505. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 20 febbraio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio. [1] Alla littera di vostra ex. del giorno del carnevale, dico per risposta che se la espeditione di quella non serà apunto alli otto giorni di quattragesima, li serà così poca differentia ch'ella non se ne dolerà. Et circa questo, remettendomi allo effetto non dirò altro.
[2] N. S.ore ha havuto piacere intendere el ritorno del S.or Duca a Mantoa, e stane con l'animo riposato assai. Ho ancor a S. S.tità fatto intendere, una parte di quelli avisi venuti da m. Hieronimo da Lucca.
[3] Il capitan Lonardo venne in posta da Milano secondo l'aviso del Grossino a v. ex. La venuta sua non è stata per altro, se non per offerire a N. S.re per parte de mons.r di Lautrech, genti d'arme, fanterie, insomma, tutte le forze del X.mo deliberandosi S. S.tà de obstare a questi spagnoli che vengono. [4] Li quali, sonno passati el Tronto, et hanno datto dui assalti ad una terra de la chiesa, che si domanda le Ripe Transonne et sono stati ributtati, ancor che l'ultimo assalto fosse una battaglia aspra, e gagliarda, ma però senza artellaria da batter muri. [5] Dicesi qui che ne sono morti da circa ducento di loro, ma certo è che hanno havuto qualche danno. Hanno ancor tentato certi altri luochi, solamente per havere da mangiare, et non li è reuscito, di modo che patiscono assai, et potrebbeno patire ancor più. [6] Il conte Guido Rangone è in Fermo. Il S.ore Giohanino de' Medici non so apunto ove se ritrovi; hanno le loro compagnie et di più cento cavalli leggieri fatti di nuovo, et mille fanti fra tutti dui. Non so se questo numero, se accrescerà per hora. Il S.or Renzo credo che ancor lui cavalcherà a quella volta. [7] L'ordine di questi S.ori si è di guardare le terre et ridurvi tutte le vettovaglie più che se può, e stare alla coda et alle coste di questi spagnoli con le genti d'arme et cavalli leggieri, senza combatter però, a fine de impedirli le vettovaglie et a quel modo desfarli, o almeno, intratenerli fin tanto che venghino li svizeri. [8] Li quali io non so, ma credo in ogni modo che veniranno. Èvvi ancor qualche praticha di accordare questi spagnoli et se insino a mo' havessero voluto accettare partiti rasonevoli, già seriano accordati. Il pp. li venia, ma essi sono stati troppo sopra di sé sì che di questo non so ciò che se farà.
[9] D'hora in hora, se aspetta d'intendere li progressi loro, delli quali, secondo che seranno io ne darò aviso a v. ex. alla quale basando le mani, in buona gratia mi rac.do.
[10] In Roma, alli XX di Febr. MDXXI.
[11] Circa la cosa del palio delle cavalle, più volte si è parlato nanti a N. S.ore, di modo che la S. S.tità non ha voluto ch'el se manchi di raggione, et però colui che havea impedito el palio è stato insino a mo' in pregione, né è prima uscito ch'el ne ha fatto fare un altro apunto, come quello che si corse il quale Zuchone porterà a Mantoa, et venirà un poco più alegro ch'el non pensava di fare. [12] Non havendo sin qui, vostra ex. rispostomi, ciò ch'ella vol far di lui li supp.co per le prime, darmene aviso, perché il S.or Giohanino non è in Roma, et lui non ha altro loco da stare, et lì non li pare star ben più. Di nuovo a v. ex. baso le mani et in bona gratia mi racc.do.
Di V. S. Ill.ma
Fidel Servitor
Baldesar Castiglione
[13] Hoggi sono li otto dì di quaresima, termine constituito alla espeditione di V. Ex.tia et acciò che la sappia ch'el non è in tutto vano, M. P. Ardingello, q.ta mattina mi ha detto haver hauto sei milia ducati, li quali fanno una bona parte del nostro quartiero. [14] Presto spero haveremo il resto, e lo impedimento de non li havere hauti in sino a mo', io lo so, e però non me ne maraviglio; basta ch'el PP. sollicita lui m. Pietro, alla espeditione, senza ch'io ge lo racordi. [15] Bisogna che V. Ex.tia mandi in qua due cose, l'una un mandato amplo in persona mia de poter ricever dinari in nome di V. Ex.tia, e fare le quietanze così di quelli che fossero ricevuti come di quelli che si havessero a ricevere (perché nel altro mandato ch'io hebbi, non li è mentione alcuna di q.ta parte). [16] L'altra, una rettificatione e confirmatione de li capituli ch'io ho giurati in nome di V. Ex.tia con Nostro S.re, che dica così: "Cum sit quod appareant nonnulla capitula sub die undecima mensis X.bris MDXX, conducte nostre cum S.mo Domino Dostro etc. cum pactis et condicionibus ut in eis continetur, approbamus et confirmamus, etc." , come molto ben saprà fare M. Leonello, e destendere l'instrumento come si usa. [17] Basta che questa è la sustantia, che V. Ex.tia confirmi e rettifichi tutto quello ch'io ho fatto, promisso, e giurato in nome suo. Questa cosa però non ha tardare la espeditione, perché ancor ch'io non habbia el mandato, li denari se mi daranno, sop.a la fede. [18] E V. Ex.tia faccia ancor avertire, che la data de quella rettificatione che la mi mandarà, sia a XXVJ o ver XXVIJ, o XXVIIJ de decembre passato, perché nel instrumento, è un capitulo che dice che V. Ex.tia sia obligata infra XX giorni a rettificare quello ch'io in nome suo ho giurato: benché questo non importa però molto, ciò è q.to tempo.
[19] Altro non dirò se non che baso le mani di V. Ex.tia supplicandola a star di bona voglia, e non publicare però ancor niente, per ch'io li manderò presto la totale espeditione, che si potrà poi farne alegrezza. In Roma, alli XX de Febraro MDXXJ.
[20] El Fidel Servitor di V. Ex.tia, Bald. Castiglione

Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio el S.or Marchese di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 47-49.