499. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 6 febbraio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio. [1] Non mi maraviglio che V. Ex.tia si dolesse non havendo mie lettere, come la mi scrive per la sua de li IJ del presente; ma questi correri sono talhor assai negligenti, e max.e in q.te poste, perché se affermano in diversi lochi per haver lettere, e così fanno poca diligentia. [2] V. Ex.tia harà inteso quanto io li scrissi per il barbiero, il che tutto confirmo. Hauto la lettera di quella de dui del presente, fui a Nostro S.re in Castello, e li dissi quanto la mi scrivea del S.r D.ca suo cognato. Nostro S.re mi disse che ben sapeva il S.r Camillo, et Horatio, haver un homo al Imperatore, e credea che andassero là. [3] Circa la diligentia che V. Ex.tia usa in dargli avisi, la ringratia sommamente, e li ne resta obligato, e la prega a continuare. Io li mostrai una parte de quelli altri avisi da Venetia, et intrai in raggionamento. [4] S. S.tà cominciò a ridere e disse: "Io ho voglia de diffendermi, e costoro vogliono pur credere ch'io voglia offendere". E mi disse che ancor non havea risposta da questi spagnoli, ma che lo Imperatore li havea risposto volere pagare q.ti fanti, e pregava S. S.tà che volesse contribuire alla spesa; e mostròmi volerlo fare, ciò è dargli una pagha, benché loro ne dimandano sette, le quali dicono che avanzano. [5] E quando pur essi non voglino acquetarsi a questo, delibera mandar per svizeri, e fra tanto, guardar con fanti italiani li passi, e lochi de importantia, e far che le genti d'arme li siano sempre a' fianchi, et aspettare in questo modo li svizeri. [6] Ha ancor Nostro S.re fatto intendere al D.ca di Ferrara, acciò che S. Ex.tia stia sicura che non lo vole offendere, che se vole contribuire alla spesa de condurre questi spagnoli per terzo, che farà che li giureranno in mano, d'esserli fideli, e servire così a.llui come a S. S.tà.
[7] Questa cosa ha disturbato assai la nostra, non in altra cosa, che nel difficultare li denari. Pur intrai a proposito, e benché non mostrassi alcuna diffidentia dissi, che meglio serebbeno spesi li denari che S. S.tà darebbe a V. Ex.tia, che quelli che darebbe a spagnoli, e che più li giovarebbe la riputatione di condurre quella, col titolo di Capitanio, ch'el far venire li svizeri. [8] E li dissi che per negligentia de' correri le mie lettere erano venute tardo a Mantua, onde V. Ex.tia era stata per quelli pochi giorni in gran fastidio. [9] E li lessi una parte de la lettera de M. Gio. Iacomo, dove dice che le mie lettere hanno consolato quella, e che la merita molta compassione, essendo in q.ta così lunga espettatione, tentato da tante bande, e che ancor che la stij ben sicura, pur non passa senza molto fastidio. [10] Io conobbi invero che al PP. dole non havere satisfatto in sino a qui, al desiderio di Vostra Ex.tia e suo, e replicòmi le parole già tante volte dette, con tal modo, ch'io tengo per certo che non passerà il termine ch'io scrissi a quella per il Barbiero: sì che la supp.co a non pigliarsi affanno, che senza dubbio, presto la uscirà di questo labyrinto, il quale io conosco che è tanto fastidioso quanto è grande il desiderio, e la espettatione. Pur bisogna tolerarlo.
[11] Monsig.r R.mo Armelino si raco.da molto a V. Ex.tia, e risponderà alla lettera sua, ma non so se serà con q.ta; e certo non manca di fare optimi officij, e così si continua con tutti quelli modi che l'homo cognosse che possono giovare alla materia, la qual pur Dio condurrà a bon fine.
[12] Qui non è altra nova, excetto di questi spagnoli, l'exito de' quali si aspetta: e pur la brigata comincia a credere ch'el PP. non li faccia venire. [13] Qui se fanno maschare assaissime, ma non belle, né feste, né giochi d'importantia. Heri sera l'Unico Aretino disse a l'improviso inanti al PP. per tre hore con grand.ma audientia, secondo il suo consueto mirabelmente.
Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli VJ de febraro MDXXJ.
De V. Ex.tia
Devoto e Fidel Servo
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et Patron mio, il S.or Marchese di Mantoa etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 37-38.