466. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 12 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.r e Patron mio. [1] Per dire in poche parole gran sustantia: V. Ex.tia è Capitaneo generale de la chiesa, fatto e stabilito, con li proprij capituli ch'io gli mandai alli dì passati. [2] E perché a Nostro S.re mette bene che V. Ex.tia tenga la cosa ancor un poco secreta, gli ho scritta quell'altra mia, acciò che la possi mostrare quell'altra a chi li piace, e questa a chi la deve. [3] L'ordine era dato de fare la cosa sabato prox.o passato, dì elletto da S. S.tà per honor de la gloriosa nostra Donna; pur per certe occupationi, e per haver un poco del combusto S. S.tà lo differì a heri, che fu marti: nel qual dì S. B.ne nacque. [4] Così mi comise che fossi alla Magliana, con M. P. Ardinghello, il quale si allegra e basa le mani di V. Ex.tia, come suo affecionato servitore, et ministro in questo negocio tanto opportuno e bono, quanto s'el fosse stato principalmente servitore di quella, e tanto, ch'io no 'l potrei dire. Così vi fossimo.
[5] Doppo disnare S. S.tà entrò in camera, dove M. P. et io soli lo aspettavamo, e fatto venire dui instrinsechi camereri, e fatto el segno de la Croce, e pregato Nostro S.r Dio che facesse ch'el tutto fosse a laude sua, fece stipulare il contratto da M. P. con le clausule che sono consuete, nel quale sono inserti li capituli de parola in parola. [6] E così S. S.tà giurò in verbo pontificis de osservare tutte le cose scritte, et il medemo fece giurare a me, in nome di V. Ex.tia per vigore del mio mandato.
[7] Nostro S.re mi disse che pigliava V. Ex.tia per figliolo, e più, se più poteva con speranza che la dovesse esserli amorevole et obediente. Io gli promisi che quella gli serebbe obedientissimo figliolo, e fidelissimo servo: e non solo per servirla, ma per adorarla doppo Dio, e posponere tutte le cose del mondo, per far quello che la conoscerà esser mente di S. B.ne.
[8] E veramente S.r mio V. Ex.tia gli ha grand.mo obligo, che niun contrasto ha mai potuto movere la mente di S. B.ne e sempre ha mostrato credere compitamente a tutte le parole che li sono state dette per testimonio de la servitù di V. Ex.tia. [9] Però son certo che la si porterà di modo, che né Sua B.ne se pentirà mai havergli data questa così gran dignitate, in questa età, né quelli che l'hanno biasmata potranno avantarsi d'haver hauto bon iudicio.
[10] Hora S.r mio el denaro se mette ad ordine, e presto vi serà. Fra tanto la polliza ch'io ho mandata a V. Ex.tia venirà, sottoscritta, perché questa non è stata al proposito, per non haver la data. [11] Il che è stata colpa mia, et ancor de M. P. Pur, ancor che fosse stata bene, non l'harei data, né la darò, finché non ho li denari, né ho detto al papa d'haverla. Con li denari manderò a V. Ex.tia el contratto autenticho, e dimanderò licentia a Nostro S.re de publicarla. [12] Fra tanto, quella di gratia la tenga secreta, acciò che non paresse al papa che se facesse poco cunto de li soi comandamenti, o vero che noi non sapessimo, anchor che volessimo, esser secreti.
[13] V. Ex.tia harà da far la rissegna di queste genti fra tre mesi: risegna dico, non mostra, et haverà da rettificare infra un mese quello ch'io in nome suo ho fatto. La forma di questa rettificatione, ge la manderò io di qua: che non è altro che un confirmare li capituli, e tutto questo rassettaremo M. P. et io. [14] Parmi che V. Ex.tia debba scrivere una lettera de sua mano a Nostro S.re dicendo havere inteso da me come Sua S.tà tanto liberamente si è dignata concludere questo negocio, e che ha solamente un despiacere nel animo, che è, il parergli non haver tanto al mondo, mettendo in cunto el stato, la robba gli amici parenti, e la persona che basti a paghare questo obligo verso S. S.tà con qualche altre parole che la saprà, ma non troppo lunghe. [15] E V. Ex.tia non scriva a Monsig.r R.mo de' Medici, fin che io non gli aviso altro, benché però è meglio che la gli scriva, et io gli darò la lettera quando mi parerà tempo. [16] Di quello che V. Ex.tia mi scrive in zifra, S.r mio son cose secondo me vane e buse: e piacesse a Dio che quello povero S.re fosse in termine che bisognassero X.m svizeri per reprimere quelli che lo favorissero. [17] Ma q.ti S.ri fran.si lo ruinorno col metterli di queste medesime diffidentie per metter poi il papa in necessità de servirsi di loro, e venderli più charo che pottevano quello che essi haveano comparato a bono merchato. [18] Et hor vanno a questa via, che se danno in praeda al pp. e Dio voglia che non gli offerischano Ferrara: che q.to è ancor iudicio de molti homini da bene, e mostrano d'esserne così teneri. [19] E V. Ex.tia sappia ch'el PP. non farà mai quella impresa, salvo se non li venisse forsi occasione di rubarla, o che francesi non ge la diano; e questa è più periculosa. Ma io ho speranza che ancor V. Ex.tia aconciarà le cose di Ferrara e forsi d'Urbino: e Nostro S.r Dio lo voglia.
Altro non dirò. Baso le mani de V. Ex.tia et in bona gratia humilmente mi raco.do, supplicandola molte volte a tenere questa cosa secreta per un poco, che poi a campane, e fochi la faremo sentire in sino a Calichutti.
In Roma, alli XIJ de X.bre MDXX.
L'humil Servo di V. Ex.tia
che comincia a respirare.
B. Castiglione ||

Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 430-431.