477. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 1 gennaio 1521

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Heri che fu l'ult.o del anno hebbi la lettera de V. Ex.tia de XXV del passato, et essendo quasi in camino el mulo, lo feci soprasedere per mandare qualche sommate. E così V. Ex.tia ne haverà, che ne ho inviato quelle più che sono capite sul mulo, caricho però d'altre robbe. Se quella ne vorà più quantitate, se ne manderà ancor.
[2] Ho ricevuto XXIIIJ ducati al modo di qua, per la correspondentia de Ant.o Bugato, li quali darò a Strassino disponendosi lui de venire (come credo ch'el farà). Per tutto hoggi non ho potuto farlo ritrovare con tutto che molto l'habbia fatto cerchare. Dimani spero haverlo, e faròlli tutta la instantia possibile perch'el venga.
[3] Sono cert.mo Ill.mo S.r mio che V. Ex.tia sta con fastidio tanto grande, quanto è grande il desiderio. Io non ne posso più: non mancho già dal canto mio de sollicitare, e con destrezza perché così bisogna fare, ma le cose vanno tanto a lungo per l'ordinario, che è un miraculo. V. Ex.tia non se dij fastidio perché in vero tengo per fermo che presto serimo for di questo affanno.
[4] Hoggi ho parlato a Nostro S.re dil meglio modo ch'io ho saputo: senza dolermi però, ma quasi dolendomi e dicendo che so che V. Ex.tia sta in tanta angonia ch'io hormai gli ho troppa compassione. [5] S. S.tà mi ha replicato che per amor di Dio, scriva a V. Ex.tia che la stia di bona voglia, e che la stia sicura che presto presto haveràssi la espeditione dil tutto, e con molte parole, ch'io che pur ho qualche pratticha de li andamenti di qua, non ne sto in dubbio alcuno.
[6] Questi tempi sono tanto belli che invitano Nostro S.re andar di fora, e S. S.tà li anderà. Et io spero che p.a ch'el si parta di Roma, haveremo la cosa conclusa, ciò è la espeditione. [7] Bisogna non perdere la patientia in questo poco de dilatione, la quale io supporto con gran fastidio, ricordandomi di quello che pò sentire V. Ex.tia, la quale supp.co che stia di bona voglia.
[8] El Governatore ha più volte esaminato quel preggione che è de quelli de monsegnorin Vesconte, e con tormento, sop.a quello che V. Ex.tia mi scrisse, e non trova cosa alcuna se non contra il Co. Federico da Gambara, ciò è ch'el pensava de fargli despiacere ma non viene ancor di questo a particularitate alcuna. [9] E questo preggione non è quello che V. Ex.tia mi scrisse, ma ha un altro nome: et il Governator mi dice ch'el non li pare homo che habbia tal spirito che se gli potesse comunicare una simil cosa, ma è più presto un esequtore da far quello che li fosse comandato.
[10] Io ho presentito un ritratto di V. Ex.tia fatto per man di Raphaello esser qui in Roma. Et perché è in mano d'un servitore del R.mo Colonna, ho fatto instantia di volerlo comprare, ma collui non lo darebbe per cosa del mondo. [11] Ho fatto che è pervenuto a notitia del prefato Car.le e dìttoli io che V. Ex.tia sapea che questo ritratto era in Roma e che per lettere m'havea dato comissione ch'io lo cerchassi per tutto, e non lo lassassi per denari; di modo che credo ch'el Car.le lo torà e ne farà un presente a V. Ex.tia. [12] Io gli ho adoperato un mezzo, il quale, quando il ritratto si serà hauto, meriterà esso ancor ottenere un'altra gracietta da V. Ex.tia la quale io gli dirò poi. Fu fatto quando quella andava al Concilio con la S.ta mem. di PP. Iulio, et è armato.
[13] La condotta di V. Ex.tia col papa, si tiene qui in Roma, et in pallazzo, per la più parte: però un camerero de li più intimi del papa, che è il Contino da S. Bonifacio, mi ha pregato ch'io lo raco.di molto a V. Ex.tia e la supp.chi che la se degni pigliare a servitij suoi, un suo fratello, che si adimanda il Co. Sylvio, giovane de XXIIJ anni, e dispositissimo alle arme. [14] E volea farmi pregare di q.to a Monsig.r R.mo Cybò, e farmene ancor parlare al pp. Io gli ho detto che non bisogna, e succedendo la cosa, penso che V. Ex.tia harà caro il compiacerlo, attento che sempre la ha amata la casa sua. [15] Quella se dignarà avisarmi quello ‹che› la vole ch'io li responda. Certo è che sono gentilhomini da bene, e sempre stati servitori de la casa affecionatissimi, e li gentilhomini in somma sono quelli che serveno bene, et honorano li patroni.
[16] Ancor ch'io scrivessi l'altro giorno a V. Ex.tia mandarli una lettera al Governatore di Bologna, non la mandai: e la causa fu, ch'el secretario de monsig.r R.mo de' Medici me la havea promissa, e dipoi non me la diede, e dissemi haverla mandata pur al detto Governatore per altra via. Et io fui così smemorato che non mi racordai scriverlo a V. Ex.tia. [17] Alcuni amici de M. Gioh. Ludo. iudicano che la meglio cosa che si potesse fare, poi che questo Ghislero è così strano, fosse il fargli consignare tanti de li beni de M. Gio. Lud. poi che sono feudali, et esso bisognerebbe vendere in capo del anno per li statuti di Mantua, e così non se ne troverebbe bene.
Altro non mi occorre, se non che a V. Ex.tia basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, al p.o del MDXXJ
De V. Ex.tia
Fidel Servo
B. Castiglione ||

