450. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 15 ottobre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Sabato passato, che fu alli XIIJ di questo, gionse qui Gasparro, spallato, benché penso ch'el non harà più male, e portòmi le lettere di V. Ex.tia circa la espeditione del Cavaliero. E quella sera non poti parlarne al papa perché era molto tardi. [2] Heri poi S. S.tà stette fin a meggia hora di notte ad udire disputtare medici sop.a el caso de Monsig.r S.ta M.a in Portico, el quale sta male, e più presto si dubita di lui che altramente. E quando non fosse altro, dubito che questi medici ogni modo lo amazzaranno.
[3] V. Ex.tia harà haute altre mie lettere. Io mi despero vedendo che di Franza non viene resposta, e che M. Statio sta tanto ad agiongere: ch'el noncio del papa non parlerà, finché l'homo de V. Ex.tia non è là, perché così è l'ordine, come la deve racordarsi, per la mia instrutione ch'io mandai. [4] El papa non se ne turba, ma se ne maraviglia. Mi è dispiaciuto ancor ch'el noncio del papa che è a Venetia, ha scritto qui che l'homo di V. Ex.tia che è lì in Venetia si è andato a congratular seco: serebbe bene avertirlo che non parlasse di tal cosa.
[5] Heri sera el papa andando a tavola, mi chiamò e con grand.ma instantia mi ordinò ch'io scrivessi a V. Ex.tia, ch'el sapeva che l'era il tempo del combattere del S.r Guron e S.r Gismondo, e che pensava che V. Ex.tia da sé farrebbe il possibile acciò che non combattessero. [6] Pur voleva che per amor di S. S.tà lo facesse ancor con maggior instantia, e ch'el non potrebbe dire quanto lo desiderava, e così per più volte mi replicò che V. Ex.tia volesse haver cura del honor de l'uno e de l'altro, perché lo desiderava egualmente, e che se a quella parea de lassarli entrare nel stecchato, o ancor lassargli cominciare, che facesse come li parea, purché fossero divisi, e che facessero bona pace.
[7] Io gli dissi che credevo, se veniano a quel termine, che non si potria dividerli, perché V. Ex.tia gli dava el campo libero. Me replicò che V. Ex.tia facesse lei come li piacea, purché la cosa succedesse in bene, e mostròmi desiderarla tanto, quanto cosa ch'el mi commettesse mai. [8] Io lo acompagnai, insino al letto, e quando fu spogliato del tutto, mi richiamò, e dissemi di novo che mi racordassi de scrivere con instantia di questa cosa, e pregarne V. Ex.tia da sua parte più che potevo, con dirmi che la li premea nel core.
[9] Io vedendo ch'el tempo è breve, ho elletto spazzare questo cavallaro a posta, acciò che V. Ex.tia habbia occasione di far questo piacere a S. S.tà, che invero io conosco che lo desidera sommamente: sì che quella operi mo' come la saprà fare con l'honor de l'uno e l'altro. [10] Io li parlerò hoggi de la cosa del Cavaliero, e serviròmene in farli vedere quanto V. Ex.tia desidera de satisfarli in ogni cosa. [11] El Cavaliero è andato a Ravenna ad incontrare la D.ssa de Barri che va in Pollonia: el papa la vole honorare, et ha mandato el vescovo Scaglion et il Cavaliero a incontrarla, e farli spese per el stato de la chiesa.
[12] M. P. Ardinghello, basa le mani di V. Ex.tia e dolsi che insino a qui non li sia venuto occasione de paghar con sua servitute le demostrationi che quella li fa, ma sforzaràssi di farlo da qui inanti, mettendoli insino la vita se bisognerà. E certo, S.r mio, è stato bonissima cosa, per mille rispetti: et io conosco che lo havemo guadagnato.
[13] Mandando questo cavallaro a posta, per la grande instantia che mi ha fatta el papa, harei pur voluto scrivere qualche nova, ma non so che, perché le cose stanno tutte in ambiguo, e da molti si estima che sia per esser ogni modo guerra. Altri pensano che no, pur se inclina più al sì che al no.
[14] Scrissi a V. Ex.tia per l'altre mie de quelli spagnoli, che se estimava che venissero alla volta de Lombardia. Forno trovati dui, dicono lombardi, li quali sollicitavano questi spagnoli a venire in Lombardia. [15] El papa mandò a pigliarli: el barigello li cominciò a combattere, se ridussero in una chiesa, de lì nel campanile, et vedendo che non si potevano tenere, uno se ne buttò da le finestre, e amazòse, l'altro, è stato preso ferrito. [16] El papa lo fa curare, per intendere più inanti. Quello che si buttò da la finestra, di‹c›ono che si dimandava El Pusterlino: non so se è il nostro, che non pote incapar ne la rete a Mantua: ma credo de sì.
Altro non mi occorre dire a V. Ex.tia, se non che a quella basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XV de octobre a hore XXIJ MDXX.
Di V. Ex.tia
Fidel Servo
B. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.r e patron mio, el S.r ‹Mar›chese di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 402-403.