460. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 3 dicembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Nostro S.re venne sabbato, che fu il p.o del mese. Dominica fu messa, e dopo desinare la S.ra D.ssa Isabella stette con Sua S.tà per bon spacio, havendogli basato il pede con molta cerimonia. Hoggi vi è stata ancor in audientia secreta.
[2] M. Pietro et io havevamo ordinato di cominciare dimattina a ricercare la conclusione del negocio, la quale pare che hormai poco si possa alungare. [3] Pur M. Pietro questa mattina ha hauto occasione di parlarne, e con destro modo vi è entrato, e secondo ch'el mi referisse, trova il papa optimamente disposto, et in opinione ferma di voler concludere senza dilatione. [4] Di modo che mi ha consolato assai, perché in vero io son stato cinque o sei dì con molto fastidio, per havere presenti certi movimenti sop.a questo negocio, non al proposito nostro, come poi farò intendere a V. Ex.tia una volta a boccha, alli quali se sono presi quelli rimedij che è parso che siano al proposito, il che seria lungo a scrivere.
[5] Il papa ha mostrato desiderio che quella polliza secreta, che ha da stare presso di Sua S.tà, sia qui, e perché io spero che la cosa s'habbia a terminar presto, ho deliberato mandare Giohan M.a cavallaro, acciò che né anco per questo si possa pigliar scusa alcuna de differire: perché, hauta questa, dal canto nostro havemo satisfatto al tutto. [6] Però màndola qui inclusa, scritta de mia mano, copiata de parola in parola da l'altra ch'io mandai a V. Ex.tia, et hora è presso di me. Quella non haverà, se non a sottoscriverla di sua mano, e farli mettere il suo sigillo e rimandarmela di subito, perché io non resterò fra tanto far il resto. [7] V. Ex.tia nel sottoscritto faccia: "Ita est: Ego Federicus de Gonzaga, Marchio Mantuae etc. manu propria". Questo non dico perché pensi che V. Ex.tia non debba haver lì, chi la possa e sappia avertir meglio di me in ogni cosa, ma havendo questa pollizza ad esser secreta, quella forsi vorrà communicarla con pochi, e poi M. P. Ardinghello mi ha detto ch'el vorrebbe che stesse così, e la sottoscrittione sia vicina al fine del altra scrittura, dove sono quelli punti. [8] Altro non dirò per questa, se non che V. Ex.tia, me rimandi presto questa pollizza firmata, ch'io mi struggo, e despero, e parmi esser nel inferno con questo tanto aspettare: che Dio mi liberi di questo affanno. Scrivo un'altra lettera a V. Ex.tia, acciò che la possi mostrarla a chi li pare, e tenere questa secreta a chi li pare.
A V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli IIJ de X.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio, il S.or Marchese di Mantoa


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 420-421.