465. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 12 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Dominica prox.a passata, alle 7 hore di notte hebbi le lettere di V. Ex.tia di vij del presente insieme con tutto quello che la mi scrive, il che fu assai a proposito. [2] E perché io ho estrema compassione a V. Ex.tia del fastidio che è forza che la piglia di questa tarditate, ho voluto consolarla un poco, il che desidero far sempre: e però li spazzo Moretto cavallaro a posta, certificandola che (se a parole de pontifice si pò credere), la conclusione del negocio non pò andare molto alla lunga. [3] E così la sup.co a non voler pensare a fastidio alcuno in questo caso, perché più presto che la non pensa, gli virà quello che la desidera.
[4] Nostro S.re da natura sua è un poco tardo, dipoi le occasioni di tempo portano seco gran dubietati. Pur Sua S.tà facendoli io instantia, e supplicandogli per parte di V. Ex.tia, mi ha promesso indubitata conclusione al sì, e comandatomi ch'io ge lo scriva, e li dica da parte sua che la stij di bona voglia, e che presto la vederà l'effetto di questa promessa, cosa che insino a mo' non mi ha mai detta così chiaramente. [5] E S. S.tate è risoluta de far tutta la spesa voluntieri, e non solamente dar questo grado a V. Ex.tia ma accettarlo per figliolo. Queste parole formali li scrivo per parte di Sua B.ne. Non cessarò de sollicitare il resto, e confìdomi mandarne la conclusione presto.
[6] Nostro S.r andò dominica alla Magliana, e staràvi fin giobba. Io vi fui heri mattina, et ho hauti li ragionamenti con S. S.tà che la ha inteso.
[7] Per quanto se intende, le cose di Spagna se vanno rassettando, di modo che non si estima ch'el Imperatore debba andare più in Spagna, ma va alla volta de Gormatia, come scrissi per altre mie, dove farà una dieta. Estimasi ben ch'el parentato suo con Portogallo succederà.
[8] De li svizari: la cosa sta com'io ho scritto a V. Ex.tia e non altrimenti, e quando la vederà che venghino, se Cesare non fosse in procinto de passare in Italia, la harà causa de maravigliarsi ch'io gli habbia scritto così. È bene che V. Ex.tia habbia avisi da ogni banda, pur al vero si vol credere, pur ch'el si conosca. [9] Le cose che negocia S. Marseau, non se intendeno ancor, perché se trattano secretissimamente, con R.mo Medici, S.r Alberto, Arcivescovo di Capoa, M. Giohan Matt.o li quali tutti sono più taciturni che li mutti. [10] Certo è che li francesi offeriscono al papa gran cose, et il S.r Alberto sta alegrissimo, e dice che li francesi adesso mostrano esser savij. Sop.a questo si fanno varij comenti.
[11] Altro non mi occorre dire a V. Ex.tia, se non che basandoli le mani, in bona gratia mi raco.do. In Roma, alli XIJ de X.bre MDXX.
[12] Io non scrivo li affanni ch'io ho aspettando questa conclusione, né quelli ch'io so che cerchano interrompere li nostri dissegni, perché spero che V. Ex.tia vincerà ogni contrasto, et io harò tanto contento, quanto hor fastidio. Di novo le baso le mani.
Le lettere de V. Ex.tia de IIIJ di questo ho ancor ricevute, alle quali non mi occorre dir altro se non che li baso le mani.
De V. Ex.tia
Fidel Servo
B. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio, il S.or marchese di Mantua etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 428-429.