463. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 8 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio. [1] Ho ricevuto per via delle poste di Bologna la lettera di Vostra Ex. di XXVIJ del passato, nella quale la mi commanda ch'io facci tutto quello che per me se può a benefitio dil M.co m. Giohanni da Casale, per alchune liti che lui ha in q.ta terra. [2] La qual cosa io non mancherò di fare, purché io sia advertito da q.to m.s Achylle suo agente, el qual insino a qui non ho potuto ritrovare, anchor che con ogni diligentia l'habbi fatto cerchare, perché io non sono avisato dove habiti, né trovo persona che lo conosca. Pur non restarò di farlo ricerchare di novo.
[3] Insieme con q.ta et nel med.mo plicho, ho havuto un'altra di Vostra Ex. di XXVIIJ nella quale la mostra maravigliarsi della mia tardità nel scrivere. Et perché sono avisato della ricevuta delle mie di XXIIIJ, non dirò altro circa q.to perché in esse Vostra Ex. haverà veduto la causa di q.ta mia tardità. [4] Vero è Ill.mo S.or mio, che o sia per difetto di natura, o di iuditio, io mi diletto poco di scriver fabule, o cose che non siano de qualche importantia, stando massimamente in continua aspectatione di scriverne di momento. [5] Et parmi che quando Vostra Ex. in q.to tempo vedesse mie lettere vane, et senza proposito, la dovesse haverne fastidio, stando come la sta suspesa. [6] Pur da qui inanti mi sforzerò essere un poco più copioso, ma V. Ex. sappia che qui non sono stati avisi di momento alchuno. Et quelli che hanno lettere da Roma, credo che poche cose possino dire vere.
[7] Vostra Ex. harà a quest'hora havuto un'altra mia del ultimo dil passato, et dippoi Giohan Maria cavallaro, però non repplicharò cosa alchuna delle dette in quelle.
[8] Andai subito a piedi di N. S.re et feci intendere a Sua B.ne quanto Vostra Ex. desiderava la pace, tra li Ill. S.ori Guron da Este, e S.or Sigismondo Malatesta, e li respetti rasonevoli che a ciò la moveano. [9] N. S.re mostrò desiderar molto el med.mo et dissemi che già havea fatto ciò che poteva in q.to caso, et che lo faria anchor di novo, sapendo che V. Ex. lo desiderava: et q.to con molte et amorevoli parole.
[10] Circa la cosa di quel prigione, ho fatto dar commissione al Governatore, el quale son certo che servirà optimamente et fidelmente.
[11] Della espeditione di m.ro Hyeronimo Gabloneta per anchor non ho potuto fare altro, perché q.to povero S.ore Car.le di S.ti Quattro è tanto opresso dalli negotij che non può respirare; pur siamo al securo havendo la mente del pp.
[12] Ho dippoi hyersera ricevuto altre lettere di Vostra Ex., una di XXVIIIJ del passato, l'altra dil secondo di q.to: non mancherò di fare intendere a N. S.re quanto vostra ex. mi commanda dil mandare a tòrre la investitura dil stato da Cesare, et così operarò quanto serà in poter mio circa la cosa del M.co m. Giovanl.co da Gonz.a. [13] Altro non mi occorre che scrivere a Vostra Ex., se non che le cose qui alla corte passano al consueto. Per anchor non se intende resolutione, né particulare alch.o delle cose proposte da S. Marseo, et il Cath.co fa ogni cosa aciò che il pp. sia suo.
[14] Mercore proximo passato che fu alli V dil presente, la S.ra D.ssa di Milano se partì di Roma per Napoli. Nostro S.ore l'ha molto accarezzata, et honorata, con molte visitationi de car.li, e la sera p.a che se partisse, Sua S.tità gli diede una cena molto sumptuosa, e piacevole, con varie musiche, e feste, e giochi; dippoi la presentò, di modo che Sua Ex. si è partita molto satisfacta. [15] Io l'accompagnai un pezzo verso Marino, et nel partire mi commise, ch'io molto la raccomandassi a V. Ex. Il med.mo il S.or Prospero, el quale quel giorno venne incontro alla p.ta S.ra D.ssa insino apresso a Roma. Sua S.ria molto mostra desiderare che q.ta cosa che se tracta per Vostra Ex., habbia bono effetto, et io credo che sia vero.
Et a quella basando le mani, in bona gratia mi rac.do.
In Roma, alli VIIJ di X.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

[17] Quando io mandai a V. Ex.tia la pollizza per Giohan M.a da sottoscrivere la mostrai a M. P. Arding., et a.llui parve che la stesse cusì. Dipoi a me è venuto a memoria che in quella non è lassato el spacio de mettere la data, sottoscrivendosi V. Ex.tia come io gli avisai. [18] Però mi è parso rescriverla un'altra volta, e rimandargela: però quella se dignerà sottoscrivere questa ancor, e farli mettere el sigillo, e rimandarmela subito acciò che se ne l'altra mi si facesse difficultate, questa supplisca.
[19] Altro non dirò se non che a V. Ex.tia di novo basando le mani, in bona gratia mi raco.do, con bona speranza de bene terminare il negocio, e presto. E quella mi rimandi subito questa sottoscritta. ??El medemo
[20] Fidel Servo de V. Ex.tia??


Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.or Marchese de Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 425-427.