438. Castiglione, Baldassarre a Gonzaga, Federico

Roma (RM), 2 settembre 1520

Ill.mo et Ex.mo S.re e Patron mio. [1] In questo punto che è XVIJ hore alli dui del presente, è gionto qui Magrone. In risposta di quanto esso porta, non dirò altro, se non mancherò di tutto quello che serà in poter mio, acciò che la cosa habbia sùbita es‹p›editione: tanto più, acciò che la non se publichi più di quello che la è, perché io intendo che a Mantua se ne parla publicamente. [2] Il che mi dole, perché come scrissi a V. Ex.tia, queste cose seriano da tenere molto secrete insino alla conclusione.
[3] E quattro giorni sono un S.r di questa corte mi disse havere aperta una lettera che andava a Napoli allo Ill. S.r Aloyso, e veniva da Mantua, nella quale se contenea che V. Ex.tia trattava strettamente el capitaniato de la Chiesa, e li meggio et ogni cosa. [4] Non seria maraviglia che lo S.r Aloyso lo dicesse al S.r Alberto, il che potria nocere; né anchor Nostro S.r vorrebbe che la se intendesse in Franza, p.a che Sua S.tà la scrivesse. [5] Sì che V. S. sappia che questo è stato un poco di errore. Pur si sforzaremo di emendarlo con la prestezza del concludere, ma a questo ne obsta la indispositione de Nostro S.r, el quale ha pur hauto quattro termini de terzana simplice. [6] Ma li medici estimano che non serà altro. Questa fama se si è divulgata per Mantua, mal si potrà reprimere: pur quando si potesse, serebbe bene.
Altro non dirò, se non che a V. Ex.tia baso le mani et in bona gratia mi raco.do.
In Roma, alli 2 de Septembre MDXX.
De V. Ex.tia
Servo scontentissimo
B. Castilione ||

Allo Ill.mo et Ex.mo S.re e patron mio el S.r Marchese di ‹Mant›ua


Missiva autografa. Mantova (MN), Archivio di Stato, Archivio Gonzaga, busta 864, c. 380.