490. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 21 gennaio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.ore et Patron mio. [1] Io mi pensava certamente per queste prime mie avisare Vostra Ex. de haver havuto la speditione totalmente del negotio et per questo ho tardato a scrivere dui o tre giorni. [2] Pur havendo anchor havuto un poco di dilatione, ho voluto scrivere essendo massimamente andato fora N. S.re, il che se vostra ex. intendesse per altro che per mie lettere, potrebbe forsi pigliarsene fastidio et senza causa, perché anchor che questa tardità non possi essere, se non fastidiosa, pur havendo bono exito come io son certo ch'ella haverà ogni cosa serà a tempo. [3] Et benché io non possa scrivere tutte l'opere, che si fanno, i modi che si tengono, dirò quel che ultimamente si è fatto accioché che Vostra Ex. intenda, che anchor che in questa praticha N. S.re sia sempre venuto di buona voglia, oltre qualche obstacoli che si sono havuti, la fortuna ancor qualche volta si è atraversata, come ha fatto hora con el suspetto del movimento di questi spagnoli che sono nel Reame. [4] Li quali come per altre mie ho scritto a V. Ex. pare che siano indrizati a venire a questo camino et richieggono dinari, et il viceré chiarisce il PP. che non ha un quattrino da darli, et prega Sua S.tità che voglia soccorrergli di qualche cosa. [5] Et il PP. mostra non volerla intendere, et quasi, ha minacciato al S.or Don Giovanni Emanuel et ha ordinato che le genti d'arme cavalchano verso la Marcha a questo fine, et per questo medesimo effetto ha sopratenuto un poco li denari del quartero, apparechiati per vostra ex., acciò che potesse bisognando fare in un tratto quattromilia fanti, per opponerli a questi spagnoli, per havergli così fatto intendere il S.or Renzo esser necessario di fare. Et questo è verissimo. [6] Pur hyer mattina N. S.re hebbe un suo huomo, il quale era ito a posta a questi spagnoli, che referisce la maior parte di loro essere anchor a Cosenza, et non tanto numero come se diceva, né così uniti. [7] Di modo che Sua S.tità per uno estremo desiderio che haveva d'andar fora, subito montò a cavallo et andòssene alla Magliana, con animo d'andare insino a Palo, parendoli che questa cosa non sia di quella importantia che al principio l'ha estimata. [8] Penso che vi starà otto o diece giorni, continoando massimamente questi belli tempi, come fanno.
[9] Hora, essendo io stato nove giorni senza haver parlato a N. S.re dil negocio principale, ma fattomeli ogni dì vedere, et operato che m. Pietro Ardinghello, li parlasse tre o quattro volte, come sempre ha fatto destrissimamente, andai sabbato in castello. [10] Et preso tempo di parlare commodamente a Sua S.tità, li dissi ch'io havevo molto rispetto a sollicitarla, havendomi lei tante volte detto ch'io non la sollicitasse, perché essa da sé a sé se sollicitava, et che già haveva la maior parte de' denari apparechiati, et che presto presto mi spediria: pur che havendo io da scrivere a vostra ex., mi doleva molto di doverli scrivere questo medesimo tante volte. [11] Et benché io sapessi che lei non dubitasse punto che la promessa di Sua S.tità non fosse fermissima et immutabile, per haverli io tante volte scritto con quanto buono animo et con quanta amorevolezza, essa fosse sempre venuta a questa cosa pur havevo gran compassione a vostra ex., raccordandomi in quanta angonia era forza ch'ella stesse per questa longhezza, et quando altra causa, mai non ce ne fosse, non era piccola il differir tanto de dar principio a servire Sua S.tità. [12] Il che per esser cosa da lei tanto desiderata, non poteva esser senza molta molestia, oltre che li correva anchor spesa per havere Vostra Ex.tia incapparati molti gentilhomini, per fare la compagnia. [13] Et a questa s'agiungeva un altro fastidio di vostra ex., conoscendo che alchuni alli quali dispiaceva questo honor suo, se allegravano di questa tardità, et andavano vociferando, che la cosa non succederia più, et li amici di vostra ex. se ne dolevano, parendoli che questa tardità importasse o che Sua S.tità non fosse per farlo, o facendolo, lo facesse mal voluntieri, et quasi fosse pentita di haverlo promesso.
