456. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 24 novembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re et Patron mio. [1] Per le mie di XIi avisai Vostra Ex. come io me ne andavo alla corte per fare intendere a N. S.re la resolutione di quella, havuta la notte inanti per le lettere portatemi da Moretto cavallaro. [2] E così feci, e trovato S. S.tità a Corneto me sforzai de notificarli di novo el desiderio di V. Ex., et el remectere in mano di quella tutto el modo della conclusione del negotio, la qual cosa tanto da V. Ex. è aspettata et desiderata.
[3] N. S.ore mostrò haverne singulare piacere, e dissemi molte bone parole sopra questo, mostrando sempre volere in ogni modo dare expeditione alla cosa. [4] Dippoi me soggionse haver havuto aviso dalli suoi nuntij de Franza che l'homo di V. Ex. era espedito dalla corte et rapportava quanto haveva ricercato. E per questo sperava che la cosa se potrebbe fare publicamente: ma fosse come si voleva, che in ogni modo non si mancherebbe de terminarla.
[5] La notte sequente me venne una staffetta di Vostra Ex.tia, mandata dal Bugatto insino a Roma, et da Franc.o Galerate da Roma a Corneto con bonissima diligentia. [6] Le lettere erano di XII, dove V. Ex. me avisava la gionta di M. Statio a Mantua con la resolutione che se aspectava. Così subito fui a N. S.ore, e li feci intendere el tucto. S. S.tità l'hebbe char.mo, e dissemi che gionto ch'el fosse a Roma expedirebbe el tucto. [7] Vero è ch'io compresi che a S. S.tità rincrebbe un poco che questi francesi non volessero contribuire alla spesa, e se difficultate alchuna potesse dare qualche disturbo a questa cosa, nascerebbe de qui: pur spero che anchor questa romperemo, di modo che la non ce impedirà. [8] E subito che N. S.ore sia in Roma, ne vederemo el fine, et Vostra Ex. non dubiti che succedendo (come io spero) gli assignamenti per li denari se faranno di sorte che non se haranno a mendicare, perché così m'ha promisso S. S.tità.
[9] Mercore proximo passato, che fu alli XXI del presente, me deliberai venire verso Roma, atteso ch'el giorno sequente N. S.re era per partirsi, et venire a S.ta Severa, dove non è alloggiamento alchuno, e tanti cavalli sono con S. S.tità, che né in Corneto né in Civita, che pur sono terre capaci, era possibile aloggiare. [10] Così, essendomi già licentiato da N. S.re et essendo per montare a cavallo, hebbi un altro plico di lettere di Vostra Ex., de XIIJ del presente, sopra la cosa de m.ro Gironimo Gabloneta et de quell'altro presone, servitore di monsignorino Vesconte. [11] Tornai a N. S.re, et data la lettera a S. S.tità gli exposi quanto V. Ex. me commecte, et la feci advertita circa la secretezza, et honestando el desiderio di Vostra Ex.tia come meglio mi parve.
[12] N. S.re mi respose essere contentiss.o, e subito ordinò ch'el se scrivesse a Mons.re R.mo S.ti Quattro, e circa la cosa del preggione me disse che ordenarebbe subito che fosse in Roma, ch'el se interogasse con quel modo megliore che se potesse, e con tormenti, e per tucte le vie.
[13] Io gionsi non heri l'altro che fu giobbia alli XXIJ di questo in Roma. Heri fui a visitare el S.ore Alberto parendomi così in proposito, et havendo prima operato ch'el nostro M. Pietro Ardinghelli v'andasse, e così da sé gli facesse intendere come N. S.re era resolutiss.o di fare questa cosa, mectendoglila di tal modo che non vi fosse dubbio alchuno. [14] E così fece. Io fui con S. S.ria per buon spatio: dippoi pregòmmi ch'io fossi contento cavalchare seco, così, incognito un poco fuor di Roma; la qual cosa quasi ogni dì fa per questi bei tempi per far exercitio: e così feci. [15] Et per più de quattro hore andammo raggionando de diverse cose, tra le quali venemmo in proposito di questa conducta di Vostra Ex., sopra el che io gli dissi quello che mi parve in proposito. S. S.ria mostra essere molto affectionato e ser.re di Vostra Ex. [16] Io spero haver modo de intendere le opere che S. S.ria farà. Heri non poddi operare altro che questo: hoggi vederò de operare qualche cosa sopra el negotio de m.ro Gironimo, et havutone la expeditione subito la mandarò a Vostra Ex.
[17] Questa mattina ho ricevuto un altro plicho di lettere di quella, in resposta delle mie de XII, alle quali non mi occorre dire altro, se non che io instarò quanto più mi sarà possibile sopra el negotio principale, subito che N. S.ore sia gionto in Roma, il che penso che serà fra quattro giorni. [18] S. S.tità ha havuto tanto piacere delle caccie di quest'anno, quanto habbia havuto dippoi che è pp., perché li tempi sono stati bellissimi, et altro male non ci è stato che la incommodità delli alloggiamenti, perché con Mons.re R.mo de' Medici vennero più de trecento cavalli, et col pp. erano octo altri car.li et el S.or Renzo con cinquanta huomini d'arme, e quasi tutti gli altri S.ori Ursini.
[19] Nove di qua non se intendono, se non quelle che anchor a Vostra Ex. deveno essere note. Le cose di Spagna estimasi ogni modo che pigliaranno assetto, perché gli popoli hanno mandati amb.ri allo Imp.re a dimandare certe conditioni, le quali tutte si crede che Sua M.tà debbia admectere. [20] Li grandi de Spagna sono in discordia con gli populi, il che si crede che giovarà ad assettare questi tumulti. È stato oppinione de molti che fosse necess.rio che lo Imp.re tornasse in Spagna, se le cose di là s'haveano da acquetare: ma questi che sono imperiali, dicono che non andarà in Spagna, ma venirà in Italia, a questo bon tempo. [21] Tienesi anchor qui ch'el X.mo sia per venirli ognimodo, ma questo Vostra Ex. debbe sapere meglio di me per la venuta di m. Statio. [22] La S.ra D.ssa Isabella pur anchor è qui in Roma et aspettarà la venuta di N. S.ore el quale gli fa le spese, et la honora assai.
[23] Io gionto che fui in Corneto fece le raccomandationi di Vostra Ex. a Mons.re R.mo de' Medici, el quale la ringratia infinitamente, et con molte bone parole hami promesso voler fare per lei come per sé med.mo, havendoli io detto che V. Ex. è per riconoscere questo benefitio da lei, et per servire lei non meno che N. S.re.
Altro non mi occorre, se non che a Vostra Ex. basando le mani in buona gratia me racc.do.
In Roma, alli XXIIIJ de novembre MDXX.
Di V. Ex.tia
humil Servo
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S. et Patron mio, el S.ore Marchese de Mantua etc.


Missiva non autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 414-417.