493. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 gennaio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio. [1] Havendo scritto quest'altra mia di XXI, la quale non ho mandata prima, perché questi maestri delle poste, non hanno spacciato secondo el loro consueto, ho recevuto quella di vostra ex. di XVIJ del presente, alla quale rispondendo, poco altro mi occorre che dire, che quello che già ho detto nell'altre mie. [2] Et secondo che vostra ex. aspetta con desiderio de ricevere la nova della espeditione, così io con desiderio aspetto mandarglila, et penso che hormai tutte le dilationi nostre seranno finite al ritorno di N. S.re.
[3] L'aviso ch'io diedi a vostra ex. delli spagnoli, era pur così come io lo scrissi et quella non creda altramente, et quando la intenderà che il Marchese di Pescara con le genti d'arme, et fanterie ce sia inviato verso Roma da mo' son contento ch'ella non mi creda più cosa ch'io scriva. [4] Quello che avisi lo amb.re venetiano alla Sua S.ria non lo so: so bene che la Sua M.tia intende pochissime cose, excetto quelle che lui tratta, et che drittamente apertengono allo interesse de' S.ri venetiani col PP.
[5] Io non so li particulari che offeriva S. Marseo al PP., ma certo è che son grandi. [6] Quello che voleva el X.mo in contracambio, era che il PP. se scoprisse contra lo Imp.re la qual cosa Sua S.tità non ha voluto fare, dicendo non volersi resolvere fin che non si veda la mente dello Imp.re circa il passare in Italia, la qual cosa o se vederà chiaramente, o almeno se imaginarà per veri segni, fatta che sia questa Dieta di Gormatia. Et questa è la pura verità. [7] Che il pp. sia deliberato fare la impresa di Ferrara, io non lo so ma credo bene che non sia, per infinite raggioni. Et stando le cose in questi termini, s'el Re di Francia non li mette le mani, son certo che il Duca di Ferrara, possi stare securissimo. [8] Ma vostra ex. sia certa che s'el PP. volesse svizeri, o pochi o assai, che li haveria, et il X.mo non li negarebbe il passo. Ma quella vederà meglio alla giornata, la certezza dil tutto.
[9] Doppoi che N. S.re andò fora, non si è inteso altro di questi spagnoli, ciò è qui in Roma: forsi che Sua S.tità ha havuto qualche cosa.
[10] Il Duca di Cammerino, è gionto in questa terra per le poste. Dicesi che va in Fiandra: lui dice per sue facende, molti estimano che sia mandato dal PP. Questo non ho io potuto bene intendere. Vederò di chiarirmene et essendo altro, ne avisarò vostra ex.
[11] Con Mons.re R.mo Cornaro, farò quanto vostra ex. mi commanda, circa la cosa di quel suo m. Gottifredi.
[12] Come più presto io possa farò intendere a N. S.re quello che vostra ex. mi scrive de quelli tre milia lanzchenech, che non serà, se non honorevole per quella et laudarei, ch'el si intertenesse quel conte Sebastiano, et anchor qualch'altro cap.no, aciò che vostra ex., ad un bisogno, havesse modo di servire in uno subito, N. S.re et se stessa. [13] Poco altro mi occorre che scrivere aspettando il ritorno di N. S.re al qual tempo penso pur expedire in ogni modo il tutto.
[14] A questi dì il cavalliere Capriana, stava per montare a cavallo et venire a fare reverentia alla ex. vostra, ma N. S.re non volse ch'el si partisse, per non dare mal exempio a gli altri, in questo tempo, nel qual Sua S.tità sta pur con questa sospitione de' spagnoli. [15] Et per dubio che vostra ex. non pensasse che lui fosse pegro, in venirli a basar le mani della gratia ch'ella gli ha fatta, la qual esso reconosce, devotissimamente, si è doluto con meco et hammi pregato ch'io facci questa scusa sua con quella, alla quale io basando le mani, in buona gratia mi raccommando.
Di Roma, alli XXIIIJ di Gen. 1521.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio, il S.or marchese di Mantoa etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 23-24.