469. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 15 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio. [1] Dapoi ch'io scrissi a V. Ex.tia per Moretto, cavallaro, non mi è occorso altra cosa da scrivere, se non che Nostro S.re giobba prox.a passata venne a Roma da la Magliana. [2] Io incontrai S. S.tà e fecemi ottima cera, et io venni con quella raggionando un poco sop.a il negocio nostro, dil quale non mancherò mo' di procurare la conclusione.
[3] M. Pietro Ardinghello nostro mi ha pregato ch'io scriva a V. Ex.tia che esso si tiene obligatissimo a servirla finché la vita li dura; pur è ancor contento di cerchare tutte le vie per obligarsegli sempre più. [4] Però la supp.ca che la se degni esser contenta che in nome suo gli sia levato dal fonte del battismo un figliolo o figliola che sta per nascergli, perché essendogli V. Ex.tia compatre, li parerà haver più modo di servirla. [5] Perché se la li fa questo favore, niuno harà da maravigliarse ch'el si scopra in ogni cosa affecionatissimo servitor di quella, e Nostro S.re li cometterà più sicurmente tutto quello che apertenerà a V. Ex.tia. E così esso spera haver ogni dì occasione di servirla. [6] Piacendo a quella di farlo (il che io credo che sia benissimo) la potrà scrivermi per le prime, perché sua moglie sta in nove mesi: alla quale credo che serà conveniente che V. Ex.tia faccia un qualche presente, che così si fa qui alle comatri.
[7] M. Pietro mi ha ancor detto che M. Ptolemeo molte volte è stato da lui, e ricerchatolo come passano queste cose del capitaniato di V. Ex.tia, dicendo sempre ben di lei, e mostrando haver gran speranza che se succedeno, lui debba esser reintegrato ne la gratia soa; e vorrebbe usare esso M. P. col papa. E lui premonito da me se ne va ritrahendo. [8] Pur in ult.o gli ha detto che gli basta l'animo di fare ch'el papa cometterà a M. P. che cometta a me per parte di S. S.tà che lo racomandi a V. Ex.tia. E qui gli ha offerto denari e mille altre cose. M. P. gli ha risposto s'el pp. gli comanda cosa alcuna, che lui non mancherà de ubidirlo.
[9] Appresso, pur hoggi, gli ha detto che in questa terra è un giovane che fu allevo, e l'anima del S.r vostro patre (felice memoria) il quale se adimanda M. Folenghino (che così lo nominò lui) e che questo è venuto in Roma per aconciarse con qualche S.re ecclesiastico, e che V. Ex.tia li ha dato comissione che li scriva de le nove da Roma, e max.e de tutto quello ch'el intende, apertinente al negocio del capitaneato de V. Ex.tia. [10] E che se questo M. Folenghino gli viene a parlare, el sia contento de dirgli qualche cosa, e specialmente fargli bon testimonio come esso M. Ptolem. ha sempre detto bene di V. Ex.tia, et se è laudato di lei, con tutti quelli ch'el ha parlato. [11] Così se partì, e subito partito, gionse el prefato M. Folengino et andò a parlare a M. P., mandato senza dubbio da M. Ptole. e quasi in quel punto fui io ancor da M. Petro: el quale lassato M. Follenghino, venne giù, per non lassarmi scavalchare, e dissemi tutta questa historia, ch'io la scrivessi a V. Ex.tia, e che in questo, et in tutte le cose che seranno de interesse di quella, sempre me lo farà intendere, acciò che io ge lo possa avisare. [12] S'el Folenghino scriverà a V. Ex.tia, o ad altri, quella potrà sapere dove viene la cosa.
[13] M. Ptole. dice molte baie a tutti quelli che esso pensa che ge le habbiano a credere, e max.e che V. Ex.tia lo ama mirabilmente, e che lui è stato quello che ha mosso la mente del papa a pensar de farla Cap.no de la chiesa, e tal cose che fanno poi ridere quelli che lo conoschono. [14] Ben è vero che non si fa cosa a Mantua, che lui non ne sia avisato: chi faccia questo, non lo so, ma lui molto se ne serve. Io non voglio iudichar mal d'alcuno non lo sapendo certo: se lo sapessi, lo direi.
[15] Havendo scritto insin qui, ho riparlato a M. P. el quale mi dice ch'el raggionamento del Folenghino se risolse in q.to: che essendo servitor de V. Ex.tia, era molto obligato al detto M. P. per li boni officij ch'el intendeva da M. Ptole. che lui havea fatti, circa q.to capitaniato, e che lo scriveria a V. Ex.tia; e qui se gli offerse molto. [16] M. P. lo ringratiò, e così diede fine. M. P. pensa ch'el habbia da scrivere qualche zanza, e se altre volte, o M. Ptole. o il Follenghino gli parleranno, me lo farà sempre risapere; ma non vorrebbe già che né l'uno né l'altro lo intendesse, né serebbe bene, perché se guardariano de parlargli più.
A V. Ex.tia baso le mani et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XV de X.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Fidel Servo
Bal. Castiglione ||

[18] Tornando il PP. da la Magliana, quello ch'io gli dissi, fu questo che per ubidire Sua S.tà non havevo parlato di quello che si era fatto con persona del mondo, né ancho con Monsig.r R.mo de' Medici, e che parendo a quella ge ne direi. [19] Mi rispose che Monsig.r sapea ben l'animo suo, e che lui gli volea dire quello che si era fatto, e ch'io lassassi pur fare a lui. [20] Gli dissi ch'el animo mi rimordeva un poco perché pareami disubidire a V. Ex.tia, la quale m'havea comandato che circa li progressi di questa pratticha comunichassi ogni cosa con Sua S. R.ma, e secundo il suo parere, e comandamento mi governassi in tutto, e non uscisse per niente di questo termine. [21] Mi rispose per due o tre volte: "E' gli è ben fatto e ce piace molto, ma per hora lassate pur fare a me", et acennòmi che la cosa dispiace a' spagnoli, li quali sono entrati in qualche ombra, vedendo che Sua S.tà entra in questa spesa, senza evidente bisogno, e dubitano di qualche cosa nascosa.
[22] Io aspetto con devotione la polliza sottoscritta da V. Ex.tia; fra tanto procurerò per li denari. Ne l'altra mia mi scordai scrivere che la condotta di V. Ex.tia comincia al p.o de Genaro, che così piacque al PP. per essere principio de anno, e già tanto vicino.
[23] Baso le mani di quella, et in gratia mi raco.do. El medesimo Servitor


Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore e Patron mio il S.or Marchese di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 432-434.