454. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 4 novembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Dopo la ricevuta de le lettere di V. Ex.tia de XXIIJ del passato portate per Giohanm.a cavallaro, sono continuamente stato in aspettatione de haver qualche cosa da scrivere per non espedire al vento: ma la conditione de li tempi, fa andare la cosa nostra un poco tepidamente.
[2] Ancor ch'io scrivessi a V. Ex.tia per Moretto che Nostro S.re havea sommamente laudato el modo che la havea tenuto in prohibire el combattimento di quelli dui S.ri e che S. S.tà la ringratiava, dipoi la ritornata sua ancor me ne ha parlato con somma satisfatione, e dittomi ch'io scriva a V. Ex.tia che la ringratia, e li resta obligata di questa demostratione, e non pensi quella che M. Ptolemeo basti di dare impressione mala alcuna di lei a N. S., che già S. S.tà è tanto bene edificata di lei, che non ci è questo periculo.
[3] Con la lettera de V. Ex.tia de XXIIJ hebbi la copia de la lettera de M. Statio da la corte, la quale per dimentichanza era restata indrieto, e benché tal errore fosse mio fastidio, pur per la lettera di V. Ex.tia si potea assai comprhendere el bisogno, e la sustantia de la cosa: e tanto più che dui giorni p.a Nostro S. havea hauto lettere dalla corte in conformità: di modo che S. S.tà sapea la negativa del re. [4] Pur io non restai, de parlargli, e supplicarla a voler in questa cosa far quel rimedio che li parea oportuno, perché V. Ex.tia sotto le parole di S. S.tà era in questo travaglio, ma era ben sicura ancor de uscirne per meggio suo. [5] Mi rispose che non temesse, e che per modo alcuno non la lasserebbe in fastidio: anci deliberava exaltarla, e far quello che havea detto, ma che gli parea aspettar di vedere ciò che volea dire S. Marseau, e che li parlerebbe di sorte, ch'el si acorgerebbe che volea che questa cosa andasse inanti, e che li farebbe chiaro, che V. Ex.tia non havea mancato in cosa alcuna contra il re, con quelle efficaci raggioni che sono circa questa matteria. E replicòmi che V. Ex.tia non dubitasse.
[6] S. Marseau è stato due volte dal papa, ma non parlato de negocio alcuno, se non in generale, come è ch'el re li vole esser obedientissimo e far per S. S.tà ciò che si pò fare. [7] E questo procede, perché (come credo per altre mie haver scritto a V. Ex.tia) S. Marseau ha in comissione de comunichare ogni cosa col S.r Alberto, p.a ch'el parli col papa. [8] E però ha scritto al S.re Alberto instantissimamente ch'el venga, e fattoli ancor scrivere dal papa, onde esso, benché infirmo, e mal condicionato, si è posto in via, e viene. Il che mi dispiace: pur io mi credo haver disposto el papa di sorte, che non crederà se non quello che raggionevolmente deve credere.
[9] Ho fatto ch'el nostro M. P. Ardinghello, come da sé, ha parlato a S. Marseau, e tastatolo destramente che opinione ha circa el nostro negocio; insomma lo ha trovato non ben disposto, perché gli ha detto ch'el papa hor vol fare questa spesa for di proposito, e che V. Ex.tia è giovene, e senza esperientia, e dato solamente a' soi piaceri, e che Mantua non è però di tanta importantia come altri la stima, e che s'el Imperatore havesse da venire a Mantua, bisognerebbe p.a vincere el re, e venitiani: e molte altre raggioni assai fredde. [10] Alle quali M. P. ha risposto (secondo ch'el mi dice) oportunamente, e fattolo capace quanto utile sia per venire al re da questa cosa, s'ella succede: di modo che S. Marseau ha concluso che s'el papa vorà pur che la succeda, la succederà senza contradicione alcuna.
[11] Hora si aspetta la venuta di questo benedetto S.r Alberto, e subito venuto, se cominciarà a negociare. Ma perché io sto su la croce, e cum quella maggiore anxietà che possa star un homo, aspettando pur il fine di questa cosa (che se la andasse in sinistro, io serei disperato), non faccio altro mai che pensare qualche modo o via, per trharla a capo, e faccio molte cose che non scrivo a V. E. Ma in vero in tutte ho per compagno e bon consultore M. P. Ardinghello, che è instrumento attissimo, per esser savio, e de chi el papa sommamente confida, et affecionato servitore a V. Ex.tia.
