476. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga Castiglione, Aloisia

Roma (RM), 29 dicembre 1520

Mag.ca Mad. mia matre honor. [1] Perché da la corte mi vien fatto instantia de mandare questo mulatero, l'ho caricho de alchune cose mie, per esser poi manco impizzato, quando io virò a Mantua. [2] Desidero sommamente intendere che le siano gionte a salvamento, però V. S. subito che le seranno gionte me lo avisi, e facciale aprire, e mettere in loco dove non siano vedute da persona, e non se affumino. El loco seria bono el studietto di V. S.
[3] Vi serà un quadro d'una nostra Donna de man di Raphaello, una testa d'un villano, et una figuretta anticha di marmo, che sono cose che mi sono char.me. E come ho detto, V. S. di gratia non le lassi vedere a persona. Non scrivo altro, perché questo messo credo virà tardi. Serràvi ancor un fardelletto de la D.ssa vidua.
A V. S. mi raco.do.
In Roma, alli XXIX de X.bre MDXX.
Quello fardelletto V. S. lo mandi alla D.ssa.
De V. S.
Ob. Fi.
B. Castiglione ||

Alla molto Mag.ca Mad.ma mia Matre honor. M.a Aluysa ‹Gonzaga› da Castiglione. In Mantua


Missiva autografa. Bergamo (BG), Biblioteca Civica Angelo Mai, 67 R. 5.