisse da me. Venuto ch'el fu, io li offersi più largamente che seppi: lui mi rispose che bisognando me operaria. [21] Non l'ho mai più veduto. S'io sapessi che mi fare, lo farei di gratia: ma o che lui non ha bisogno, o che pensa ch'io non sappia, o non possa servirlo.
Altro non mi occorre, se non basar le mani a V. Ex.tia, alla quale humilmente mi raco.do.
In Roma, alli VJ de Martio MDXXJ.
Il PP. mi ha detto che scrive a V. Ex.tia un breve in racomendatione del Cavalero Capriana, e ch'io ancor voglia da parte di S. S.tà racomandarlo a quella.
Il Devoto Servitor di
V. S. Ill.ma
Bald. Castiglione

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 65-66.