[14] Li dissi anchor, che sarebbe possibile che molte ciancie, che se dicono in Roma, se dicessero anchor in Mantua, et che molti o per malignità, o per ignorantia, dicevano che Sua S.tità faceva venire questi spagnoli lei et mostrava che venissero contra sua voglia per adormentare il Duca di Ferrara, et mostrando di volere obstare a queste fanterie, faceva cavalchare le genti d'arme nella Marcha. [15] Et anchor se diceva che sotto questa scusa conduceva quattro milia svizeri, per voltar poi in un tratto, le genti d'arme, li svizeri, et li spagnoli allo improviso sopra Ferrara. [16] Et il tenere vostra ex. in questa praticha non era per altro, che per disunirla da Ferrara in questo bisogno, et dippoi fatto lo effetto, lassarla in sciutto et che questo pareva che acordasse alli andamenti di Francia, perché il X.mo si poteva scusare de non havere consentito, et quasi non haver saputo questa praticha, né per questo anchor Sua S.tità se obligava a spagnoli, perché questi tanto erano desmandati et fuor dil servitio dello Imp.re. [17] Ma che io era certissimo che queste cose tutte erano falsissime, perché ogni dì, et ogni hora vedevo li andamenti di Sua S.tità contrarijssimi a questo, et vostra ex. essendo tanto lontana, talhor potrebbe pigliare qualche despiacere venendoli tal cosa alle orechie. [18] Et che io parlavo così liberamente perché Sua S.tità me ne havea datto sigurtà, et ero certo che lei pigliava ogni cosa ch'io dicevo a buon fine et come detto per zelo di vera servitute. Siché supplicavo Sua S.tità che non volesse più tenere V. Ex. in questa angonia, né fare più prova della sua patientia.
[19] A me parve in proposito riscaldarlo un poco a questo modo, anchor ch'io fosse certissimo la mente di S. S.tità essere aliena da questo pensiero per molti andamenti che meglio si possono vedere di punto in punto che scrivere.
[20] Il PP. tutto sopra di sé, mi respose: "Oymè, donque questo si pensa di noi?". Et qui, con molte parole efficacissime, disse non haver malanimo alchuno verso di Ferrara, come anchor qualch'altra volta m'havea detto, et qui replicòmme la cosa delli spagnoli, come io ho scritto di sopra, affirmandomi più che poteva lo haver preso vostra ex. per figliolo, et trovarsene ogni dì più contento, et parerli de non haver mai fatto la meglior cosa. [21] Et che io per amor di Dio non dubitasse, né lassasse che vostra ex. havesse alch.o scropulo nella mente, che presto presto mi daria la espeditione, et che io questo scrivessi a vostra ex. indubitatamente.
[22] Io li resposi molte parole in dimostrare che Vostra Ex. non dubitava punto, et molte altre cose, dicendoli anchor, che non pareva conveniente credere che Sua S.tità havesse difficultà in mettere insieme così poca summa di denari, come era questa. Mi respose che lui ne havea molto maggior summa insieme, ma che mal voluntieri rompeva gli ordini suoi.
[23] Il raggionamento fu assai longo, et in tutto io compresi chiaramente quello che sempre ho compreso, ciò è una deliberata voluntà di Sua B.ne di espedire questa cosa, ma la longhezza è tanto propria a.llei, come il volare alli ucelli. Pur vostra ex. stia di bona voglia, che in ogni modo presto ne vederemo buon fine.
[24] Mons.re R.mo Armellino maneggia tutto il stato della chiesa: tutti li denari che se cavano, passano per sua mano. A me è parso bene guadagnarlo et farlo di Vostra Ex., et credomi haverlo fatto di modo che già mi ha detto haver trovato el modo, onde continoamente se potrà cavare più della metà della provisione di vostra ex., et fallo con grandissimo amore. [25] Il che è maraviglia, perché suole essere dificilissimo in tai cose, ma in questa viene tanto bene, quanto dire si possa. Et crederei che fosse bene che vostra ex.tia gli scrivesse una lettera dicendo haver inteso da me, le bone opere che Sua S.ria R.ma fa per lei, et l'amore ch'ella gli porta, et che gli ne resta obligatissimo, et offerire etc. [26] Con dire haver speranza di servire, oltre N. S.re ancor Sua S.ria R.ma e tai parole amorevoli, perché io prometto a vostra ex. ch'egli è quasi un miracolo ch'el sia così disposto, come egli è. Et il pp. medesimo ne ha piacere, perché sempre el suole contradire a Sua S.tità in ogni cosa, dove vadi spesa. Questa mi è parsa assai buona opera.
