461. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 3 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Perché io sono cert.mo che V. Ex.tia sta con grand.mo fastidio, aspettando la conclusione del negocio che si tratta, havendo qui dui cavallari, ho voluto spazzargene uno, acciò che talhor, la non se attristasse per questa dilatione, e pensasse ch'el animo di Nostro S.re fosse mutato, che per quanto si pò comprhendere sta in ferma deliberatione de concludere. [2] E la difficultà de la spesa, per non volere contribuir el X.mo spero che serà in tutto rimossa, perché Nostro S.re si trova assai bene a denari, ma per ancor non se è potuto stringere la cosa, atteso che S. S.tà venne non heri l'altro.
[3] Heri fu messa, e stettevi la S.ra D.ssa de Milano, e medesimamente hoggi. Monsig.r R.mo de' Medici mi ha promisso parlare caldissimamente, e trharre presto a fine il tutto. [4] Io con S. S. R.ma ho usato, et uso quelli termini che mi pare che possino giovare alla materia, e parmi che venga voluntieri, e di bone gambe: sì che V. Ex.tia sia sicura che se monsig.r R.mo de' Medici viene come credo certo sinceramente, la cosa non pò se non haver bon fine, e presto.
[5] Circa la cosa di quello priggione, io farò ch'el Governatore, il quale è homo terribile, e molto servitor de V. Ex.tia, lo examinarà, e Nostro S.re farà ch'el me referischa il tutto, poi che quella ha rispetto ch'io me li ritrovi: che in vero io non saprei in man di cui metterlo più al proposito.
[6] Monsig.r l'archidiacono ha hauto nova che monsig.r Ruffino suo cio, è morto, et ha lassato M.ro Hieronimo suo herede universale, e mostra haverne singulare piacere. [7] Pur io non restarò de far espedire la cosa, e secretamente, mo' che il papa è venuto: perché monsig.r R.mo S.ti Quattro se è andato intertenendo fin adesso, perché la cosa merita compositione e dove vanno denari, difficilmente se ne pò uscire netto. Pur io so certo ch'el papa donarà la compositione, e basta haver la mente di Sua S.tà.
[8] La S.ra D.ssa partirà mercori prox.o che viene per Napoli. Dimani el papa gli dà cena; Sua S.tà l'ha molto honorata. [9] Qui si era levata una novella ch'el papa havea condotti sei milia svizzeri, che già erano in camino. E perché questa voce forsi è penetrata ancor di là, V. Ex.tia sappia che non ne è niente, ma dui mesi sono il papa, fece racordare a sui svizzeri l'obligo che hanno con Sua S.tà per li patti vecchi, stabiliti tra loro, e li fece paghare certi denari che avanzavano, e promettere se gli bisognava, che veniriano a servir S. S.tà. E questo era per la passata de Cesare in Italia. Essi risposero promptamente che sì: e de qui, è nata questa fama.
[10] Qui non se intendano nove, se non che se raggiona de la venuta in Italia de X.mo, e questi spagnoli, essi ancor bravano del venire ognimodo de Cesare.
[11] V. Ex.tia ha de' servitori assai, e penso pur che la habbia de li avisi di fora via. Serebbe forsi bene che quella mi avisasse di quelle cose che la intende e che la pensa ch'el papa potesse haver charo di sapere, perché Sua S.tà si diletta molto de intendere diverse cose, et a me molte volte serebbe un adito de intrare in raggionamento, e cavare de quello che non so per avisarlo a V. Ex.tia.
Alla quale basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli IIJ de X.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Fidel Servo
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.ore et patron mio, il S.or Marchese de Mantoa etc.


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 422-423.