443. Castiglione, Baldassarre a D'este Gonzaga, Isabella

Roma (RM), 13 settembre 1520

Ill.ma et Ex.ma S.ra e patrona mia. [1] Lo acrescermi novi despiaceri non me diminuisse li passati, anci fa molto maggiore el cumulo; però la morte de lo Ill.mo S.r Car.le suo fratello e mio precipuo S.re mi ha tanto attonito, che a me anchor non pare esser più vivo. [2] E tra l'altre cose, veggome sempre inanti a gli ochi el dolor de V. Ex.tia, che per tante raggionevoli cause son certo che la tribuli acerbamente. [3] Pur quella si deve racordare di se stessa e del animo, e prudentia sua, e che questa perdita è tanto comune che ognuno se dole. [4] E però deve anchor voler ch'el despiacer suo se diminuisca, per esser diviso in tante parti. Io ho voluto scriver queste poche parole a V. Ex.tia per debito de servitù, non per consolarla, ch'io non ho in me consolatione alcuna.
Sono ben servo di V. Ex.tia come ch'io mi sia, et a quella basando le mani in bona gratia humilmente mi racc.do.
In Roma, alli XIIJ de VIJ.bre MDXX.
De V. Ex.tia
Humil Servo
Bal. Castiglione ||

Alla Ill.ma et Ex.ma mia S.ra e Patrona, la Segnora Marchesa di Mantua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 390.