452. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 23 ottobre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio. [1] Per le poste di Bologna hebbi la lettera de V. Ex.tia de XV, e con quella la coppia de una de M. Statio de V da Paragi, la quale mi ha pur dato un poco di lume per intendere la mente dil X.mo verso V. Ex.tia; ma la prima lettera de M. Statio per ancor non la intendo, per non haverne hauto quella copia da Zo. Franc.o cavallaro, come ho scritto a V. Ex.tia per una mia di XVIIJ del presente. [2] Subito ch'io hebbi questa, la comunichai con Nostro S.re, che fu dominica passata, e Sua S.tà la medesima notte havea hauto di Franza el primo raggionamento de li suoi nuncij, hauto con Mad.a, e con il re. [3] La sustantia del quale non era altro, se non che il re e m.a mostravano esser mal contenti di V. Ex.tia, e teneano che la cosa fosse conclusa col papa, e non haveano voluto dare risposta risoluta sop.a questa materia, aspettando quanto da S. Marseau seriano avisati: perché costui è venuto con la mente del re, e con authorità di poter aconciare quello che fosse guasto. E così io spero che le cose se assettaranno tra il papa e il re.
[4] Per ancor non si è hauta risposta d'una altra lettera che fece scrivere el papa alli noncij, pur sop.a el caso di V. Ex.tia, con molte raggioni, escusando quella e se stesso de non haver p.a fatto intendere a S. M.tà la pratticha: havràssi credo per le prime. [5] El papa dice che V. Ex.tia non se dubiti, che non è per abandonarla né lassarla in travaglio, e questo mi ha detto con molte et efficaci parole, perch'io con altrotante ne ho supp.to a S. S.tà. [6] Dominica dopoi disnare andò Nostro S.re fori, insino a l'Isola per andar poi a Monte Rosolo, dove starà cinque o sei dì. Poi tornerà a Roma, e fatto el dì de' morti, andarà a Palo, a Toschanella, a Corneto, et in quelli lochi dove S. S.tà sole andare. [7] E secondo el bisogno io seguitarò la corte; se non bisognerà starò qui in Roma, et andrò a star talhor dui dì alla corte, secondo che serà a proposito.
[8] S. Marseau, ha in comissione de comunicare ogni cosa con el S.r Alberto, el quale per ancor è pur a Napoli: e però gli ha scritto con grand.ma instantia ch'el voglia transferirsi insino a qui, e gli ha ancor scritto il papa. [9] Non so s'el venirà, perché el sta pur ancor male. Io non vorrei ch'el venisse, perché credo ch'el non serebbe propitio alla cosa nostra. Quello che ci è di bene è ch'el papa è benissimo disposto, e (come ho detto) mi ha molto assicurato. Io sollicitarò con tutte le vie.
[10] A questi dì Nostro S.re mi disse ch'el intendeva ch'el S.r D.ca nostro d'Urbino, ma lui disse Franc.o M.a, era per partirsi da Mantua, et andarsene con Dio, e che S. S.tà non ricerchava questo: anci havea più charo ch'el stesse a Mantua che altrove, perch'el sapeva che V. Ex.tia non li consentirebbe ch'el facesse cosa alcuna che stesse male, e ch'el non vorrebbe ch'el andasse talhor a far qualche paccìa, come fanno li desperati. [11] E se questa cosa succedea tra V. Ex.tia e Sua S.tà potrebbe ancor esser causa de molti beni: et accennòmi de la restitutione del stato, di che io hebbi tanto fastidio mo' un anno.
[12] Io gli risposi che non sapevo niente di questo, e che ero ben certo, se V. Ex.tia restava alli servicij di Sua S.tà, che la procurarebbe sempre sop.a ogni cosa che fosse la quiete e satisfacione di quella: e se la se disponesse mai a fargli questa gratia, che V. Ex.tia la riconoscerebbe per tale. [13] El papa me replicò: ch'io ge lo scrivesse. Io non li feci altrimenti fondamento. Attenderemo a quest'altra pratticha per hora; dipoi se questa succede si potrà sperare ogni cosa.
[14] Dominica, alle XXIJ hore, gionse el cavallaro di V. Ex.tia con la lettera del non haver combattuto el S.r Guron da Esti, et el S.r Gismondo Malatesta, e per ch'el papa stava in espettatione di saper come fosse andata la cosa, io scrissi subito una lettera a S. S.tà et inclusile quella di V. Ex.tia, e mandaila. [15] El papa ha hauto piacere assai: et hammi fatto scrivere per mons.r R.mo Rangone ch'io ringratij V. Ex.tia da parte sua, de l'opera fatt‹a› circa questo, che gli è stata char.ma, e gli ne resta obligato.
[16] Monsig.r R.mo Cibò, el quale è affecionatissimo a V. Ex.tia quanto dir si possa, et in questa nostra pratticha ha fatto optimi officij, et io lo so del certo, è in oppinione di fare una razza, et ha messo insieme alquante iumente da diversi S.ri del reame: hammi pregato ch'io supplichi a V. Ex.tia che sia contenta fargli gratia de donargene quattro, due corsiere, e due gianette. [17] Quella se degnarà avisarmi ciò che li ho a rispondere: son cert.mo che dandogele, le seranno benissimo collochate, e Sua S. R.ma le harà molto chare, et serà bene che V. Ex.tia se lo oblighi con questa picola cosa. Io hormai ho poco più che scrivere a quella; nove non se intendono de importantia. Questa risolutione de S. Marseau potrà dar indicio di qualche cosa.
Io baso le mani di V. Ex.tia, et in bona gratia humilmente mi racomando.
In Roma, alli XXIIJ de VIIJ.bre MDXX.
Humil Servitor
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio, el S.r Marchese ‹di M›antua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 406-407.