[12] Hora el giorno de Ognisancti, dopo il vespero, andai a Nostro S.re, perché sape‹v›a ch'el dì de' morti volea andar fora come fece, e li dissi che molti dì erano ch'io non havevo scritto a V. Ex.tia, e che desideravo scrivergli qualche cosa che gli fosse grata, perché gli havevo grand.ma compassione, sapendo in quanto travaglio la stava aspettando il fine di questo suo desiderio. [13] Il quale pensavo che non fosse minore, né meno ardente de uno inamorato del p.o amore, perché V. Ex.tia non haveva per ancor posto amorevole servitù ad altro patrone che a S. S.tà, né havea d'altro ricevuto demostratione di essere amato, quanto da lui. [14] Però era certo che la sentiva estrema passione di questa tardità: onde io la supplicava che la se dignasse commettermi qualche cosa con la quale io potessi consolarla, come inamorato. [15] El papa rise un poco, e dissemi: che S. Marseau per ancor non li havea parlato, ma ch'io havevo inteso da M. P. tutto quello che ci era: pur ch'io scrivessi a V. Ex.tia che lui non era per mutarsi a petitione de persona del mondo del suo proposito, e che facendo questa, gli parea fare una s.ta cosa, e che tenea per fermo che V. Ex.tia lo servirebbe fidelmente e bene. [16] E che lui non haveva bisogno d'altro, e che sapeva che francesi facevano questa renitentia per suspetto in che erano entrati, e perché in questo loco vorrebbeno mettere uno de' suoi, che era monsig.r del Escu: dil che più volte gli haveano fatto instantia. Molte altre parole mi disse S. S.tà in questo proposito, et io risposi come mi parse oportuno.
[17] In ult.o gli dissi che forsi non serebbe male che S. S.tà stabilisse la cosa con V. Ex.tia, e se ne facesse il contratto, di modo che la non potesse esser disturbata da chi la vede mal voluntieri, e tenessesi secretissima, finché se havesse il consenso dil X.mo, che in ogni modo se haverà. [18] Nostro S.r desse a V. Ex.tia qualche denari per intertenere quelli homini da bene, a chi la ha dato speranza: et il tutto passasse senza saputa de persona del mondo, excetto che de M. P. Ardinghello, il quale farebbe lui el contratto, et io dal canto mio la tenerei secretissima, e so che V. Ex.tia farrebbe il medesimo.
[19] Il papa mi rispose: "Quando questo si facesse, bisognerebbe ben tenerla secreta, che se se publicasse, serebbe error peior priori, e questi francesi harebbeno giusta causa da dolersi di noi e del S.r Marchese. Ma noi dal canto nostro la teneressimo ben così secreta, che non ne harebbono notitia di qua". [20] Io gli replicai che V. Ex.tia farrebbe il medesimo. Il papa mi rispose: "Se voi credete che l'habbiano a tener secreta, scrivetegene, e se parrà che sia bene, noi faremo questo et ogni cosa che piacerà a S. Ex.tia". [21] Sì che S.r mio la cosa è in questo termino, piacendo a quella. Io mi confido ch'el papa debba farlo, e già parmi haver pensato de le raggioni assai da persuadergelo, per ch'el papa mi disse: "Come noi habbiamo la voluntà de S.r Marchese, consultaremo il modo, e faremo il meglio".
[22] A me pare che se la si pò tirare, che sia bonissima cosa, ma ben bisogna far prosuposto di tenerla secretissima, non solamente quando serà fatta, ma ancor adesso d'haver hauto questo aviso da me, che la sia per farsi. Aspettarò che V. Ex.tia mi avisi se li pare: et havendo el sì, la stringerò più presto che mi serà possibile.
[23] El papa andò el dì de' morti doppo disnare alla Magliana. Io acompagnai S. S.tà fin là. Heri andò a Palydoro, et èvi stato tutto hoggi. Dimani andrà a S.ta Severa, dipoi a Corneto e Civita. Io fra dui dì andrò drieto a S. S.tà per non abandonarlo, e mantenerlo in quella opinione che è, finché viene l'aviso de V. Ex.tia.
[24] Nostro S.re quello dì che partì, mi disse che M. Virgilio Ghislero molto l'havea supp.to che volesse racomandarlo a V. Ex.tia in quella sua causa, e che volea ch'io ge ne scrivesse, e ge lo racomandasse con ogni instantia, a raggione e iustitia però. [25] Io gli dissi che mi persuadevo che la cosa già fosse in bon termine, che se era trattato concordia, e quando quella manchasse, non mancharebbe la iustitia. El papa mi disse che da dui dì in qua, questo M. Virgilio gli havea fatto supplicare di questa cosa.
[26] M. Fabricio Pelegrino è gionto qui el dì de morte, e secondo ch'io intendo ha fatto ottima relatione di V. Ex.tia a Nostro S.re.
[27] Gionsero heri qui tre cani che V. Ex.tia manda al Co. Ludovico, et a M. Serapica: uno ne è morto per strada, come mi dice el messo; de li dui de M. Serapica, è restato el moro. Menaròlli fora con meco, e faròlli apresentare.
[28] Monsig.r R.mo Medici si troverà con Nostro S.re. Io farò quelli officij con S. S. R.ma che mi parranno a proposito: non mi pare già che V. Ex.tia debba avisarli cosa alcuna fin ch'io non ge lo faccio intendere. [29] Nove di qua non se hanno: la morte dil Turco V. Ex.tia l'ha intesa. Qui è ancor aviso de la creatione del fiolo, el quale pacificamente è fatto S.re, e cavalcato per Constantinopoli.
A V. Ex.tia baso le mani, et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli IIIJ de 9.bre MDXX.
V. Ex.tia se dignarà respondermi presto, e scrivermi una lettera ch'io possa mostrarla al papa, ne la quale si vegga gran desiderio che la cosa succeda, e presto, con quella amorevolezza che la saprà dimostrare, e promptezza de servire.
De V. Ex.tia
Fidel Servo
B. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et Patron mio el S.or Marchese di Mantua +


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 408-411.