455. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 12 novembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Hebbi per la via de le poste le lettere di V. Ex.tia del ult.o del passato, et con esse la copia de le ult.e de M. Statio: e spero che subito che Nostro S.re cominci a trattare con Franza, le cose se assettaranno, e così Dio lo voglia.
[2] Nostro S.re per ancor è fora, e staràvi (credo) per otto o diece dì. Io domattina me ne anderò a S. S.tà e faròlli intendere quanto V. Ex.tia mi commette circa le cose del S.r D.ca.
[3] Ho fatto intendere a Monsig.r R.mo Cibo quanto voluntieri V. Ex.tia è disposta de compiacerlo de quattro iumente: due corsere e due gianette. Sua S. R.ma ne ringratia quella infinitamente, e penso ch'el aspettarà che quella ge le mandi qui: sì che la potrà mo' in questo governarsi come li piace.
[4] Circa quanto V. Ex.tia mi scrive in zifra, penso che non li sia dubbio alcuno: ma questi S.ri francesi spesso dicono quello che vorrebbeno.
[5] Questa notte è gionto Moretto con le lettere di V. Ex.tia de IX de IX.bre, che sono state al proposito, et io le ho aspettate: né p.a che le havessi ho voluto andar fori a Nostro S.re. [6] Dimattina andròvi, e vederò stringere la cosa, e avisarò quello a che se risolverà Nostro S.re. Sono stato un poco sospeso di quello che V. Ex.tia mi scrive, et ancor alli dì passati mi scrisse, ciò è ch'io debba avertire nella dechiaratione de li capituli, perché vi sono alcune cose che non parrebbono con molto honore di V. Ex.tia. [7] Io gli ho riguardati, e pensati assai, né trovo cosa alcuna che non si potesse al parer mio mostrare a Franza e Spagna: pur V. Ex.tia se degni per le prime sue avertirmi chiaramente, che io andrò ben di modo ch'el vi serà sempre maniera de accomodare il tutto a tempo.
[8] Piacemi sommamente quanto V. Ex.tia mi dice voler fare nel maneggio di questa pratticha, e supp.cola a farlo, perché si farà ancor di qua. Troverò monsig.r R.mo Medici alla corte, al quale farò le racomendationi di V. Ex.tia più efficaci ch'io potrò.
[9] El povero Car.le de S.ta M.a in Portico alli IX del presente passò di questa vita con despiacere di questa cità e de la corte: Nostro S.r Dio li conceda requie.
[10] La S.ra D.ssa Isabella pentita de andar in Pollonia, se ne torna a Napoli, e non heri l'altro gionse in Roma, allogiata in casa de Cibò. Aspettarà il papa per basarli el piede.
Altro non mi occorre, se non che a V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XIJ de IX.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Fidel Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or e patron mio el S.or Marchese de Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 412-413.