497. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 1 febbraio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio. [1] Heri mattina, che fu l'ult.o del passato, hebbi le lettere de V. Ex.tia de XXVJ e de XXVIJ del sopra detto, et insieme li avisi da Milano e da Venetia, et ancor di Gormazia, et hebbi la lettera dove quella mi avisava la partita da Mantua del S.r D.ca suo cognato. [2] Nostro S.re era alla Magliana, ma si aspettava dopo disnare, e così S. S.tà venne, et io p.a ch'el se levasse li stivali li dissi haverli da comunicare certi avisi. E subito mi chiamò, e ritirati, io gli dissi una parte de li avisi de Milano, e così di quelli di Vinetia. [3] Poi li lessi tutto quello che apertenea al S.r D.ca, ciò è di quanto havea fatto il S.r Iulio Manfrone: e dissi che V. Ex.tia mi mandava quello per le poste ordinarie. Poi, essendo successa la partita del S.r D.ca, che quella mi havea spazzata una staphetta a posta: e così li lessi tutta la lettera. [4] Il PP. mi disse che già molti dì sapea ch'el S.r Fran.co M.a recerchava questo a' venetiani, e che lui non si curava ch'el stesse ove più li piacea, pur ch'el fosse savio e non facesse pacìe, e che serebbe stato contentissimo ch'el fosse stato in Mantua, ma che dovea esser lui ancor corso al rumore di questi spagnoli. [5] Io li dissi che non credevo che fosse per questo, ma più presto perché, vedendo lui questa unione di V. Ex.tia con Sua S.tà, havesse hauto qualche dubbio, e però si fosse absentato. Mi rispose: "Non bisognava ch'el dubitasse: ma sia come si voglia, s'el serà savio, forsi serà ben per lui".
[6] Circa il proposito de li altri avisi mostrò haverli char.mi, confirmandomi quelli de Fiandra, e ridendosi di quelli de li spagnoli. Quello che scrive Formigone de la condotta de V. Ex.tia, ciò è che Nostro S.re li voglia assignare genti già fatte a quella somma, io non ge lo volsi dire, perché so che è alienissimo da la veritate. [7] Circa a quello del S.r D.ca, Sua S.tà mi disse che V. Ex.tia usava termini da bon figliolo, e che lo reconoscea e la ringratiava sommamente, e che la pregava a far così sempre, che lui ancor farebbe verso quella el medesimo sempre, e che la dovesse pur avisarli ogni cosa, e piccola e grande, che non li potea fare maggior piacere. [8] Dipoi mi disse che la pregava che la volesse scrivere al S.r Franc.o M.a, mostrando maravigliarsi ch'el si fosse partito, perché la non credeva ch'el potesse stare in loco alcuno meglio che a Mantua. [9] Pur, che e a Mantua et a Venetia et in ogni loco la lo confortava a non travagliare cosa alcuna che havesse a despiacere a Sua S.tà, e che V. Ex.tia pensava che a qualche tempo fosse possibile che a.llei venisse occasione e modo di racomandare le cose sue a Nostro S.re, talmente che la fosse per haverne bon frutto: et altre parole in questa sustantia. [10] Et così, se la sentisse ch'el prefato S.re facesse movimento alcuno, che la volesse avisargelo, e medesimamente quello ch'el responderia a questo. V. Ex.tia sappia ch'el PP. ha hauto char.ma questa dimostratione, quanto si possa dire. [11] Io li lessi quella parte de la lettera di V. Ex.tia che dice che aspetta mie lettere, le quali li seranno tanto più grate, se conteneranno la publicatione del Cap.niato. Mi rispose: "Voi sapete ciò che v'habbiam detto". [12] S.r mio, supp.co V. Ex.tia a non si attristare di questa lunghezza, che la cosa andrà bene certo. Io mi allegro, quando vedo ancor de l'altre cose che vanno in lungo, come la dieta de Gormatia, la venuta del X.mo in Italia e tante altre cose. Io mi conforto con questo, tanto più che mi par esser sicurissimo di bon fine.
[13] Io ho scritto per il Barbiero quello che mi occorreva: hora non so che mi dire. El PP. ha mandato il prior di Capoa a Napoli con questa conclusione, che s'el vice re vol far imbarcar questi fanti per Spagna, che S. S.tà è contenta de pagharli parechi migliara de ducati: quando no, ch'el se risolva, perché lui pigliarà quelli partiti che li pareranno. [14] Et io credo che in quel caso el farà venire svizeri, e gente d'arme francese, e potrebbesi apichare un foco che non se spegneria così de ligiero: e forsi nel Reame, e serebbe cosa molto desiderata da' francesi. Presto vederemo dove la cosa tende.
Baso le mani di V. Ex.tia et in bona gratia mi raco.do humilmente. In Roma, allo p.o de Febraro MDXXJ.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio, il S.or marchese di Mantoa


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 30-31.