445. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 18 settembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] Per la via de le poste ho ricevuto due di V. Ex.tia de XJ del presente, a l'una de le quali poco mi occorre che dire, perché la lettera portata da Gasparro da Feltro, è quasi risposta. Magrone cavallaro sta molto male, e per q.to mandai Gasparro; per anchor l'altro cavallaro non è comparso. [2] Io penso che V. E. habbia espedito homo, o scritto in Franza. La espeditione di qua si mandò di quel modo che io scrissi, e partìssi venerdì prox.o passato la notte, venendo el sabato: et io li feci agiongere una particula in excusatione de V. Ex.tia. [3] È questa: ch'el papa era stato lui el mottore di questa cosa, e non havea scritto in Franza insino a quella hora, per la infirmitate, e perciò era stato questo poco de disordine, che la gli fosse venuta a le orecchie p.a che S. S.tà ge lo havesse avisato. Nostro S.r Dio la guidi lui a bon fine.
[4] Monsig.r Contestabile, e lo ammiraio ne hanno scritto tutti dui in qua: e non solamente la cosa in generale, ma hanno avisato quasi tutti li capituli, e che lo Ill. S.r Giohanni è locotenente, e il S.r Alex.o cap.o de li cavalli legieri, e M. Lud. da Fermo ha una banda de homini d'arme. [5] Queste cose V. Ex.tia consideri che non ponno venir se non da Mantua. Io ho hauto despiacere per molti cunti: ma principalmente perché non vorrei ch'el papa pensasse che dandogli alle mani qualche impresa de importantia, V. Ex.tia non havesse ministri che sapessero tenerla secreta, e governarla bene. [6] Dio forsi, con la occasione de' tempi, governarà bene questa: e subito che la risposta di Franza ritorni, ne vederemo el fine.
[7] Circa quanto V. Ex.tia mi scrive di quelli sali: mi racordo che non senza difficultate mo' un anno la diffalchatione del obligo di V. Ex.tia si fece, e cominciòsi al MDXV: pur io non sono restato de parlarne a Nostro S.re de la commodità del paghare, perché, de che altro, non saprei. [8] Sua S.tà mi ha rimesso al Armellino: el quale è ardente in q.ta cosa perché è anche suo interesse, e dove vaddi el denaro, mal si pò havere commodità alcuna. [9] Sua S. R.ma si è molto doluto, dicendomi ch'el papa ha affittate queste salare, e che quelli che l'hanno condutte, bisognano paghare; e che V. Ex.tia ha tanto utile di questo sale che la dovrebbe pur poter pagare; e che M. Iacomo Salviati ha libertà de far le riprhesaglie, e che lui non saprebbe come ricercharlo de una tanta dilatione, havendo lui già paghato al papa. [10] Così, benché io gli habbia detto molte raggioni, e de le gravi spese occorse a V. Ex.tia, non ne ho potuto trharre altro, perché creddo che serà necessario far provisione de qualche bona summa de denari, e con questo modo si potrà acquetargli per un pezzo: altramente non gli veggo ordine. [11] E ben serà che da qui inanti V. Ex.tia faccia un qualche assignamento a questo debito, per non ne havere ogni dì tanti fastidij.
[12] In questo punto è gionto qui Giohanm.a cavallaro, con la lettera de V. Ex.tia pur de XJ del presente. Mi piace haver inteso quanto quella mi scrive de le cose di Franza: qui se dice che quella ha mandato in Franza Benedetto Moraro. [13] Cosa nova alcuna non havemo qui. Lo Ill. S.r Aluyso da Gonzaga, è ritornato da Napoli, et è stato presente a la giostra che ha fatta la S.ra D.ssa de Milano, et esso ancor ha giostrato. [14] De li particulari non ho inteso, penso che S. S. ne scriverà diffusamente a V. Ex.tia, alla quale io basando le mani in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli XVIIJ de VIJ.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Fidel Servo
Bal. Castiglione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.or et patrone mio el S.or Marchese de Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, cc. 393-394.