509. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 27 febbraio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore e Patron mio. [1] Io non mi pensava dover scrivere a vostra ex. più lettera alcuna doppo le mie di XXIIJ, che non contenesse la espeditione tanto desiderata; pur raccordandomi che quella ha piacere di haver lettere, non mi è parso di restare de scriverli, et avisarli che N. S.ore non heri l'altro, che fu alli XXV del presente se ne andò alla Magliana, et quasi nel medemo punto che S. S.tità partì, io hebbi la lettera di v. ex. di XX del presente, et però non li poddi parlare. [2] Ma heri mattina fui alla Magliana, e longamente parlai con Sua B.ne facendoli intendere quello che vostra ex. mi scrive, sopra la parte di M. Alphonso Ariosti, e la maraviglia ch'ella ha che M.ma matre del re, habbia usate quelle parole.
[3] Il pp. mi respose che non bisognava maravigliarsi, perché se conosceva molto bene a che fine lo facevano, et che me farebbe mostrare quello che ancor a lui scrivevano.
[4] Li lessi doppoi una parte di quelli avisi da Milano che vostra ex. mi manda. N.ro S.re ne hebbe piacere, confirmandomene alcuni et alcuni no. Io dippoi intrai a far instantia a S. S.tità della speditione, perché così havevamo concertato M. Pietro nostro et io e dissi ch'io non solicitavo Sua B.ne ogni volta che quella me lo comandava, perché sapevo che non era bisogno. [5] Ma solam.te mi parea de farli intendere che per una ultima lettera ch'io havevo havuta da vostra ex. de man propria, conoscevo ch'ella era in grandissimo affanno, e travaglio, non per dubio che la cosa non havesse buon fine, ma perché li parea che Sua S.tità havendo movimenti di guerra e suspi‹cione› non adoperando vostra ex., mostrasse di estimarla poco, e tenerne poco conto. [6] Et che quelli a chi despiace che questa cosa succeda, li quali insino a mo' non hanno havuto cosa che dire, che non se li potesse ben respondere, adesso se fanno gagliardi sopra questa parte e la pigliano per un grande argumento che S. S.tità non ne voglia far niente. Della qual cosa ancor che vostra ex.tia sappia che è falsissima, pur non può fare che non se ne pigli fastidio. [7] Li dissi ancor che quella mi haveva scritto nella med.ma lettera che in questa cosa haveva creduto e tuttavia credeva più a me solo che a tutti gli altri che li havevano scritto el contrario, perché sapeva ch'io non li havevo scritto, se non quello che mi havea detto S. S.tità. [8] Et ch'io supplicassi a Sua B.ne che hormai li levasse questi cani d'intorno al core, che li parrebbe far vendetta bastante per Sua S.tità contra quelli che haveano detto, ch'ella voleva ingannare vostra ex., potendoli rinfacciare la verità della cosa. [9] Li dissi ancor molte altre parole a questo proposito ‹alle› quali Sua S.tità molto dolendosi, de non haver insino a qui potuto expedire, rispose che questi maledetti spagnoli haveano causato questa dilatione, ma che per niente non se diferirebbe più, et ch'el termine tolto da S. S.tità non era però passato di molto. [10] Io li resposi molte parole sopra di questo, afermandoli che vostra ex. non dubitava niente, ma ch'io temevo che li malivoli, con questa tardità, non facessero suspicare a quella che l'animo di S. S.tità non fosse così deliberato, e così amorevole verso lei come io sapevo certo che l'era. [11] Il pp. sopra questo mi fece tanto largo ragionamento e tanto amorevole ch'io no 'l potrei dire, così penso che ognimodo prestissimo, saremo fuor di q.to fastidio.
[12] Questa mattina m. Pietro Ardinghello, al quale io ho fatto intendere quanto ho detto di sopra, è andato alla Magliana con ordine de parlare in buon proposito sopra questa cosa nostra, e farà intendere a Sua B.ne come poco poco li manca delli denari. Dimani el pp. serà qui, et io non lo abandonarò. Fra tanto, vostra ex. stia de bona voglia. [13] Per altre mie lettere quella haverà inteso el sucesso delli palij, et la partita di Zuccone di qua. Quella maschera che impedì el sauro invero era un furfante, et conobbesi che lo fece per balordagine, et non per malitia, ch'io gli ero presente, e lo viddi con gli ochi mei. Quel balestrero, è stato pregione, et ha portato quella pena che v. ex. deve haver inteso per altre mie.
[14] Li spagnoli sonnosi retirati di là dal Tronto, e pare ch'el viceré habbia dato ordine ‹di met›terli in guarnigione a Civita di Chieti e certi altri luochi confini al ‹stato› della chiesa, più alto che non erano al Tronto, di modo che ancor che siano nel Reame, saranno molto più vicini a Roma che non seriano, se fossero ne la Marcha propria. Dil che ‹e›l pp. se dole, et non pensa di comportarlo e lamentasi dil viceré et non dello Imperatore. Quel che succederà non so.
Havendo scritto insin qui ho ricevuto la lettera di vostra ex. di XXI e quella di XXIJ, in resposta delle quali, non dirò altro remettendomi a fare quanto la mi commanda, alla quale basando le mani in buona gratia mi racc.do.
In Roma, alli XXVIJ di febraro MDXXI.
De V. Ex.tia
Fidelissimo Servitor
Balde. Castiglione ||
[15] Postscripta. Havendo finita questa lettera, è gionto el Barbero con quelle cose, che vostra ex.tia mi avisa, et benché io iudichi che non fosse necessario tanta diligentia, pur mi piace aciò che N. S.ore conosca la promptezza de l'animo di vostra ex.
[16] A questi dì N. S.ore hebbe aviso da Rodi, come l'armata dil Re de Portugallo, era intrata nel Mar Rosso, et haveva preso la più importante isola che vi sia, et havendo messo gli huomini in terra, haveva ancor preso tutti li confini di quella banda, dove è il camino de andare a Lameche, e già s'erano inviati a quella volta per andare a pigliarlo. [17] Et estimavasi che senza dubio alcuno li dovesse succedere felicemente, perché el S.or di Lameche havea scritto al Turco, dimandandoli soccorso, la qual cosa el Turco non havea potuto, né poteva fare, per li travagli che haveva in quelle bande dal Gazeli, che si è fatto soldano novamente. [18] El quale ancor havea mandato a dire, a questi portughesi, che facessero el fatto suo che esso non li impediria et che essi non impedissero lui. Pareva ancor che questi portughesi, havessero grande intelligentia col Sophi che è vicino, di modo che se aspetta de intendere presto, che il re de Portugallo, sia Sig.re de Lameche, che è cosa grand.ma e potrebbesi facilmente contracambiare col Sepulchro.
[19] Il cavaler Capriana credo che dimani se partirà per venire a fare reverentia a v. ex., alla quale io de nuovo baso le mani, et in buona gratia mi racc.do. Come nelle lettere

Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio, el S.or marchese di Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 52-54.