500. Castiglione, Baldassarre a Calandra, Gian Giacomo

Roma (RM), 7 febbraio 1521

Mag.co M. Io. Iacomo, Compatre honor. [1] Alle vostre de IJ del presente non dirò altro, se non che io scrivo voluntieri, per consolatione del Ill.mo S.r nostro, fin tanto che Dio ci mandi q.ta benedetta espiditione, la quale forsi non preme più a S. Ex.tia di quello che faccia a me. [2] Dolmi di quella suspensione de animo che ha hauta per la tardità de le lettere: vederete quanto si è fatto in q.to ult.o raggionamento, che fu heri mattina; benché ancor fosse più longo ch'io non ho potuto scrivere, ma di quella sustantia. [3] Io lessi la vostra al PP. dove mi parse il bisogno, e così hora con un modo, hora con un altro, vaddo stimulandolo, e certo non trovo cosa alcuna che mi faccia dubitare.
[4] Circa la cosa de Formigone, in vero non me ne presi un fastidio al mondo, ma scrissi così a voi, come non harei scritto ad altri. E son certo che lui mi ama, perch'io ancor amo lui. E di questo non occorre dir altro, se non che me mandiate pur tutti li avisi che si hanno da Venetia, perch'io me ne servo assai, mostrando quelli che sono da mostrare.
[5] S'el S.r nostro Ill.mo non harà scritto al S.r D.ca secondo il tenore de l'altra mia, credo che serà ben che li scriva: non vorrei già ch'el se gli mandasse la mia lettera. Questo dovevo scrivere per l'altra mia, ma me lo scordai. [6] Quel Platina credo partirà fra dui o tre dì; ma starò attento, e subito partito ve ne avisarò.
Altro non mi occorre. La cosa de' denari sta com'io scrissi per l'altra mia, et a voi sempre mi raco.do.
In Roma, alli VIJ de Febraro MDXXJ.
Compatre e come Fratello
Ba. Castiglione ||

Al M.co mio compatre et come fratello hon., M. Giovaniacomo Calandra castellano, et Sec.rio marchionale etc. In Mantoa


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, c. 34.