[18] Scrivo questo post. a V. Ex.tia acciò che la possa mostrarlo a chi li piace, e poi strazzarlo. Da M. Ptole. è nato che a Mantua se fa gran guardia perché non si scriva in qua, o per vedere tutte le lettere che vengono: e questo è penetrato a più d'uno. [19] Se V. Ex.tia vole ritrovare qualche cosa, bisognerebbe usar gran destrezza, per non malvezzare come li ucelli.
[20] M. Pietro Arding. mi ha detto che M. Pto. li ha mostrato una parte de una lettera sua hauta da Mantua, la quale dice che era su una polliza perché M. Pt. dicea haverla diszifrata, che dice così: "M. Hieronimo ha parlato allo Ill.mo S.r nostro, il quale ingenuamente confessa esser molto obligato a M. P. Ardingh., e recognosceràllo: e già li ha dato, et per adesso lo ha aquetato con molto minor cosa che non è quella che voi voreste ch'el li desse". [21] Queste sono le parole. Questo bon M. Ptol. vorrebbe che V. Ex.tia li fosse molto obligata, e però va dicendo a chi pensa che ge lo habbia a credere, che lui è causa che questa cosa succeda e ne sa quello ch'el va odorando come braccho di fora via. [22] E perch'el imagina che M. P.tro debba havere qualche cosa da V. Ex.tia, vorrebbe ancor ch'el credesse che lui fosse stato causa de fargela havere, e però gli ha mostrato questa cosa, per testimonio d'haver fatto questo bon officio per lui.
[23] M. P. mi ha detto esser contento ch'io scriva il tutto a V. Ex.tia, ma mi ha molto astretto ch'io ge lo scriva di modo che quella non pigli maggior sdegno contra M. Ptol. di quello che la s'habbia perché lui non vorrebbe esser causa di questo; et ancor supp.ca V. Ex.tia che faccia di modo che M. Ptol. non risappia lui havermi referto questa cosa. [24] E credo che li sia stato un poco discaro, quello vocabulo de dir "haverlo acquetato", perché in vero S.r mio lui sempre ha servito, né mai mi fece segno di particular alcuno, se non che V. Ex.tia l'havesse per servitore, e che sapea che era usanza de la casa sua de riconoscere et haver chari li soi servitori.
[25] La risposta che mi dice M. P. havergli fatta, è questa: che lo ringratia d'haver fatto questo officio, perché pensa che lo habbi fatto credendo fargli piacere, ma che non lo faci più, perché serebbe al contrario, e che lui si pensa di esser satisfattissimo d'ogni faticha ch'el habbi fatta, e sia per far per V. Ex.tia, havendo la gratia sua, e tai cose. [26] Se a quella paresse mo', crederei ch'el fosse bene non fare demostratione alcuna per la quale M. Pto. potesse credere che M. P. m'havesse fatto intendere questa cosa, perché troncharebbe la strada de intenderne de l'altre, et a M. P. rincrescerebbe. [27] Oltra questo, se a V. Ex.tia paresse, non serebbe male che la scrivesse una lettera a M. P. dicendogli haver inteso questa cosa da me, e che per suo rispetto è contenta de non farne altra demostratione, perch'io così da sua parte li ho supp.cato, ma che lui non ha bisogno appresso di quella de intercessore alcuno, e molto meno de M. Ptol. che di alcuno altro. [28] E dirli una parola de la sua natura, e che le cortesie che V. Ex.tia li farà, seranno mosse dal suo proprio animo che reconosce le obligationi, e non da intercessioni d'alcun altro. [29] E di quella parola d'haverlo acquetato, io credo che V. Ex.tia non l'habbia detta, e però la si pò negare, ma non negare d'haver detto qualche parola per la quale si potesse imaginare, che la li havesse dato qualche cosa, ma solamente per segno d'amore, e non per premio. [30] Agiongendovi parole amorevoli come V. Ex.tia saprà fare, perché chi negasse il tutto parrebbe strano, come lui lo havesse potuto indovinare.
[31] A quella di novo baso le mani et in bona gratia mi raco.do. El medemo Servitor di V. Ex.tia

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Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio, il S.or Marchese di Mantua etc.


Missiva autografa. New York (Stati Uniti), Pierpont Morgan Library, Literary and Historical Manuscripts [??].