474. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 29 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.r et Patrone. [1] L'ultima mia lettera a Vostra Ex. è di XXIJ del presente, dal qual tempo in qua non mi è occorso cosa da scrivere, perché non mi è parso bene importunare il pp. circa la expeditione del negotio per essere questi dì solemni, nelli quali io non ho fatto altro che lassarmi vedere a S. S.tità. [2] Non restarò mo' di sollicitare secondo che mi parerà il bisogno fin tanto che ne vediamo el fine. Io non ho lettere da Vostra Ex. molti dì sono; piaceriami molto haver la resposta di quella ch'io scrissi per il compadratico di m. Pietro Ardinghelli perché sua moglie sta di giorno in giorno per parturire.
[3] Vigo da Campo S. Piero è venuto in q.ta terra et hami trovato a caso in una Chiesa e fattomi motto, et condolutosi meco, di mei affanni. [4] Dippoi intròmmi in uno proposito di dirmi, che vostra ex. a Padua gli havea fatto molto bona cera, ma che lui se conosceva, haver usato una discortesia qual è che quella gli scrisse una lettera, richiedendoli un suo cavallo, et che lui non lo mandò, e certe altre cose al parer mio non molto importanti. [5] La causa che l'habbia condutto, qui non la so. Molti estimano, ch'el pensi rasettare le cose sue con Vostra Ex. per mezzo del pp. Se in questo caso saperò quello che fare, non mancharò.
[6] Dolmi scrivere a Vostra Ex., et non gli avisare la expeditione. Pur per non lassarla, suspesa, ho voluto scriverli queste poche parole, acciò ch'ella sappia il tutto, alla quale basando le mani, in bona gratia mi rac.do. In Roma, alli XXIX di Decembre 1520.
[7] Le cose di Spagna vanno pur con gran tumulto, di modo che non se li conosce rimedio alchuno, che bon sia. [8] Il car.le di Libretto è morto. Il vescovato di Pamplona che era el suo è stato conferito nel car.le Cesarino, et altri vescovati e benefitij sono stati dispensati diversamente. Il vescovo di Baious, ne ha havuto una abbatia, de mille e cinquecento scudi.
[9] Havendo scritto in sino a qui, ho ricevute le lettere di V. Ex.tia de XXIJ delle quali una mi parla solamente de le cose, apertinenti a M. Gio. da Casale, l'altra è responsiva de le mie. [10] De M. Giohan, io non serei stato in sino a mo' a fare quelle opere che mi fossero state possibili, ma non ho mai hauto forza di trovare quello suo m. Achille de Muglio, ancor che infinitamente lo habbia fatto cerchare, né pur trovo homo che lo conosca. [11] Sì che parendo a V. Ex.tia, la pò fare ch'el si scriva a questo m. Achille che mi venga a parlare, o a me, dov'el habita, perché in pallazzo non pratticha lui; et io non mancherò di fare quanto V. Ex.tia mi comanda.
[12] Circa quanto V. Ex.tia mi avisa del Follenghino, io non ne stavo in dubbio niente, ma queste trammette sono fastidiose, benché me moveno poco, perché le conosco: certo è che pochi dì sono che questo Follenghino disse che V. Ex.tia havea detto a suo patre di lui, che non li dispiacea niente ch'el prattichasse con M. Ptolemeo, perché lei non li volea male, e tai baie, de le quali si deve fare quel fondamento che mertano. [13] Io non so imaginare da chi lui sia avisato, ma certo è che è avisatissimo, e lui se vanta molto di sapere ogni cosa, e se ne fa cavalliero; pur ancor dalle bande di qua comincia ad esser conosciuto.
[14] Io alli dì passati feci intendere a Nostro S.re quanto V. Ex.tia mi comise sop.a le cose de M. Virgilio Ghisleri con M. Zo. Ludovico Gonzaga. S. S.tà mostra haver desiderio che lui sia satisfatto, e con minor danno de M. Zo. Ludovico che si pò. [15] E per ult.o mi comis‹e› ch'io ne parlassi al R.mo Medici, al quale io feci intendere il tutto. S. S. R.ma scrive la qui alligata al Governatore di Bologna sop.a questa medesima intentione, ciò è acciò che el predicto Governatore se adopri in vedere che M. Virgilio se contenti del dovere. [16] V. Ex.tia potrà fare che un homo de quelli che maneggiano questa prattica per M. Gioha. Ludovico li porti la lettera, e veda a che se move il Governatore. Io non ho rifutato questo, perché M. Achille Boromeo, quale è qui, et ha lettere da M. Iulio sop.a questa materia, e mostra sapere lo intrinsecho de la cosa, me ne ha confortato.
[17] El R.mo Car.le Campeggio, il quale in vero per quanto io comprhendo, è molto affecionato, e deditissimo a V. Ex.tia, mi ha pregato molto instantemente ch'io racomandi a V. Ex.tia Vincentio Scalona suo cugino, per alcuno suo debito del qual pare che li sia fatto instantia da la Camera di quella. [18] Et hammi detto fra l'altre cose che V. Ex.tia come prudent.ma pò considerare ch'el patre del prefato Vicentio, non accrebbe tanto le sue facultati, che si possa credere ch'el fosse infidele ministro de le cose del S.r vostro patre (de felice memoria) et ancor che la lunghezza del tempo, porta seco grande escusatione. [19] Pur che oltre tutti questi rispetti, Sua S. R.ma ha tal servitù a V. Ex.tia che ancor per cunto suo merita ch'el si habbia qualche più rispetto ad un suo cugino; e che d'ogni piacere che quella li farà, lui ne sentirà immortale obligo.
[20] El S.r Giohanin de' Medici basa le mani di V. Ex.tia, e dice haver inteso che Vigo va dicendo esser venuto sotto le spalle sue a Roma, e che lui non lo conosce, né li parlo mai; e quando piaccia a V. Ex.tia che lui non li parlerà, né farà cosa alcuna ch'el possi pensare che li habbia a piacere.
[21] S.r mio Ill.mo so che V. Ex.tia va legendo questa lettera, et aspettando pur di pervenire al punto de intendere il negocio: a me non è parso queste tre feste sollicitare il papa de cosa alcuna. [22] Heri che fu venerdì non trovai tempo; questa mattina ho parlato a S. S.tà per la espeditione del denaro, che mi pare il tutto. Quella mi ha risposto che non bisogna esser sollicitato e che presto presto presto seranno li denari in punto. [23] Nostro S.r Dio mi conceda tanta gratia: che ancor ch'io sia certo V. Ex.tia stare in molta espettatione, certo è che la non sta in maggior di me. Non mi pare di parlare de le stanze finché io non ho dato de piglio alli denari, ma non sto in dubbio alcuno de non haverli e presto, s'el mondo non andasse tutto sotto sop.a.
A V. Ex.tia baso le mani et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XXIX de X.bre
De V. Ex.tia
Fidel Servo
B. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r et Patron mio, il S.r marchese di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 443-445.