496. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 30 gennaio 1521

Ill. et Ex. S.r et Patron mio. [1] Petro Iacomo de V. Ex.a fu qui sabato passato di notte venendo la dominica mattina; e veduto io quanto la me scrivea harei forse potuto rimandarlo indrieto subito: tanto più che per le mie di XXI e XXIIII e XXVI di questo pènsomi haver risposto a quello che V. Ex. desiderava de intendere.
[2] Pur per essere N.ro S.re fori, come per altre mie li ho significato, non mi è parso mandarlo se ancor non mi chiariva meglio. Così essendo certificato che Monsig.r R.mo d'i Medici lunedì prox. passato partiva per Firenze, et il PP. per la Magliana come fecero, heri che fu martedì me ne andai alla Magliana, e parlai con Sua B.ne. [3] Dicendoli che poiché la era fori, io havevo più volte havuto lettere da V. Ex. la continentia delle quali S. S.tà potea imaginare, ma ch'io non ge la volevo dire, perché quella nelle medesime lettere mi comandava ch'io per niente non importunassi S. S.à ma ch'io lassassi il tutto ad arbitrio della sua clementia, però che di questo non gli parlavo.
[4] Dissi ancor che V. Ex. me scrivea che la felice mem.a del S.r vostro patre havea tenuto continuam.e molta prattica nella Magna, e max.e con le genti di guerra, et havea intertenuto molti Capitani, e tenuto in casa homini prattichi del paese, e conoscenti de le fanterie. [5] E che quella medesimamente seguitava questo stile, per poter servir S. S.tà e se stessa quando venisse il bisogno e che adesso quella haria modo di havere da due in tremillia lanzchenech, li quali erano boni, usi nella guerra, e vicini, e che bisognando, subito passeriano nel stato di V. Ex.a.
[6] Il PP. mostròmmi haverlo molto charo, e dimandòmmi se serviriano contro ognuno, quasi accennando del Imperatore. Io risposi che secondo le imprese che s'havessero a fare, così V. Ex.a li pigliaria a proposito: e bisognando ne trovarebbe di quelli che per li soi denari andrebbono contra ognuno. [7] Mi rispose che li piacea molto, e quella volesse ogni modo mantenere quella praticha, e che occorrendo se ne serviria, e max.e per mano di V. Ex. [8] Io li dissi dipoi che quella non sapea in che altro servirla per adesso, fin tanto che S. B.ne non espediva el negocio, excetto che in offerirli tutto quello che la potea, e quello che la se imaginava che li potesse essere servitio, come q.ta cosa de li lanzchenech; e che ancor la mi comandava ch'io li comunichassi alcuni avisi, non perché la non pensasse che S. B.ne li havesse molto più certi, ma acciocché la potesse vedere se si rincontravano.
[9] E così gli lessi quelli de M. Soardino, e disseli dipoi haverne altri anchor in zifra che non havevo portati, li quali confermavano con le parole ch'io senza commissione di V. Ex. dissi a Sua B.ne in Castello prima ch'egli andasse fori, ciò è che per tutta Lombardia se dicea che quella facea venire questi spagnoli per far ancor altre fanterie, et all'improviso voltar la forza sopra Ferrara, e far quella impresa. [10] E che V. Ex.a mi commetteva ch'io gli facessi intendere il tutto, acciocché S. S.à conoscesse che la gli apriva il core per ogni verso, e che la non desiderava sapere se non quanto a.llei piacea; e più presto era contento di mettersi a periculo di esser estimato poco prudente da S. B.ne per dirgli tali cose, che haver mai stimolo nella conscientia sua d'haver mancato in un minimo punto di vera servitù. [11] La quale gli pareva che sempre potesse escusarlo, se per tal cunto facesse errore alcuno. [12] Io conobbi ch'el PP. hebbe chariss.mo questo, e dissemi che V. Ex. non potea errare usando li termini de confidentia, e de figliolo; e che lui gli userebbe sempre di patre, e che quella ne vedrebbe gli effetti, e la ringratiava sommamente di questa amorevolezza, e la pregava in continuare di fargli intendere ogni cosa, e da ogni banda perché lui farebbe il medesimo con V. Ex.a con infinite bonissime parole et amorevolissime. [13] Poi mi disse ridendo che non havea mai veduto la più pazza cosa di questa opinione che si era presa delle cose di Ferrara, e ch'io dovessi da sua parte giurare a V. Ex.a che lui non havea vena che li pensasse, e che havea grandissimo fastidio della venuta di questi spagnoli, e che non havea in core né questa né altra impresa, ma che conoscea questa voce nascere dalla balordaggine de' francesi, li quali non conosceano il ben loro. [14] E che perché S. S.à havea capitoli seco che fossero obligati ad aiutarla contra ogni suo subdito, e starsi a lei di quello che la judicava, erano entrati in questa opinione pazza: e parendo a loro non poter honestamente far motivo di questo, faceano che i venetiani lo facevano.
[15] E qui si allargò molto molto, dicendomi di molte raggioni verissime, et affirmando che lui non si voleva dar in preda né a Franza né a Spagna; e che facendo questo bisognerebbe essere schiavo di un di dui: accennandomi ancor d'haver molto maggior sospetto dell'Imperatore , e però supportare francesi, per servirsene bisognando per quel cunto, benché essi li facessero mille mali torti, più presto per ignorantia loro che per altro.
[16] E qui replicòmmi che io dovessi scrivere questo a V. Ex.a et io tutte queste cose et altre concordanti con queste ho verificate in mille modi, tanto che sono sicurissimo essere così la verità, della quale se V. Ex.a se trova ingannato, da mo' non voglio più che la mi creda cosa alcuna.
[17] Io pur nelli ragionamenti con quella più destrezza che seppi supplicai Sua San.à che volesse almen accennarmi il tempo ch'io potessi scriver a V. Ex.a per la espeditione, senza scrivergli sempre quel "presto". [18] Mi disse che prima che fossero otto dì di quaresima V. Ex. sarebbe espedita, e forsi più presto. Sua S.à non si guarda de dirlo ad ognuno con chi parla.
[19] Non si manca di trovar modi per denari, nella qual cosa M. Pietro Ardingello si porta beniss.o e Monsig.r Armellino, la lettera del quale io aspetto. Non si pò scriver ogni cosa, ma V. Ex. sappia ch'el si fa quello che si pò. [20] Sopra di questo non dirò altro se non che quella non pensi che in cosa che fosse di tanta importanza, come quella de che io per le lettere sue conosco che la suspirava, dormissi, né fossi negligente. Io me ne era ben chiarito prima per persona che lo pò sapere, e però scriverò gagliardam.e.
Ho parlato ancor con Pietro Iacomo, il quale referirà il tutto a V. Ex.a alla quale io basando le mani in bona gratia mi raccomando. In Roma, alli XXX di Genaro MDXXJ.
Quella faccia ogni modo ch'io habbia sempre avisi da comunicar col PP., ch'io non li dirò però se non quelli che si converrà dire, e scuserà un intrare a proposito, e cavare de l'altre cose. M. P. Ardingello basa le mani di V. Ex.a e non manca, e non mancherà del officio suo verso quella.
De V. Ex.a
humil Servitor
B. Castiglione ||

Allo Ill. et Ex.o S.r et Patron mio il S.r marchese di Mantoa


Copia manoscritta. Mantova (MN), Biblioteca Teresiana, Fondo Negri, Fondo Negri, ?Inserto Slegato?, s.n., cc. 18-20.