[27] Se ne è fatta un'altra, quale è che m. Pietro nostro ha parlato al PP., in conformità di quello che gli diss'io, di bonissima sorte et oltre questo ha proposto a Sua S.tità un modo di havere diecemilia duccati fra quattro o cinque dì. [28] Et a questo effetto quella ha ordinato, ch'el R.mo S.ti Quattro andasse questa mattina fuori alla Magliana, a parlargli sopra questo; et havendosi (come io credo) M. Pietro li pigliarà et non anderanno in altre mani, et se ne caverà il quartero di Vostra Ex. [29] Benché s'el si ha un altro aviso che le cose di questi spagnoli si raffreddano un poco, non si aspettarà altro, et daràssi di quelli che già sono apparechiati. Et vaddi la cosa come vuole non mancherà.
[30] Prima ch'io facessi quello discorso al PP., parlai al R.mo Medici, dicendo haver spesso lettere da vostra ex., che mi commandavano sempre ch'io pregasse S. S. R.ma che fosse contenta abbracciare questa cosa, et terminarla: ma ch'io, trovando la mente di N. S.re tanto ben disposta, mi guardavo di dar fastidio a S. S. R.ma. [31] Ma che la cosa stando hora in questo termine, non havea bisogno d'altro, se non che quella la stabilisse et sugillasse, et che vostra ex. bene havea inteso da me le buone opere che quella insino a qui havea fatte circa questo, et che volesse mo' fare il med.mo nella conclusione perché a.llei se ne haverà somma obligatione.
[32] Mi respose ch'io parlasse a N. S.re et che lassassi anchor fare a S. S. R.ma, che farebbe tal opera, che vostra ex. ne vederebbe ottimo effetto, et questo con molte parole. [33] Così essendo il PP. a cavallo per andar fora S. S. R.ma mi chiamò, et dissemi che Sua S.tità gli havea risposto, che farebbe la mia espeditione, molto più presto ch'io non credevo et che io ne fosse sicurissimo, senza un dubbio al mondo, et dissemi haver trovato S. S.tità tanto resoluta in questa cosa, quanto in altra che mai lo vedesse con molte più parole, ch'io non posso scrivere.
[34] Il S.or Renzo, il quale, per quanto intendo, solea dire, che non credeva che la cosa havesse a farsi, dui dì sono disse publicamente che era fatta, e stabilita. [35] Medemamente il car.le Orsino, cenando col pp., et io apresso a S. S. R.ma mi disse che si volea scorucciare con meco, che il PP. gli havea detto haver stabilito il S.or marchese cap.no della chiesa et che io mai non gli ne havevo parlato. [36] Queste cose scrivo a vostra ex., per dargli qualche aviso delle opere che si fanno, anchor che molte altre se ne facciano. Ma l'huomo attende alla conclusione, et bastaràmmi che vostra ex. sappia quella.
[37] Mons.or di San Marseau, quasi allo improviso è partito e tiensi certo che tornerà. Pur il riporto suo non se può intendere chiaramente, ma intelligentia buona è tra il X.mo et il PP. di certo. [38] Dicesi certo che il S.or Camillo Orsino, et Horatio Baglione, sono iti a questi fanti spagnoli, per sublevarli. Il PP. ne sta turbato un poco con loro.
[39] Ho ricevuta la lettera di vostra ex.tia dalli barbarescatori: non mancherò di fare il debito mio il giorno dil corso.
[40] Il S.or Giohanino non vi è, come per altre mie ho scritto a vostra ex. Ho ancor havuta l'altra sua di XV del presente, et cerchato de intendere del cavalcare dil Conte Guido. Trovo che non è per altro conto, che per questi spagnoli. Sentendo più inanti, vostra ex. ne serà avisata. Mandaròlli ancor una soma di cardi. Mons.re R.mo de' Medici ha una da Venetia, delle nove di Levante, la copia della quale mando a vostra ex., alla quale basando le mani in buona gratia mi raccommando.
In Roma, alli XXJ di Genaro MDXXI.
Di V. Ex.tia
Devotissimo Servitor
Baldesar Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.or marchese di Mantoa etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 865, cc. 17-20.